Settimana della seconda domenica di Quaresima – martedì
Introduzione
La storia di Abramo, che stiamo seguendo in questa seconda settimana di Quaresima, subito ci pone davanti ad un tema classico: la crisi delle relazioni a causa dei beni…
La Parola di Dio
GENESI 13, 1b-11
Lettura del libro della Genesi
In quei giorni. Loera con Abram. Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro. Abram si spostò a tappe dal Negheb fino a Betel, fino al luogo dov’era già prima la sua tenda, tra Betel e Ai, il luogo dove prima aveva costruito l’altare: lì Abram invocò il nome del Signore. Ma anche Lot, che accompagnava Abram, aveva greggi e armenti e tende, e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nella terra. Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. Non sta forse davanti a te tutto il territorio? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra». Allora Loalzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra – come il giardino del Signore, come la terra d’Egitto fino a Soar. Loscelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro.
SALMO Sal 118 (119), 33-40
Guidami, Signore, sulla tua via.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore. R
Guidami sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in essi è la mia felicità.
Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti
e non verso il guadagno. R
Distogli i miei occhi dal guardare cose vane,
fammi vivere nella tua via.
Con il tuo servo mantieni la tua promessa,
perché di te si abbia timore. R
Allontana l’insulto che mi sgomenta,
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi precetti:
fammi vivere nella tua giustizia. R
PROVERBI 5, 15-23
Lettura del libro dei Proverbi
Figlio mio, bevi l’acqua della tua cisterna e quella che zampilla dal tuo pozzo, perché non si effondano al di fuori le tue sorgenti e nelle piazze i tuoi ruscelli, ed essi siano per te solo e non per degli estranei che sono con te. Sia benedetta la tua sorgente, e tu trova gioia nella donna della tua giovinezza: cerva amabile, gazzella graziosa, i suoi seni ti inebrino sempre, sii sempre invaghito del suo amore! Perché, figlio mio, perderti per la straniera e stringerti al petto di una sconosciuta? Poiché sono davanti agli occhi del Signore le vie dell’uomo, egli bada a tutti i suoi sentieri. L’empio è preda delle sue iniquità, è tenuto stretto dalle funi del suo peccato. Egli morirà per mancanza d’istruzione, si perderà per la sua grande stoltezza.
VANGELO Mt 5, 31-37
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».
La Parola di Dio
Noi siamo fratelli…
Davanti agli occhi del Signore le vie dell’uomo…
Sia il vostro parlare sì, sì, no, no…
Come abbiamo letto, il grande problema che nasce tra Abramo e Lot, il cui nome significa “velo, copertura”, è causato dai beni che questo ragazzo si trova a possedere mentre è ancora con lo zio, appunto Abramo, fratello di suo papà Aran. Il problema è dato non tanto dai due che si confrontano, anche se questo è del tutto inevitabile, quanto dai rispettivi membri delle tribù. Accade così che si inneschino ogni giorno delle piccole o grandi scaramucce per le questioni legate al possesso degli armenti, della terra da coltivare, dell’acqua… tutte cose che, in un piccolo territorio semidesertico, contano moltissimo.
Naturalmente il confronto è molto evidente tra la saggezza del vecchio Abramo e l’inesperienza del giovane. Abramo rappresenta la saggezza di chi non bada ai propri beni perché non ha attaccato ad essi il cuore. Benché sia doveroso per il nipote portare rispetto per lo zio, accade che sia lo zio a chiedere al nipote quale parte della terra vuole per sé e per le sue tribù. È il contrario di quello che sarebbe dovuto succedere, perché Abramo, per età e per ruolo, avrebbe potuto scegliere per primo.
Non solo, la Scrittura mette bene in luce che Lot si fa, per così dire, ingolosire dalla parte migliore della Terra Santa, quella della regione tra Sodoma e Gomorra, nella valle del Giordano, territorio con acqua e, dunque, fertile. Lot possederà questo territorio ma, come sappiamo e come anche leggeremo nei prossimi giorni, sarà solo per un periodo molto limitato. Su Sodoma e su Gomorra incombe una sciagura grande nella quale lo stesso Lot perderà i suoi possedimenti.
Abramo emerge come l’uomo forte e saggio, che tenta di stemperare le discussioni e le liti, che non si ferma quando c’è da cedere qualche cosa pur di salvaguardare i rapporti. Abramo emerge come il patriarca che tiene moltissimo alla famiglia e che è disposto a fare qualunque cosa pur di avere salva e integra la propria casa.
Potremmo dire che Abramo vive quello che viene esplicitato anche dalle altre Scritture: il libro dei Proverbi, da un lato, che ci ha ricordato che tutte le nostre vite sono nelle mani di Dio; il Vangelo, nel quale il Signore ci ha ricordato che essere di parola è un principio che si sposa con la fede. Essere onesti nel parlare ed essere capaci di vivere quello che si dice, dare peso alle parole, pronunciare parole di verità è un comportamento in linea con la fede. Abramo emerge come il patriarca della parola. Lui, che ascolta la Parola di Dio, lui che parla con Dio, diventa anche un uomo dalla parola limpida, sincera, vera. È così che Abramo si impegna a vivere bene tutti i rapporti della sua vita. Come vedremo tornerà ancora in scena proprio con Lot, nel momento in cui si tratterà di salvare lui e la sua famiglia mentre è in corso la distruzione di Sodoma e di Gomorra.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La Scrittura di oggi è un punto di riferimento che dovrebbe tornarci in mente ogni volta che papa Leone ci chiede di disarmare le parole. Chi disarma le parole? Come si fa a disarmare le parole? La risposta è semplice: chi fa come Abramo!
Chi fa come Abramo che ha saputo pronunciare parole gentili, parole di vicinanza, parole di comprensione anche verso il nipote che non lo meritava. Disarma le parole chi non pensa male degli altri, come Abramo che si è cimentato nel tentare di capire la posizione di Lot, andandogli incontro in ogni modo. Disarma le parole chi, come Abramo, lascia spazio alla parola degli altri e l’ascolta con un’approfondita attenzione.
Disarma l’animo e i gesti chi non corre dietro alle cose, chi ha il cuore libero, anzi chi, come Abramo, si serve delle cose che ha per cercare di vivere rapporti seri, forti, degni. Disarma i gesti chi cerca l’unità sopra ogni cosa, oltre il diritto, oltre le ragioni, oltre la giustizia. Disarma i gesti chi, come Abramo, sa fare il primo passo, sa andare incontro agli altri, sa perfino rinunciare al suo ruolo di primato, per lasciare che l’altro si esprima.
Noi come ce la caviamo con tutte queste cose esemplificate da Abramo? Perché è certo che anche noi sapremo disarmare le parole e i gesti, come dice spesso il Papa, se sapremo fare le medesime cose. Se sapremo essere rispettosi, se non saremo attaccati alle cose, anzi se utilizzeremo le cose di cui disponiamo per cercare legami con gli altri, allora saremo davvero uomini, donne che sanno disarmare la vita per costruire legami di attenzione, carità, comprensione, umanità.
Chiediamo, oggi, al Signore la grazia di non dimenticarci presto dell’insegnamento di Abramo. Solo chi medita continuamente questo esempio, infatti, può continuare a vivere quel percorso di fede e di umanizzazione che ci rende davvero figli di Dio che sanno brillare come luci nella notte scura.
Perchè la Parola dimori in noi
- Come vivo questi principi della vita onesta?
- So creare, anche grazie alle cose di cui dispongo, vincoli autentici di amore?