Martedì 04 marzo

Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi ci aiutano le parole di Qoelet a vivere bene non solo questo giorno, ma il pensiero di una delle grandi questioni della vita: la questione del tempo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Qo 3, 1-8
Lettura del libro del Qoèlet

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato. Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via. Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

SALMO Sal 144 (145)

Pietà e misericordia è il Signore

O Dio, ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese. R

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R

Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. R

VANGELO Mc 12, 18-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Qoelet

Al di là delle esemplificazioni che vengono fatte, credo che la frase più bella e più importante della lettura sia proprio l’incipit: “Tutto ha il suo momento e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo”. Tutto ha il suo tempo, tutto ha il suo momento. Questa massima sapienziale dovrebbe suscitare anche in noi un senso molto bello e molto importante di appartenenza al “tempo di Dio”. Il sapiente, infatti, intende dire che, nella vita dell’uomo, ci possono essere diversi tempi: il tempo di gioire e il tempo di soffrire; il tempo della pace e il tempo della guerra; il tempo in cui vivere abbracci con altri e il tempo della solitudine, il tempo nel quale astenersi dagli abbracci; c’è il tempo della salute e quello della malattia… e si potrebbero fare molte altre considerazioni. Ma ogni tempo è nelle mani di Dio. Ecco la grande speranza che anche oggi il sapiente esprime. Non è vero che ad un tempo segue un altro così a caso. Non è vero che ad un tempo si alterna il suo opposto senza che ci sia un senso, senza che ci sia una misura, senza che ci sia un principio che riesce a spiegare ogni cosa. Tutto ha la sua spiegazione, tutto ha il suo senso. Ma per capire questo, per capire cosa siamo chiamati a vivere e per comprendere quale sia il senso di ogni cosa, occorre porsi nella fede a comprendere cosa Dio chiede alla nostra esistenza. Se non facciamo questo passo, se lasciamo che ogni cosa accada a caso, se non siamo noi, come dicevamo ieri, a cercare un ordine in quello che accade, sarà molto facile pensare che tutto avvenga, più o meno, a caso.

Vangelo

Possiamo comprendere ancor meglio la lezione di Qoelet se rileggiamo il Vangelo. Gesù ci invita a guardare ogni cosa alla luce dell’eternità. Dio è Dio della vita, Dio è Colui che ama la vita, tanto da donare la vita eterna a coloro che hanno sperato in Lui. La vita eterna non è altro che l’immergersi nel mistero di Dio, trasfigurati dal suo amore e dalla sua pace e, per questo, in grado di vedere bene ogni cosa e di capire bene ogni cosa. Per questo, come già ci ha detto il sapiente, se uno interpreta la sua vita come un pellegrinaggio e, soprattutto, se uno vive la sua vita come un progressivo avvicinarsi all’eternità, vede le cose di questo tempo in una luce più vera. Tutto acquista un senso, tutto può essere riletto in base all’Amore di Dio che tutto trasforma, tutto riempie, tutto ordina. Così nessuna cosa della vita, nemmeno la più piccola, nemmeno quella minima, perde il suo senso e il suo essere in ordine a Dio. Alla luce dell’eternità tutto può trovare nuova forma e nuovo senso. È quando manca questa luce che vengono assolutizzati alcuni eventi della vita, operazione quanto mai pericolosa e quanto mai disastrosa.

Per noi e per il nostro cammino

Credo che qui ci sia un bellissimo richiamo per noi. Mi pare che almeno fino all’età adulta, fino alla fine del tempo del lavoro, la vita di oggi sia tutta un rincorrere freneticamente le cose. Impegni, appuntamenti, cose da fare, cose a cui provvedere si sommano, si moltiplicano, tanto che, spesso, si ha solo l’impressione di vivere nella fatica e nell’affanno. Di più, nel non senso. Molto spesso, infatti, chi si ferma a pensare in mezzo a questa moltitudine di impegni, ha davvero l’impressione che nulla di quello che sta facendo serva. Pare che tutto sia solo fine a sé stesso e che tutti siamo dentro un ordine di cose che siamo comunque tenuti a vivere, a rispettare, a onorare. Per poi passare al tempo della vecchiaia che diventa il tempo del vuoto, il tempo nel quale non si ha più nulla da fare, il tempo nel quale si perde il senso della vita, perché tutto sembra finito, vuoto, senza più uno scopo e senza più un senso. Gesù richiama fortemente a noi il senso del tempo, ma a partire dall’eternità. Se abbiamo questa luce, se abbiamo questa prospettiva di vita, allora è chiaro che il senso da dare al tempo è quello che nasce dall’amore. L’amore che può esser messo in ogni cosa è il cuore, è il succo, è il senso di tutto quello che si va facendo ed è ciò che trasforma la limitatezza di questi giorni fuggevoli in stabilità eterna. Così credo che tutti, oggi, grazie alle parole di Qoelet e del Vangelo, siamo invitati a capire che c’è un senso per il nostro tempo, c’è un senso per i nostri giorni, c’è un senso per quello che stiamo facendo nella vita. Il senso è comprensibile a ciascuno di noi se noi ci metteremo nella direzione dell’eternità. Chiediamo questa grazia, per capire come questa visione del tempo può continuare a sostenere quella speranza che deve essere nostra guida e nostro riferimento in questo anno giubilare.

Provocazioni

  • Come vivo il tempo che mi viene dato?
  • Quale senso dare alle cose di ogni giorno?
  • In che senso la luce dell’eternità aiuta a vivere bene il tempo presente?
2025-02-28T22:53:39+01:00