Ferie del tempo di natale – 5 gennaio
La spiritualità di questo giorno
È un giorno speciale perché, con le Messe della sera, entreremo nella solennità dell’Epifania che ci aiuterà ancor meglio a chiudere la serie di riflessioni legate al ciclo natalizio epifanico. Oggi si leggono solo l’Epistola e il Vangelo. Le due letture di oggi hanno un sapore decisamente battesimale perché, come ho avuto occasione di spiegare più volte, il giorno dell’Epifania era, nella Chiesa antica, una delle grandissime date in cui si battezzavano i catecumeni.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA T3, 3-7
Lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
SALMO Sal 71 (72)
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. R
I re di Tarsie delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti. R
VANGELO Gv 1, 29a. 30-34
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Vangelo
Il Vangelo ci riporta alle grandi scene battesimali che hanno contraddistinto la vita di San Giovanni il Battista. Scena che ci ricorda che Giovanni ha capito che l’attesa del Messia si compiva proprio attraverso il suo gesto di introdurre la gente nella dimensione di Dio. Il Battesimo per la remissione dei peccati di cui Giovanni era predicatore, ha chiesto a tutti di rendersi disponibili per l’incontro con il Messia. Cosa che è avvenuta in molti che hanno deciso di imitare l’atteggiamento del Battista, in primis alcuni suoi discepoli che poi sarebbero diventati discepoli del Signore. Giovanni, in una visione molto lucida del suo compito, ha compreso chi era veramente il Signore e lo ha indicato come “l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo”. Una parola chiara nel contesto della fede nel quale è stata pronunciata. Una parola che ha permesso ai discepoli di capire chi era il Cristo e qual era il suo compito. Parola così chiara che ha permesso a chi viveva una relazione profonda con Giovanni, di accenderne una ancora più vera e profonda: quella con il Signore.
Tito
Paolo riflette molto anche su questa visione delle cose e comprende che quello che ha fatto Giovanni non fu possibile solo a lui, ma diventa possibile per tutti. Dal momento in cui si diventa cristiani, ovvero dal momento del Battesimo, nasce, davvero, una nuova consapevolezza della propria identità e della propria missione, del proprio compito. È per questo che Paolo si sente inserito in una comunità che si rinnova continuamente, perché, proprio grazie al Battesimo, nuove anime, nuove persone, si aggiungono al gregge dei salvati. Paolo, battezzato nel nome di Cristo da Anania, riprende la verità del suo Battesimo e la consegna ad altri, perché tutti abbiano questa consapevolezza e crescano in essa.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Noi siamo battezzati di vecchia data. Abbiamo ricevuto il Battesimo molti anni fa.
- Come viviamo il nostro Battesimo?
- Con quale consapevolezza?
- Con quale speranza?
Alla fine di questo ciclo di Scritture legate al Natale e alla vigilia dell’Epifania, credo che possiamo concludere questa ampia sezione che, ancora, abbiamo dedicato al tema delle relazioni. Tutti possiamo concludere questo tempo edificati dalla Parola che abbiamo ricevuto, ma, ancor più, dalla presenza del Signore che, in tutti questi giorni e in tutte queste celebrazioni, abbiamo potuto vivere e assaporare di nuovo. Spero che, proprio il recupero del nostro Battesimo, ispiri a ciascuno di noi la forza e la grazia di vivere bene quelle relazioni che tutti intratteniamo, non solo nella vita, ma anche nella vita spirituale e nella pratica ecclesiale.
Maria, che ci ha donato il Salvatore, ci aiuti a vivere bene la festa di domani, la chiusura del Giubileo, il ritorno alla vita feriale, forti delle grandi ricchezze spirituali che abbiamo ricevuto e condiviso.