giovedì 05 febbraio 2026

Settimana della 4 domenica dopo l’Epifania – giovedì 

Introduzione

Sant’Agata, “la buona, la gentile, la bella”; Sant’Agata, protettrice dei buoni. Oggi festeggiamo una santa che ha grande culto e grande devozione attorno a sé. Sappiamo bene che subì il martirio mediante torture. Secondo la tradizione ella morì proprio mentre il suo corpo bellissimo, che non poteva essere di un uomo a causa del rifiuto di Agata in favore della fede, venne orribilmente mutilato mediante lo strappo dei seni. Trovo che la figura di Agata sia di schiacciante attualità. Quante donne, oggi, vivono cose di questo genere. Quante donne arrivano perfino a trovare la morte per mano di uomini che, non potendole avere, tolgono loro la vita credendo che così non possano essere di nessun altro. Quante storie di femminicidi abbiamo oggi nel nostro Paese! Decisamente troppe. Ecco, Agata ci ricorda che la condizione femminile è, da sempre, così. Una condizione che qualcuno avrebbe voglia di sopprimere, una condizione che qualcuno ritiene possibile devastare mediante una procurata sofferenza che, non di rado, sfigura il corpo, quando poi non giunge alla procurata morte. Credo che a Sant’Agata potremmo affidare tutte le donne che soffrono per questa piaga che non riusciamo a debellare. A lei offriamo la nostra preghiera, perché il dolore di tante donne possa rimanere consolato da Dio. A lei offriamo anche la preghiera perché presenti al Padre tutte le donne morte di morte violenta. Così che il loro sacrificio, che non di rado è un nuovo martirio, possa portare frutto nel nostro mondo, anche inducendo tutti ad avere un’altra visione della donna che sia rispettosa della dignità di ognuna di loro. Preghiamo anche per la conversione dei carnefici, di coloro che tolgono la vita a queste donne o che ne sfigurano il corpo. Preghiamo perché dal sangue di queste martiri possa sorgere pentimento e richiesta di perdono da parte di coloro che hanno attentato alla vita. La conversione continua che ci chiede il Signore, sia sostenuta da Agata che, dal cielo, veglia su di noi.

La Parola di Dio 

LETTURA Sir 26, 1-16
Lettura del libro del Siracide

Fortunato il marito di una brava moglie, il numero dei suoi giorni sarà doppio. Una donna valorosa è la gioia del marito, egli passerà in pace i suoi anni. Una brava moglie è davvero una fortuna, viene assegnata a chi teme il Signore. Ricco o povero, il suo cuore è contento, in ogni circostanza il suo volto è gioioso. Di tre cose il mio cuore ha paura, e per la quarta sono spaventato: una calunnia diffusa in città, un tumulto di popolo e una falsa accusa, sono cose peggiori della morte; ma crepacuore e lutto è una donna gelosa di un’altra, il flagello della sua lingua fa presa su tutti. Giogo di buoi sconnesso è una cattiva moglie, chi la prende è come chi afferra uno scorpione. Motivo di grande sdegno è una donna che si ubriaca, non riuscirà a nascondere la sua vergogna. Una donna sensuale ha lo sguardo eccitato, la si riconosce dalle sue occhiate. Fa’ buona guardia a una figlia sfrenata, perché non ne approfitti, se trova indulgenza. Guàrdati dalla donna che ha lo sguardo impudente, non meravigliarti se poi ti fa del male. Come un viandante assetato apre la bocca e beve qualsiasi acqua a lui vicina, così ella siede davanti a ogni palo e apre a qualsiasi freccia la faretra. La grazia di una donna allieta il marito, il suo senno gli rinvigorisce le ossa. È un dono del Signore una donna silenziosa, non c’è prezzo per una donna educata. Grazia su grazia è una donna pudica, non si può valutare il pregio di una donna riservata. Il sole risplende nel più alto dei cieli, la bellezza di una brava moglie nell’ornamento della casa.

SALMO Sal 127 (128)

Benedetta la casa che teme il Signore.

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene. R

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa. R

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita! R

VANGELO Mc 6, 33-44
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Molti videro partire il Signore Gesù e gli apostoli e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci». E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Siracide

La riflessione può continuare proprio rileggendo il Siracide, che esalta la donna prudente, la donna che ha uno sguardo nobile, la donna che sa essere consolazione per altri, la donna che sa vivere piena di virtù per essere di esempio anche ad altre. Il Siracide esalta la donna che sa essere piena di misura in ogni cosa, la donna che sa essere capace di infondere amore anche solo con il suo sguardo, la donna che brilla davanti a tutti perché piena di virtù. Il Sapiente esalta anche la donna che sa diffondere amore con la sua grazia, certo che il suo esempio non passa inosservato. Ancora il sapiente esalta la donna che sa educare secondo i valori che porta nel cuore, perché chi viene dopo di lei sia edificato dalla sua stessa grazia e dal suo stesso modo di vivere.

Vangelo

Certamente c’erano anche molte donne tra coloro che Gesù incontrò scendendo dalla barca che lo aveva trasportato sul lago. Certamente Gesù rimane colpito anche dalla situazione di alcune di loro, come di tanta altra gente che, come nuovamente ci viene sottolineato, sembra essere come un gregge di pecore che ha perso il proprio pastore. Cosa fa Gesù? Gesù dona a tutti il pane della vita. Attraverso il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, il Signore intende dire, ancora una volta, che lui stesso si fa sostegno di tutti, di chi cerca la verità e di chi diffonde amore, fino a sostenere coloro che donano la vita per amore. È proprio Gesù che ci insegna che non c’è amore più grande di chi dona la vita per gli altri. Così come ha fatto Lui. Così come hanno fatto moltissime donne che, nel segreto e nel piccolo delle loro vite, hanno vissuto per far vivere gli altri.

Perchè la Parola dimori in noi

Può essere controcorrente, può anche darsi che dia fastidio a qualcuno, ma proviamo a chiederci: che ruolo ha, oggi la donna? Che cosa dimostrano le donne di oggi? Io credo di non offendere nessuno, ma di recepire solo un vissuto se dico che oggi molte donne hanno abdicato al loro ruolo e la società ne esce più impoverita. Non è certo questione di relegare la donna in un ruolo piuttosto che in un altro, tantomeno occasione per dire cosa dovrebbe fare o non fare una donna! La cultura, in questo senso, ci aiuta e ci sprona! Piuttosto vorrei dire che la donna dovrebbe recuperare, alla luce della fede, una piena e vera dignità, accedendo a quei richiami che ci ricordano quanto amore, quanto bene, quanta grazia può vivere una donna e può far vivere ad altri. Oggi mi pare che in moltissimi contesti tutto questo sia sparito. Quando si perde la testimonianza di amore che una donna e solo una donna sa offrire, allora ci si impoverisce. Per resistere alla barbarie che molti uomini introducono nel mondo, per resistere alla barbarie di molti che deturpano o cancellano le loro vite, ben venga la legge, ben venga l’attenzione sociale, ben venga tutto quanto la società è in grado di offrirci. Ma ben venga, soprattutto, una rinnovata concezione della dignità della donna, che solo la fede può dare. Consiglierei di rileggere la “Mulieris dignitatem” che rimane un testo di riferimento per una riflessione di questo genere.

Così invito tutti, oggi, a pregare per le donne. Preghiamo perché dalla loro femminilità, dalla loro grazia, dal loro amore, tutti possiamo ricevere quella testimonianza che sa spronare tutti a fare il meglio che si può e a donare il meglio di quello che si è.

2026-01-31T22:27:52+01:00