Mercoledì 04 febbraio

Settimana della 4 domenica dopo l’Epifania – mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Oggi non abbiamo santi particolari da ricordare, ma le due Scritture sono di grandissima consolazione anche senza esempi pratici di riferimento.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 40, 1-8a
Lettura del libro del Siracide

Grandi pene sono destinate a ogni uomo e un giogo pesante sta sui figli di Adamo, dal giorno della loro uscita dal grembo materno fino al giorno del ritorno alla madre di tutti. Il pensiero dell’attesa e il giorno della fine provocano le loro riflessioni e il timore del cuore. Da chi siede su un trono glorioso fino a chi è umiliato su terra e su cenere, da chi indossa porpora e corona fino a chi è ricoperto di panno grossolano, non c’è che sdegno, invidia, spavento, agitazione, paura della morte, contese e liti. Anche durante il riposo nel letto il sogno notturno turba i suoi pensieri: per un poco, come niente, sta nel riposo e subito nel sonno si affatica come di giorno, è sconvolto dalla visione del suo cuore, come chi è scampato da una battaglia. Al momento di mettersi in salvo si sveglia, meravigliandosi dell’irreale timore. Così è per ogni essere vivente.

SALMO Sal 8

Quanto è mirabile, Signore,
il tuo nome su tutta la terra!

O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,
con la bocca di bambini e di lattanti:
hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli. R

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?
Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato. R

Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi:
tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna.
O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! R

VANGELO Mc 6, 30-34
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Gli apostoli si riunirono attorno al Signore Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Siracide

Il Siracide, con molta sapienza, ci ha ricordato che la vita dell’uomo è veramente intrisa di preoccupazioni. Giustamente il sapiente ci diceva che ogni uomo, ricco o povero, istruito o semplice, in qualsiasi terra viva, sente vive dentro di sé alcune preoccupazioni. Possono essere di diversa natura, ovviamente, in base a come si vive. Tutti, però, hanno preoccupazioni. Quella per la salute e quella che viene man mano che si avvicina la morte, sono, poi, due preoccupazioni che colpiscono indifferentemente l’uomo. Ma la vita è solo affanno e preoccupazione? Il Siracide non è assolutamente di questo avviso. Ci sono molte cose della vita che turbano l’uomo, ma ve ne sono altre molto belle, forti, importanti. Come ci sono preoccupazioni per tanti giorni, così ci sono anche giorni felici, giorni in cui si può godere delle cose della vita, giorni più allegri o spensierati o, comunque, gioiosi. Il punto fondamentale non è tanto cosa capita, cosa ci viene dato da vivere, piuttosto come l’uomo vive gli uni e gli altri. Se li vive con fede, ogni gioia ha la sua composizione e ogni preoccupazione trova il suo giusto posto. Quando si vive senza Dio, quando si vive senza fede, invece, si rischia di non capire più il senso della vita e di conseguenza tutto cade nella mancanza di misura e di senso. Così le gioie diventano smodate e le preoccupazioni esagerate. Solo dove c’è la fede c’è anche un giusto mezzo, una giusta misura per ogni cosa.

Vangelo

Questo tema è anche al centro della preoccupazione di Gesù. Di che cosa si preoccupa il Signore, per cosa soffre il Signore? Stando alla rivelazione di oggi, Gesù soffre nel vedere la “povera umanità”, cioè quegli uomini che sono come “pecore senza un pastore”. Soffre nel vedere l’umanità che si perde in mille cose, soffre nel vedere l’uomo che, allontanandosi da Dio, si ripiega su sé stesso e non trova più la misura delle cose che vive. Ecco perché il Signore, con infinita pazienza, si ferma ad istruire coloro che incontra, non desiderando altro che donare all’uomo un sorriso, un po’ di felicità, un po’ di pace e di gioia. La compassione del Signore è sempre qualcosa che ci lascia di stucco: un’umanità così grande, una vicinanza così sincera, un’attenzione così profonda potevano trovare spazio solo nel cuore di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

A noi si addicono tutt’e due queste Scritture.

Anzitutto perché anche noi abbiamo le nostre preoccupazioni e le nostre domande nel cuore. Anche noi siamo in balia di molti eventi della vita, ci stupiamo per alcune cose che capitano, andiamo in ansia per altre cose che ci piombano addosso, magari anche all’improvviso, ce la prendiamo per altre ancora. Credo che a tutti questa Parola di Dio suggerisca una seria revisione di vita, chiedendoci:

  • Per cosa mi preoccupo?
  • Quali ansietà turbano i miei giorni?

Però vorrei che, sulla scorta del Vangelo, anche noi crescessimo un po’ in umanità e ci chiedessimo se abbiamo questo sguardo, se abbiamo questa capacità di compassione. Anche noi vediamo un’umanità spesso povera, anche noi vediamo molti uomini, donne, specie giovani, che sono davvero come pecore senza un pastore. Certamente hanno molte cose dalla vita, hanno anche un grado di istruzione elevato, ma vediamo bene che vivono soli, senza punti di riferimento, senza avere qualcosa attorno alla quale ancorare i propri giorni. Dovremmo vedere anche noi che, in moltissimi uomini di oggi, manca Dio. Hanno tutto, ma manca quel senso della presenza di Dio, quel senso della sua provvidenza, quel senso della sua vicinanza che, davvero, è ciò che può cambiare l’esistenza. Noi dovremmo tutti essere accompagnati dal pensiero che Dio ci è vicino, prende parte alle nostre giornate, ci guida, ci rassicura, ci sostiene. Proprio per questo dovremmo anche essere in grado di portare ad altri la medesima consapevolezza e la medesima consolazione.

  • Siamo disposti a fare questo?
  • Riusciamo ad avere una fede sufficiente tanto da diventare testimoni dell’amore e della presenza di Dio?

Offriamo al Signore questo giorno per essere strumenti della sua consolazione. Potremo fare questo solo se noi, per primi, ci sentiremo consolati dal suo amore e dalla sua presenza.  La preghiera di oggi ci riempia di questa consolazione dello Spirito, perché possiamo essere consolatori del suo popolo.

2026-01-31T09:53:17+01:00