Settimana della quarta domenica di quaresima – Sabato
La spiritualità di questo giorno
Ricordiamo l’itinerario del sabato battesimale di Quaresima:
1° sabato: il Battesimo dono di misericordia del Padre
2° sabato: il gesto dell’imposizione delle mani
3° sabato: il gesto dell’unzione
4° sabato: il Battesimo ai bambini
5° sabato: la consegna del Credo e la professione di fede
Cerchiamo oggi di riflettere su questo gesto del Signore trasmesso alla Chiesa per dare valore al nostro Battesimo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ez 11, 14-20
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, gli abitanti di Gerusalemme vanno dicendo ai tuoi fratelli, ai deportati con te, a tutta la casa d’Israele: “Voi andate pure lontano dal Signore: a noi è stata data in possesso questa terra”. Di’ loro dunque: Dice il Signore Dio: Se li ho mandati lontano fra le nazioni, se li ho dispersi in terre straniere, nelle terre dove sono andati sarò per loro per poco tempo un santuario. Riferisci: Così dice il Signore Dio: Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò dalle terre in cui siete stati dispersi e vi darò la terra d’Israele. Essi vi entreranno e vi elimineranno tutti i suoi idoli e tutti i suoi abomini. Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra, darò loro un cuore di carne, perché seguano le mie leggi, osservino le mie norme e le mettano in pratica: saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio».
SALMO Sal 88 (89)
Effondi il tuo Spirito, Signore, sopra il tuo popolo.
Tu hai un braccio potente,
forte è la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
amore e fedeltà precedono il tuo volto. R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome
si esalta nella tua giustizia. R
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele. R
EPISTOLA 1T5, 12-23
Prima Lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi
Fratelli, vi preghiamo, di avere riguardo per quelli che faticano tra voi, che vi fanno da guida nel Signore e vi ammoniscono; trattateli con molto rispetto e amore, a motivo del loro lavoro. Vivete in pace tra voi. Vi esortiamo, fratelli: ammonite chi è indisciplinato, fate coraggio a chi è scoraggiato, sostenete chi è debole, siate magnanimi con tutti. Badate che nessuno renda male per male ad alcuno, ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti. Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male. Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.
VANGELO Mt 19, 13-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
Meditazione
Lasciate che i bambini vengano a me
È certamente una delle frasi più celebri del Vangelo. Certamente, poi, corrisponde alla prassi pastorale che noi tutti abbiamo vissuto. Anche noi siamo stati battezzati da bambini e, probabilmente, abbiamo trasmesso la fede ai bambini con l’impegno e con i gesti di cui siamo stati capaci. Non è sempre stato così.
Anzitutto inquadriamo il detto del Signore nel suo tempo. Il tempo di Gesù è tempo che non dà diritti ai bambini. I bambini crescono per lo più in strada, con l’aiuto di tutti gli adulti del paese, del villaggio, ma senza che vi sia una particolare cura per essi. Anzi, che i bambini siano senza diritti è attestato in moltissime legislazioni di tutte le culture antiche. È il Signore che guarda in modo nuovo e del tutto inaspettato ai bambini. Quando il Signore dice: “Lasciate che i bambini vengano a me”, dice una cosa nuova. Un maestro non si lasciava disturbare dai bambini, anzi, doveva essere cura degli adulti il tenere i bambini lontani dai maestri della legge. È chiaro che con le loro chiacchiere e con il loro rumore disturbano! Ecco perché erano tenuti lontani dai contesti ufficiali dell’insegnamento. Gesù dice il contrario. Chiede espressamente che i bambini vadano a Lui, anzi aggiunge che a chi è come loro appartiene il regno dei cieli, indicando così che i bambini non solo sono degni di essere istruiti nelle cose che riguardano il regno di Dio, ma sono l’età della vita migliore per far crescere il senso religioso. Insegnamento prezioso che la Chiesa ha custodito. Infatti, fin dai primi secoli, la Chiesa si è attivata per istruire nella fede i più piccoli e, più o meno dal secolo VI, ha introdotto anche per i bambini la possibilità di ricevere il Battesimo, facendo forza sulla fede dei genitori, dal momento che gli infanti non possono certo esprimere la loro fede. Prassi che, poi, è diventata maggioritaria, a causa dell’elevato numero di bambini che morivano in un tempo di poche conoscenze e, soprattutto, di poche cure. Tanto che il Battesimo dei bambini è diventato maggioritario in breve tempo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa dice il nostro tempo?
Recuperare il valore del Battesimo ai bambini credo sia la cosa più importante per il nostro tempo. È fuori discussione che, ormai da molti decenni, nella maggior parte dei casi, il Battesimo venga percepito un po’ come la festa del piccolo che è nato o come una tradizione alla quale non si vuole venire meno. Se è vero che potrebbe anche esserci qualcosa di buono in questa situazione di partenza, è però vero che, spesso, al Battesimo non segue un’educazione di fede. I genitori vivono un gesto di tradizione, senza che poi ci sia un impegno di vita. Anzi, loro stessi, spessissimo, non vivono l’impegno cristiano per le loro anime e sempre più spesso battezziamo figli concepiti fuori dal matrimonio. Non solo, dopo il Battesimo si apre un lungo tempo di silenzio, di assenza dalla Chiesa, di mancata educazione di fede, fino all’epoca del catechismo, quando, iniziando un percorso per i sacramenti, si ritorna alla Chiesa, chiedendo, però, un’istruzione di fede e lasciando che la vita scorra in altro modo. Credo che, di fronte a questa situazione tutti noi battezzati dovremmo riflettere e fermarci a pensare. Cosa diciamo di questo nostro modo di percepire la vita cristiana? Cosa diciamo di questo modo di interpretare anche la vita sacramentale? Cosa diciamo di questa educazione di fede data ai bambini? Non possiamo dire che non tocca noi perché non siamo più nella condizione di avere bambini da accompagnare nella fede! L’educazione alla fede non è opera di chi è implicato direttamente in questo processo, ma di tutta la comunità cristiana. Così anche noi tutti dovremmo percepire l’importanza di un richiamo che il Vangelo fa a tutti. Come figli di una comunità credente, come membri di una Chiesa, dovremmo preoccuparci notevolmente di come la fede viene trasmessa a chi viene dopo di noi, preoccupandoci, anzitutto, di una cosa: di essere di esempio per chi è giovane. Esempio di fede, esempio di dedizione a Dio, esempio di una vita che conserva quel “timor di Dio” che nel Battesimo viene conferito a tutti come dono dello Spirito. Credo che sia proprio su questo punto che siamo deficitari. Noi non sempre facciamo emergere il bello, il fascino della vita cristiana. Stanchi nella fede siamo incapaci di generare nella fede. Ecco l’occasione che ci offre questo sabato. Noi possiamo riflettere sull’importanza di avere una fede forte, esemplare, che sia di richiamo per tutti. In questo sabato proviamo a chiederci come stiamo vivendo la generatività nella fede, sentendoci partecipi di un’opera educativa che non è – ripeto – solo per chi ha figli da educare alla fede in questo momento. Il Signore ci accompagni per sentire una responsabilità grande nell’educare alla fede chi viene dopo di noi.
Vi invito oggi a pregare per chi ha maggiori responsabilità in questo cammino, come anche a pregare per tutti i bambini battezzati lo scorso anno nella nostra comunità, chiedendo per loro il dono della fede e di una comunità che li sappia accompagnare nel cammino della vita.
Esercizio di quaresima per questa settimana di quaresima giubilare
Mentre ringrazio per il mio Battesimo, chiedo al Signore di custodire la domenica che celebrerò domani