Venerdì 05 maggio

Settimana della 4 domenica di Pasqua – venerdì 

La spiritualità di questo giorno 

Destinati alla vita eterna.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 13, 44-52
Lettura degli Atti degli Apostoli

Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”». Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

SALMO Sal 41 (42) 42 (43)

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio? R

Manda la tua luce e la tua verità:
siano esse a guidarmi,
mi conducano alla tua santa montagna,
alla tua dimora. R

Verrò all’altare di Dio,
a Dio, mia gioiosa esultanza.
A te canterò sulla cetra,
Dio, Dio mio. R

VANGELO Gv 7, 25-31
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».

Atti

Della prima Scrittura di oggi, mi colpisce molto la ripetizione che riguarda “l’essere destinati alla vita eterna”. Questa espressione viene utilizzata una volta in maniera negativa: ci si riferisce a quegli ebrei che non avevano accolto il dono della Parola di Gesù perché non si sentivano attratti da questa promessa; la seconda in positivo, quando San Luca si riferisce a quei pagani che, invece, ringraziando per la predicazione ricevuta, si sentono attratti proprio dalla vita eterna. Dunque è proprio la vita eterna ad essere un discriminante di non poco conto. Sia la chiusura nei confronti di Gesù che l’apertura del cuore di molti sono dettate proprio dall’accettazione di questo invito a credere nella vita eterna, oppure dalla chiusura del cuore. San Luca ci ricordava che tutti sono destinati alla vita eterna, ma anche che questa promessa non può diventare operativa nel cuore degli uomini se non c’è accoglienza da parte dei singoli credenti di questa parola di Verità.

Vangelo

Anche il Vangelo insisteva molto su questo tema: l’accoglienza o la non accoglienza della Parola di Gesù come discriminante per la vita di fede.  Molti, come ci viene ricordato dai Vangeli, faticarono a riconoscere nel Cristo il Messia proprio per le sue umili origini e per la conoscenza che avevano della sua famiglia, che rendeva quasi impensabile che da Nazareth potesse mai nascere un Messia. Fatica resa ancora più pesante dal fatto che nessuno dei “capi” credette, come se questa loro posizione dovesse essere, in qualche modo imitata. Non fatichiamo a comprendere che i più umili, i più semplici, sicuramente, vivevano per imitazione. Tuttavia il Vangelo ci ricorda sempre che la fede non è mai un cammino di imitazione di altri, ma è sempre una presa di posizione personale nei confronti di Cristo e della sua parola.

Il nostro cammino di fede

Per una ripresa personale delle Scritture mi soffermerei proprio sulla promessa di vita eterna che è il cuore di ogni predicazione del Signore. Vorrei che tutti ci domandassimo: credo davvero nella vita eterna? Penso davvero alla salvezza della mia anima? La mia vita di fede è un modo per corrispondere alla proposta di salvezza eterna che, nella fede, ricevo? Un cammino di fede, evidentemente, si regge proprio su queste cose, proprio su questo presupposto e cioè che ci sia un “oltre” al quale si tende, che ci sia una meta che vuole essere l’approdo sicuro, che ci sia il Dio buono e provvidente, misericordioso nel quale speriamo, ad attenderci il giorno in cui termineremo i nostri giorni su questa terra. Moltissimi, oggi, tolgono l’orizzonte dell’eternità ai propri pensieri. Così facendo ci spieghiamo perché poi uno si trova ad essere concentrato solo su quello che vive, solo sul presente, solo su quello che è tangibile, verificabile, circoscrivibile. Questo atteggiamento, però, uccide la fede. Togli l’orizzonte della vita eterna alla parola del Signore, che essa perde tutta la sua efficacia, il suo richiamo per un tempo che è altro rispetto a quello dell’uomo. Se non ci collochiamo nel pensiero della salvezza dell’anima e nell’orizzonte dell’eternità, non ha più senso nemmeno il pensiero di Dio, cosa che vediamo molto spesso testimoniata intorno a noi. Tutti, anche in casa, abbiamo figure di non credenti che cessano di avere un percorso di fede perché non collocano più il pensiero di Dio al centro di ogni cosa, come, invece, dovrebbe essere. Cosa fare? Credo che a tutti, oggi, venga chiesto, con profonda umiltà, di ricollocarci in questo solco, di rimetterci nell’ottica della vita eterna, della promessa del Signore, della salvezza dell’anima. Questa è la prospettiva cristiana guida anche a proposito delle cose della vita. Sempre, quando tocca me giudicare, quando sono richiesto di un consiglio, devo mettermi in questa ottica, in questa prospettiva, altrimenti non posso né indirizzare la mia vita verso la vita eterna, e nemmeno, però, poter esprimere questo consiglio per gli altri, specialmente per chi viene dopo di me. Questa, allora, è la grazia da chiedere oggi. Preghiamo, allora, chiedendo a Dio Padre la forza e la grazia di collocarci sempre in questa prospettiva. Chiediamo a Dio la forza per capire che siamo davvero tutti destinati alla vita eterna. Facciamo lo sforzo che ci è necessario per metterci dalla parte di coloro che mettono la salvezza dell’anima al di sopra di ogni cosa.

Preghiera a Maria

Donaci, o Vergine Santa, di credere alla vita eterna e di dirigere i nostri passi lì dove Dio ha messo la vera salvezza per tutti i nostri giorni. Così sia.

2023-04-28T14:22:43+02:00