Mercoledì 05 maggio

Settimana della 5 domenica di Pasqua – Mercoledì

Vangelo

Gv 12, 20-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

Saper valorizzare il bene che c’è e proporre Cristo come luce della vita per tutti. Credo che le due letture ci possano ispirare questa riflessione.

Nel Vangelo abbiamo delle persone greche che “vogliono vedere Gesù!”. Curiosità? Oppure è già un inizio di fede? Vogliono vedere Gesù perché la sua fama è arrivata fino a loro, oppure vogliono fare un passo ulteriore? Non è ben specificato nel Vangelo, però sono certe due cose.

Anzitutto che gli apostoli si fanno tramite della loro richiesta e portano al Signore quel desiderio che proviene dal loro cuore, avendolo giudicato un proposito onesto.

In secondo luogo abbiamo l’insegnamento di Gesù, che propone a tutti un unico criterio di vita, quello del “chicco di grano” che caduto in terra deve morire, se vuole portare frutto. Gesù parla di sé stesso, perché è lui il chicco di grano che deve fisicamente morire sulla Croce per la vita di tutti, ma parla anche per coloro che vorranno seguire la Sua Parola e il Suo esempio. Anche ai Greci, anche ai pagani è proposto, come modello di vita, il desiderio di spendersi per gli altri, la capacità di affrontare il sacrificio in favore del bene altrui. Gesù valorizza il bene che c’è in queste persone che, provenendo da un mondo lontano, hanno chiesto di vederlo, e rilancia la capacità di bene che c’è in ciascun uomo o donna del mondo.

Atti

At 15, 36 – 16, 3. 8-15
Lettura degli Atti degli Apostoli

Dopo alcuni giorni Paolo disse a Bàrnaba: «Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno». Bàrnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro, in Panfìlia, e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l’uno dall’altro. Bàrnaba, prendendo con sé Marco, s’imbarcò per Cipro. Paolo invece scelse Sila e partì, affidato dai fratelli alla grazia del Signore. E, attraversando la Siria e la Cilìcia, confermava le Chiese. Paolo si recò anche a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedonia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo. Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la parola alle donne là riunite. Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.

Lo vediamo molto bene anche nella pagina degli Atti. C’è il povero Marco, che nel primo viaggio con San Paolo ha avuto paura e che Paolo vuole scartare e che però trova accoglienza presso Barnaba. C’è un uomo nuovo, Sila che affianca Paolo nel nuovo viaggio apostolico. I due incontreranno Timoteo, che, pure, si affiancherà al gruppo degli apostoli e parteciperà della loro missione. È di formazione greca, come abbiamo sentito, ma ciò non pone nessun problema. È un uomo che ha accolto la Parola di Dio: ciò basta! C’era poi il nome di Lidia, questa donna buona, straniera anche lei, che accoglie la Parola del Signore e, come segno, vuole ospitare gli apostoli che portano la Parola nella sua casa…

Tutti esempi di persone buone, che si dispongono a cercare il bene degli altri. Per usare l’immagine del Vangelo potremmo dire tanti semi diversi, che “muoiono” al criterio personale con il quale interpretare la propria vita e donano molto frutto alla Chiesa di cui fanno parte ma anche a noi, che rileggiamo il loro esempio di vita come fonte di ispirazione per i nostri giorni.

Per noi

  • Come guardiamo al bene che ci circonda?
  • Cosa chiediamo alle persone perché possano condividere un’esperienza di fede?

La Parola di Dio è molto chiara anche per noi. Noi non dobbiamo chiedere nient’altro se non che tutti abbiano a cuore la Parola e vogliano disporsi a quel “morire” a sé stessi per fare dono di sé agli altri nel nome del Signore che le Scritture ci hanno indicato. Siamo sempre più “Chiesa delle genti”, perché abbiamo un numero sempre maggiore di persone che provengono da altre parti del mondo e che vogliono continuare ad essere cristiani come hanno imparato a fare nelle loro terre, oppure che desiderano convertirsi al cristianesimo, avendolo scoperto nelle nostre terre. Valorizziamo il bene che c’è. Impariamo a proporre a tutti quel criterio di vita e di fede che il Signore ci ha proposto. Solo così renderemo grande la Chiesa e porteremo il Vangelo fino agli estremi confini della terra, come il Signore ci ha raccomandato di fare!

2021-04-29T17:04:24+02:00