Sabato 05 ottobre

Settimana della 5 domenica dopo il martirio – sabato 

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo la settimana degli Esercizi Spirituali con la cara e devota memoria di Santa Faustina. Anche essa ci offre un richiamo alla misericordia divina che è sorgente di ogni speranza.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 16, 13-17
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Celebrerai la festa delle Capanne per sette giorni, quando raccoglierai il prodotto della tua aia e del tuo torchio. Gioirai in questa tua festa, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo schiavo e la tua schiava e il levita, il forestiero, l’orfano e la vedova che abiteranno le tue città. Celebrerai la festa per sette giorni per il Signore, tuo Dio, nel luogo che avrà scelto il Signore, perché il Signore, tuo Dio, ti benedirà in tutto il tuo raccolto e in tutto il lavoro delle tue mani, e tu sarai pienamente felice. Tre volte all’anno ogni tuo maschio si presenterà davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che egli avrà scelto: nella festa degli Azzimi, nella festa delle Settimane e nella festa delle Capanne. Nessuno si presenterà davanti al Signore a mani vuote, ma il dono di ciascuno sarà in misura della benedizione che il Signore, tuo Dio, ti avrà dato».

SALMO Sal 98 (99)

Esaltate il Signore, nostro Dio.

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi allo sgabello dei suoi piedi.
Egli è santo!
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
Samuele tra quanti invocavano il suo nome. R

Invocavano il Signore ed egli rispondeva.
Parlava loro da una colonna di nubi:
custodivano i suoi insegnamenti
e il precetto che aveva loro dato. R

Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio che perdona,
pur castigando i loro peccati.
Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio! R

EPISTOLA Rm 12, 3-8
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, per la grazia che mi è stata data, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto conviene, ma valutatevi in modo saggio e giusto, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento; chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.

VANGELO Gv 15, 12-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Deuteronomio

Non viviamo nulla del genere, perché noi non siamo più parte di una società contadina, ma capiamo bene il richiamo che ci viene proposto dalla prima lettura. Quando c’è il raccolto, c’è festa. Quando si vive il raccolto, si partecipa alla gioia. Quando c’è il raccolto si concretizza la speranza. La speranza dell’agricoltore, che, quando aveva piantato i semi, si domandava come sarebbe stato il raccolto quell’anno, diventa ora concretezza. Tutta la fatica fatta trova il suo scopo. Tutto il lavoro profuso diventa occasione per ringraziare Dio per quello che è stato donato. La speranza che si fa concretezza è la prima riflessione che oggi ci viene offerta.

Romani

San Paolo ci dona una seconda riflessione sulla speranza. È la condivisione che accende la speranza. Questa riflessione è stata ripetuta più volte da San Paolo. In molte delle sue lettere ci sono brani dedicati a questo concetto. Paolo sa bene che la speranza dei credenti viene anche dalla condivisione che si deve vivere dei carismi di ciascuno. Il carisma, la manifestazione che lo Spirito accende in ogni anima, non è mai qualcosa di privato, ma va al di là di tutto ciò che il singolo può trarre. Ogni carisma è dato per il bene comune. Bene che va sempre cercato e che va sempre perseguito. Senza una ricerca costante del bene comune non c’è attenzione vera alla comunità. Nasce qui l’egoismo che porta, poi, a non vivere bene alcun rapporto con la propria comunità.

Vangelo

Il terzo invito che riceviamo sulla speranza viene dal Vangelo ed è un invito a fare del comandamento dell’amore la sorgente privilegiata dalla speranza che è in noi. Il Signore è molto chiaro: quando si vive il comandamento dell’amore, nasce una speranza nel cuore di ciascuno che è indistruttibile. Anche una comunità trova forza proprio in questo comandamento. Più una comunità vive e si edifica sul comandamento dell’amore, più la speranza nasce in quella comunità e maggiormente essa sostiene il cammino non solo del credente ma anche di tutti coloro che vivono e abitano in quella comunità. La speranza si rinforza, poi, nella consapevolezza di essere stati scelti dal Signore. Una comunità che sa che alla sua origine c’è una precisa elezione del Signore è già una comunità benedetta che inizia a crescere proprio nella speranza di essere edificata ogni giorno dalla sua presenza.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Penso alla nostra comunità. Penso alla nostra Chiesa che ha avuto la possibilità di vivere una settimana così straordinariamente ricca di preghiera. Penso alla nostra Chiesa che, domani, festeggerà in modo unitario la presenza di Maria nei nostri cammini e la forza del rosario come forza di speranza. Penso a ciò che ci ha appena detto il Vangelo: se una comunità inizia a vivere il comandamento dell’amore, questa comunità diventa sorgente di speranza. Credo che questo invito sia rivolto a noi cristiani per edificare la comunità, anche civile, nella quale viviamo. Il nostro compito deve essere questo: cerchiamo di sostenere tutti la speranza di ogni uomo. Cerchiamo di essere noi per primi gli interpreti della speranza cristiana che deve animare la vita di ciascuno. Anche Santa Faustina Kowalska, che oggi celebriamo, ha fatto questo. La sua vita è stata una vita umile, silenziosa, nascosta. Eppure è stato proprio dal silenzio della sua umile vita che è nato un messaggio di speranza per tutti. È stato dalla sua umile vita spesa nel convento che è nato quel fiume di misericordia che inonda l’umanità proprio grazie alla preghiera alla divina misericordia che anche noi viviamo sia come singoli che come comunità.

Anche alla nostra comunità viene poi detto che non c’è gioia se non nella condivisione, non c’è gioia se non nella condivisione di tutti i carismi. Anche noi sentiamoci, quindi, invitati a mettere in comunione il personale carisma di cui siamo portatori. Sarà anche questo un ulteriore modo per vivere bene quella chiamata ad essere comunità di speranza che abbiamo messo al centro della nostra preghiera e della nostra riflessione di questi giorni. Maria, Madonna del Santo Rosario, ci aiuti e ci sostenga sempre.

Provocazioni dalla Parola

  • Quale condivisione dei carismi genera in me la speranza?
  • La mia piccola vita può diventare occasione di speranza rinnovata anche per altri?
  • Come posso invocare oggi santa Faustina per ottenere aiuto in questo cammino di speranza?
2024-09-25T14:47:52+02:00