Giovedì 05 dicembre

Settimana della 3 domenica di Avvento – Giovedì

La spiritualità di questa settimana

Siamo sempre nella settimana nella quale stiamo cercando di vedere come le Scritture ci spronano a vivere alla luce del tema che abbiamo annunciato domenica, ovvero alla luce della preghiera e dell’altruismo.

Ci lasciamo ispirare anche oggi prima dalle pagine dei profeti e poi dal Vangelo.

La Parola di questo giorno

GEREMIA 7, 1-11
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: «Férmati alla porta del tempio del Signore e là pronuncia questo discorso: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che varcate queste porte per prostrarvi al Signore. Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Rendete buone la vostra condotta e le vostre azioni, e io vi farò abitare in questo luogo. Non confidate in parole menzognere ripetendo: “Questo è il tempio del Signore, il tempio del Signore, il tempio del Signore!”. Se davvero renderete buone la vostra condotta e le vostre azioni, se praticherete la giustizia gli uni verso gli altri, se non opprimerete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargerete sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia dèi stranieri, io vi farò abitare in questo luogo, nella terra che diedi ai vostri padri da sempre e per sempre. Ma voi confidate in parole false, che non giovano: rubare, uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, bruciare incenso a Baal, seguire altri dèi che non conoscevate. Poi venite e vi presentate davanti a me in questo tempio, sul quale è invocato il mio nome, e dite: “Siamo salvi!”, e poi continuate a compiere tutti questi abomini. Forse per voi è un covo di ladri questo tempio sul quale è invocato il mio nome? Anch’io però vedo tutto questo! Oracolo del Signore».

SALMO Sal 106 (107)

Liberaci, Signore, dalle tenebre
e dall’ombra di morte.

Nell’angustia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angosce.
Li guidò per una strada sicura,
perché andassero verso una città in cui abitare. R

Altri abitavano nelle tenebre e nell’ombra di morte,
prigionieri della miseria e dei ferri,
perché si erano ribellati alle parole di Dio
e avevano disprezzato il progetto dell’Altissimo. R

Nell’angustia gridarono al Signore,
ed egli li salvò dalle loro angosce.
Ringrazino il Signore per il suo amore,
per le sue meraviglie a favore degli uomini. R

PROFETI Zc 8, 10-17
Lettura del profeta Zaccaria

Così dice il Signore Dio: «Prima di questi giorni non c’era salario per l’uomo né salario per l’animale; non c’era sicurezza alcuna per chi andava e per chi veniva, a causa degli invasori: io stesso mettevo gli uomini l’uno contro l’altro. Ora invece verso il resto di questo popolo io non sarò più come sono stato prima. Oracolo del Signore degli eserciti. Ecco il seme della pace: la vite produrrà il suo frutto, la terra darà i suoi prodotti, i cieli daranno la rugiada: darò tutto ciò al resto di questo popolo. Come foste oggetto di maledizione fra le nazioni, o casa di Giuda e d’Israele, così, quando vi avrò salvati, diverrete una benedizione. Non temete dunque: riprendano forza le vostre mani. Così dice il Signore degli eserciti: Come decisi di affliggervi quando i vostri padri mi provocarono all’ira – dice il Signore degli eserciti – e non volli ravvedermi, così mi darò premura in questi giorni di fare del bene a Gerusalemme e alla casa di Giuda: Non temete! Ecco ciò che voi dovrete fare: dite la verità ciascuno con il suo prossimo; veraci e portatori di pace siano i giudizi che pronuncerete nei vostri tribunali. Nessuno trami nel cuore il male contro il proprio fratello; non amate il giuramento falso, poiché io detesto tutto questo». Oracolo del Signore.

VANGELO Mt 16, 1-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. I farisei e i sadducei si avvicinarono per mettere alla prova il Signore Gesù e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. Ma egli rispose loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona». Li lasciò e se ne andò. Nel passare all’altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere del pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei». Ma essi parlavano tra loro e dicevano: «Non abbiamo preso del pane!». Gesù se ne accorse e disse: «Gente di poca fede, perché andate dicendo tra voi che non avete pane? Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila, e quante ceste avete portato via? E neppure i sette pani per i quattromila, e quante sporte avete raccolto? Come mai non capite che non vi parlavo di pane? Guardatevi invece dal lievito dei farisei e dei sadducei». Allora essi compresero che egli non aveva detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dall’insegnamento dei farisei e dei sadducei.

Geremia

Anzitutto colpisce il luogo dove è ambientata questa predicazione del profeta: la porta del tempio. Ovviamente non è solo un luogo fisico, ma un luogo simbolico: il profeta è alla soglia della casa del Signore, ovvero della casa di preghiera più amata da tutto Israele. La gente è lì per pregare, è lì per incontrare Dio, si direbbe tutto regolare. Il profeta capisce però ciò che è nel cuore delle persone. Intuisce, cioè, che molti sono lì a pregare, ma solo fisicamente. Non desiderano, in realtà, un incontro con Dio. A loro basta essere presenti fisicamente, farsi vedere, partecipare a qualche rito, pronunciare qualche preghiera comune. Poco conta e poco importa che il cuore sia da un’altra parte. Ecco il monito del profeta: la preghiera è la realtà più importante della vita, ma se si perde il sapore dell’incontro con Dio, se poi nella vita si falsifica con il proprio comportamento tutto ciò che si è detto, a cosa può servire la preghiera? La preghiera serve se trasforma il cuore, non se è puro esercizio dell’intelletto o delle labbra! Ecco perché la preghiera si deve sempre accompagnare alla carità, al buon uso del tempo, all’attenzione verso il povero, o, in generale, a chi è in difficoltà. Una lezione molto bella che Gesù riprende più volte.

Zaccaria

Anche il profeta Zaccaria andava nella stessa direzione di predicazione. Lo dicono molto bene soprattutto le parole delle ultime righe che abbiamo letto. Il profeta ricorda che solo dove c’è la concordia, solo dove non c’è un ricorso al tribunale per ogni cosa, solo dove si cerca la pace ci può essere un vero spirito di amore, di concordia, di unità. Questa ricerca di pace porta non solo i diretti interessati, ma tutto un popolo, a sperimentare la benedizione di Dio. È un tema classico della profezia: la benedizione di Dio trascende sempre le singole persone che la invocano e si estende su tutti. Dove ci sono uomini di fede, lì si vedono i benefici di Dio che, come sempre, con larghezza, sono donati a tutti. Chi ha fede, chi prega, è sempre generoso e altruista, anche a sua insaputa. La sua azione di fede procura benefici per tutti.

Vangelo

Conosciamo bene questa predicazione del Signore: Gesù sta affermando che molto spesso gli uomini sanno interpretare le cose che avvengono intorno a loro, ma non le cose della fede. Tutti si interessano al tempo atmosferico, ma pochissimi al tempo di fede che si sta vivendo. Gesù si serve di questo richiamo per dire che dove non c’è interesse per Dio, dove non c’è amore per le cose di Dio, ci possono anche essere molte altre cose, ma manca l’essenziale. Solo dove c’è amore per il mistero di Dio, si vedono i suoi benefici, come anche il profeta ci stava dicendo.

Meditazione

Abbiamo spesso una concezione molto personale della fede, per cui ciascuno cura un po’ il proprio itinerario per cercare risultati personali per il suo modo di vivere la fede. Certamente è una cosa, se vogliamo, normale, ma non è la visione di fede che la Scrittura, nel suo insieme, vorrebbe darci. L’uomo di fede non pensa mai soltanto a sé, è sempre inserito dentro un popolo, in un insieme di credenti che, essendo legati a lui da un legame di reale fraternità, diventano, per così dire, l’oggetto del suo pensiero e della sua azione. L’uomo di fede non prega mai solo per sé: prega per tutti. È esattamente quello che il Signore ha insegnato quando ha trasmesso la preghiera del Padre nostro. L’uomo di fede non pensa mai solo al suo bene e al suo tornaconto personale: pensa sempre agli altri e si ricorda di tutti, nel suo altruismo, ma anche nella sua apertura a tutti. È nel nome di Dio che l’uomo di fede invoca la benedizione su tutti. Potremmo davvero chiederci, oggi, se siamo così generosi e altruisti. Potremmo davvero verificare se, almeno in questo Avvento, stiamo pensando a come vivere bene noi personalmente o se stiamo pensando, in qualche modo, come renderci intercessori di tutti. Lo scopo di questo cammino con i profeti dovrebbe essere proprio questo: lasciare che la Parola di Dio ci provochi e rimandi ciascuno di noi alla vita comunitaria di cui siamo partecipi.

Rifletti

  • Mi rendo conto che il cammino di fede non è mai “mio” e basta?
  • Cosa chiedo a nome di tutti?
  • Per quali grandi intenzioni so farmi intercessore?
2024-11-28T22:20:25+01:00