Mercoledì 04 dicembre

Settimana della 3 domenica di Avvento – Mercoledì

La spiritualità di questa settimana

Coltivare la speranza significa anche valorizzare tutti i segni concreti di speranza che ci sono. Per tutte le fedi la città di Gerusalemme, come sentiremo nella seconda lettura profetica, è data come segno di speranza per tutti i popoli. Direi di disporci alla preghiera con lo sguardo su Gerusalemme nel cuore, specie per noi che viviamo in questo tempo così complicato.

La Parola di questo giorno

GEREMIA 3, 6a; 6, 8-12
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Il Signore mi disse: «Lasciati correggere, o Gerusalemme, perché io non mi allontani da te e non ti riduca a un deserto, a una terra disabitata». Così dice il Signore degli eserciti: «Racimolate, racimolate come una vigna il resto d’Israele; stendi ancora la mano verso i tralci come un vendemmiatore». A chi parlerò, chi scongiurerò perché mi ascolti? Il loro orecchio non è circonciso, non sono capaci di prestare attenzione. La parola del Signore è per loro oggetto di scherno, non ne vogliono sapere. Perciò sono pieno dell’ira del Signore, non posso più contenerla. «Riversala sui bambini nella strada e anche sul gruppo dei giovani, perché saranno presi insieme uomini e donne, l’anziano e il decrepito. Le loro case passeranno a stranieri, insieme con i loro campi e le loro donne, perché io stenderò la mano sugli abitanti della terra». Oracolo del Signore.

SALMO Sal 105 (106)

Salvaci, Signore Dio nostro,
per il tuo grande amore.

L’ira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli ebbe in orrore la sua eredità.
Li consegnò in mano alle genti,
li dominarono quelli che li odiavano. R

Li oppressero i loro nemici:
essi dovettero piegarsi sotto la loro mano.
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe. R

Egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione,
per il suo grande amore. R

PROFETI Zc 8, 1-9
Lettura del profeta Zaccaria

In quei giorni. La parola del Signore degli eserciti fu rivolta in questi termini: «Così dice il Signore degli eserciti: Sono molto geloso di Sion, un grande ardore m’infiamma per lei. Così dice il Signore: Tornerò a Sion e dimorerò a Gerusalemme. Gerusalemme sarà chiamata “Città fedele” e il monte del Signore degli eserciti “Monte santo”. Così dice il Signore degli eserciti: Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità. Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze. Così dice il Signore degli eserciti: Se questo sembra impossibile agli occhi del resto di questo popolo in quei giorni, sarà forse impossibile anche ai miei occhi? Oracolo del Signore degli eserciti. Così dice il Signore degli eserciti: Ecco, io salvo il mio popolo dall’oriente e dall’occidente: li ricondurrò ad abitare a Gerusalemme; saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, nella fedeltà e nella giustizia. Così dice il Signore degli eserciti: Riprendano forza le vostre mani. Voi in questi giorni ascoltate queste parole pronunciate dai profeti quando furono poste le fondamenta della casa del Signore degli eserciti per la ricostruzione del tempio».

VANGELO Mt 15, 10-20
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Riunita la folla, il Signore Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». Ed egli rispose: «Neanche voi siete ancora capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l’uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende impuro l’uomo».

Geremia

È sempre il profeta Geremia a donarci parole forti e assolutamente provocatorie. Parole che spingono a chiedere perdono a Dio dei peccati, ma anche a coltivare la speranza come segno per un ritorno a Dio. Le parole che richiamano la conversione sono molte. Come simbolo unificatore di esse prenderei quella parola che dice: “La parola del Signore è per loro oggetto di scherno, non ne vogliono sapere”. Parola che dice il vero, ieri, oggi, sempre. La fede è sempre oggetto di scherno. La fede è sempre derisa. La fede è sempre qualcosa di poco attraente. La fede è sempre quella realtà che, richiamando alla fatica, in un certo senso, respinge. Sono infatti attratte dalla fede solo le anime che gustano stare con Dio, intendono avere un itinerario di purificazione del cuore, amano anche cercare di correggersi. Per coloro che, invece, desiderano solo approvazione, respingono i richiami, non gustano lo stare in silenzio con Dio, non può esserci altro che un senso di repulsione rispetto al mondo della fede. Cosa che vediamo avverarsi in moltissimi uomini.

Zaccaria

È sempre Zaccaria, nella seconda Scrittura profetica, a donarci immagini di speranza. Come anticipavo, oggi l’immagine di speranza è la stessa città di Gerusalemme. In effetti il pellegrino che si avvicinava alla città santa, si avvicinava ad essa proprio con il desiderio di trovare pace e vedeva in essa il simbolo della città di Dio, della città della speranza. Gerusalemme che più volte è stata distrutta e più volte è stata ricostruita, è proprio la città che rinasce per volontà di Dio, la città che rinasce perché continui ad essere segno di speranza e profezia di pace. La sua ricostruzione, diceva Zaccaria, serve solo a questo. Dio stesso vuole dare agli uomini, attraverso di essa, un chiaro segnale di speranza fino a che non venga il tempo di entrare nella Gerusalemme celeste, che è città di pace a causa della stessa presenza di Dio. Certo, ora, nel tempo, è l’immagine di Gerusalemme come città di pace che deve sostenere la speranza e il comune impegno.

Vangelo

Anche il Vangelo diventa per noi un richiamo, il richiamo a considerare ciò che esce da noi, non tanto ciò che immettiamo in noi. Questa pagina del Vangelo di Matteo, infatti, ci ricorda che è dal cuore che provengono le intenzioni cattive e le malvagità. Sono proprio esse, malvagità ed intenzioni cattive, a togliere la speranza dal cuore dell’uomo. Infatti ogni pensiero malvagio, ogni attività malvagia ci distoglie dal bene e mortifica la speranza di tutti. Le malvagità, il correre dietro alle cose che genera cupidigia, qualsiasi atteggiamento immorale, rovinano intanto chi compie queste azioni, ma in qualche modo portano a rovina anche altri uomini, quelli che, scandalizzati da questo modo di fare, soccombono sotto il peso di tali peccati.

Meditazione

Credo che anche la pagina di oggi ci spinga a considerare il tema generale che ci siamo dati per questa settimana. Infatti noi tutti abbiamo più che mai bisogno di crescere nella dimensione di preghiera e di altruismo che la stessa città di Gerusalemme richiama. Anche per noi Gerusalemme è città di preghiera. Chi è stato qualche volta a Gerusalemme ha anche apprezzato il suo essere una città multi religiosa ed ha anche potuto vedere in concreto come le diverse fedi che in essa si vivono, sono, comunque, un richiamo alla speranza, alla pace e alla dimensione interiore. Il richiamo all’altruismo oggi ci è dato proprio dalla pagina del Vangelo che ci ha invitato a non essere ciechi che diventano guide di ciechi. Se vogliamo che si diffonda un atteggiamento di speranza comune a tutti, abbiamo bisogno di essere noi i primi che lo coltivano seriamente. Dal nostro modo di vivere, di credere e di sperare, infatti, dipende la consistenza della speranza anche degli altri. Come vediamo il richiamo di oggi è molto forte perché davvero ci possa essere grande responsabilità nel vivere il cammino di fede di cui siamo interpreti e testimoni.

Rifletti

  • Il mio comportamento è guida ed esempio per gli altri?
  • Anche oggi domandati: come potrò vivere il mio essere esempio di preghiera e di altruismo?
  • Cosa faccio per assicurarmi di essere veramente in cammino di conversione personale?
2024-11-28T22:15:49+01:00