Giovedì 06 giugno

Settimana della 21° domenica dopo Pentecoste – Giovedì 

La spiritualità di questa settimana

In questo giorno, che è già di vigilia e attesa della grande festa di domani, ancora vogliamo sostare sulle Scritture che, oggi, possiamo riassumere pensando al “gusto della novità”.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 35, 1-3
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Mosè radunò tutta la comunità degli Israeliti e disse loro: «Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare: Per sei giorni si lavorerà, ma il settimo sarà per voi un giorno santo, un giorno di riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque in quel giorno farà qualche lavoro sarà messo a morte. In giorno di sabato non accenderete il fuoco, in nessuna delle vostre dimore».

SALMO Sal 117 (118)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.
È questa la porta del Signore:
per essa entrano i giusti.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza. R

Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto. R

VANGELO Lc 5, 36-38
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei e agli scribi una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi».

Esodo

Conosciamo tutti, credo, la legislazione dell’Esodo sul settimo giorno. Un tema molto importante per tutto Israele. Il settimo giorno è il giorno del riposo, il giorno in cui ci si astiene da ogni lavoro, anche dall’accendere il fuoco che, nella mentalità e nella cultura antica, racchiude tutto il senso della cura della casa, del cibo e di quanto è più necessario alla normalità dei giorni. Tutto deve essere sospeso, tutto deve essere terminato entro l’inizio di “Shabbat”, cioè entro il vespero del venerdì. Perché? A tema non c’è il riposo come astensione dal lavoro per riprendersi, ma se si cessa ogni lavoro è perché ci possa essere un tempo per Dio. Il tempo del sabato viene concepito come il tempo di una piccola “ri-creazione”, nel senso di “nuova” creazione. Il sabato è il giorno da donare a Dio perché Dio possa essere sempre al centro dei cuori e possa poi ispirare ogni azione buona e giusta per la vita dell’uomo. Se esiste il sabato è, dunque, per entrare meglio e in più profonda comunione con Dio e per derivare da essa uno stile di vita che sia davvero sempre più conforme a quell’ “essere immagine e somiglianza di Dio” nel quale è stato creato ogni uomo. Il sabato è, insomma, una piccola sosta settimanale perché ciascuno possa riprendere il filo del proprio rapporto con Dio. È una piccola creazione perché lo Spirito, continuamente, si “ricrei” in Dio.

Vangelo

Il senso di una nuova creazione è insito nelle parole del Signore: “vino nuovo in otri nuovi”. È il programma di vita di Gesù. È una sintesi di tutto il suo ministero. Gesù si presenta come “novità”: Egli è la Parola nuova che il Padre pronuncia per tutta l’umanità perché tutti arrivino ad avere quella conoscenza del Padre che rinnova tutta la vita. Gesù richiama ad una vita nuova tutti, nel senso di una vita che sappia sempre più conformarsi a Dio, alla sua Parola, al suo amore. La novità di vita a cui ogni uomo si deve sentire chiamato consiste, dunque, nel sentirsi partecipi dell’amore di Dio. Rinnovati dall’amore di Dio, poi, si può intraprendere ogni cosa. Quando si è sostenuti dall’Amore che si è fatto carne, allora si può vedere ogni cosa della vita in modo diverso. Fulcro di questo rinnovamento che il Signore viene a portare è il Battesimo. È nel Battesimo che, diventando figli di Dio, tutti noi siamo chiamati ad iniziare quella novità di vita che deve far germogliare, in tutti noi, il gusto e la tensione verso la vita eterna.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Noi abbiamo davvero il gusto per una novità di vita? Certo, ci attirano le cose nuove, eppure credo che la maggior parte di noi ha a che fare con una routine di vita che non lascia poi molto spazio alla novità. La vita di tutti noi è fatta di cose che si ripetono. La vita di tutti noi è fatta di gesti quotidiani che sanno, più o meno, di ripetitività talvolta anche opprimente. Non c’è sempre qualcosa di nuovo che ci attira, non c’è sempre qualcosa di diverso dal quale lasciarci ispirare. Dunque come vivere questa Parola di Dio e questo Vangelo? Il Signore non si riferiva a novità continue che devono capitare nella nostra vita per accendere in noi interessi sempre nuovi, piuttosto si riferiva a quella novità di vita che viene dal vedere con gli occhi di Cristo le cose che sono più o meno le medesime tutti i giorni. Quando uno guarda al mondo, alle cose che capitano con gli occhi del Vangelo, sempre rimane sorpreso dalle cose belle che ci sono nel mondo. Quando uno guarda con gli occhi del Vangelo alla vita, sempre è appassionato di essa. Non devono capitare sempre cose nuove perché uno si senta ispirato a fare cose grandi. Quando uno guarda con occhi pieni di amore anche alle cose che si ripetono, vive già quello sguardo profetico sulle cose che il Signore chiede e con il quale inizia a rinnovare il mondo. Gusto per la novità è, in sintesi, la capacità di guardare alle cose con lo stesso amore di Gesù e di scoprire, in esse, a cosa ci chiama il Signore. Oggi potremmo offrire proprio questo giorno che si apre per chiedere al Signore questo particolare sguardo sulle cose, sul mondo, sulle realtà con le quali avremo a che fare, per vivere tutti ispirati da quella novità di Dio che rende bella e appetibile ogni cosa. Invochiamo su di noi questo dono e immettiamoci già nella spiritualità del Sacro Cuore che ci aiuterà, ancora di più, ad amare il Signore con tutto noi stessi.

Provocazioni dalla Parola

  • Ho il gusto per la novità?
  • Vivo rassegnato o lascio che l’amore del Signore ispiri ogni cosa?
  • Come intendo vivere la festa del Sacro Cuore? Cosa chiedo all’amore del Padre che tutto rinnova?
2024-06-15T22:26:36+02:00