Settimana della 2° domenica dopo Pentecoste – venerdì – Sacro Cuore
La spiritualità di questa settimana
Oggi celebriamo la solennità del Sacro Cuore che è un po’ il punto di vista focale di tutto questo mese. Il Sacro Cuore non è solo una devozione, ma una festa che ci attira e che ci chiede di vivere bene in comunione con il Signore la nostra fede. Ascoltiamo anzitutto la rivelazione biblica per chiederci poi come possiamo vivere bene in relazione con il Sacro Cuore del Signore.
La Parola di questo giorno
LETTURA Os 11, 1. 3-4. 8c-9
Lettura del profeta Osea
Così dice il Signore Dio: «Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all’ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira».
SALMO Sal 39 (40)
Il Signore su di me si e chinato.
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato.
Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore
e non si volge verso chi segue gli idoli. R
Quante meraviglie hai fatto,
tu, Signore, mio Dio,
quanti progetti in nostro favore:
nessuno a te si può paragonare!
Se li voglio annunciare e proclamare,
sono troppi per essere contati. R
Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza. R
EPISTOLA Ef 3, 8-12. 14-19
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, a me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui. Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
VANGELO Gv 19, 31-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
Vangelo
Anzitutto la pagina del Vangelo. Cosa c’è nel cuore di Cristo? Cosa c’è nel cuore del Signore? Lo svela questa pagina che conosciamo tutti benissimo, perché è la pagina della Crocifissione del Signore. Dentro il cuore del Signore c’è sangue ed acqua, ovvero il riferimento ai due sacramenti fondamentali della vita cristiana, il Battesimo e l’Eucarestia. Potremmo dire così: nel cuore del Signore, proprio da quel cuore dal quale proviene ogni bene e ogni amore per tutti gli uomini, c’è il costante donarsi di Dio nel sacramento del Battesimo e nella Santa Eucarestia che sono, nel tempo, nella storia, il modo con cui Dio continua a manifestare il suo amore per tutti gli uomini. Anzitutto il sacramento del Battesimo, che è il sacramento con il quale il Signore fa iniziare la sua presenza in noi e la vita cristiana in ciascuno di noi. A questo sacramento è intimamente legato anche quello della Penitenza. Dunque il Signore che ci chiama all’alleanza con Lui, ci dona anche di continuare a rinnovare questa santa alleanza. È il Signore che non solo ci chiama alla pace con Lui, ma anche a rinnovare in Lui il nostro stesso cuore.
L’Eucarestia è il sostegno per il cammino. Il Signore, che fa iniziare in noi la fede, che perdona ogni nostra mancanza, ci dona anche la forza per continuare a vivere bene l’amicizia, l’alleanza con Lui. L’Eucarestia è il quotidiano sostegno, è proprio quel “Pane quotidiano” che noi tutti invochiamo nel Padre nostro.
Dunque nel cuore di Cristo c’è amore per l’uomo. Un amore inesauribile, un amore che suscita in noi il senso di essere chiamati da Dio Padre all’alleanza con Lui, un amore che ci dona i mezzi per continuare a rivivificare l’amicizia con Dio.
Osea
Anche il profeta Osea ci ha ampiamente istruito. Cosa c’è nel cuore di Dio secondo il profeta? Un grande senso di paternità. Dio è per le anime quel padre che sa accogliere il suo figlio piccolo, che sa relazionarsi a lui in modo tenero e pieno di affetto. Dio è come quel padre giovane che sa far camminare suo figlio piccolo tenendolo per mano, sollevandolo quando serve, manifestando concretamente la sua tenerezza, senza la quale quel bambino non imparerebbe mai nulla, perché è nella tenerezza di un amore che si rivela che ogni figlio impara a camminare e a vivere. Dio fa così con tutte le anime: vuole che esse imparino a camminare verso di Lui e, sentendosi sempre sostenute da Lui, imparino a ripercorrere la via che riporta ciascuna di esse al suo mistero, a “casa”. Perché l’amore di Dio, che è amore generativo, è amore nel quale trova radice ogni cosa, è anche il fine di ogni esistenza. Ogni cosa creata è fatta per ritornare a Dio, soprattutto, ovviamente, l’uomo. Ogni uomo che si sa abbandonare a Dio ritrova, con serenità, il senso della propria esistenza, il senso del proprio agire, il senso del proprio essere.
Efesini
Cosa c’è nel cuore di Cristo, secondo San Paolo? Tutto! Semplicemente tutto, cioè ogni cosa è dentro il cuore di Cristo. Ogni cosa creata da Dio è amata dal Signore che, avendo preso tutto su di sé, tutto conduce alla redenzione finale. Ecco perché nel cuore di Cristo c’è posto per ogni cosa, per ogni realtà, per ogni bene. Il cuore di Cristo è una profondità insondabile, ci dice ancora l’Apostolo. Noi possiamo scoprire ed intuire solo poche cose per volta. Non potremo mai veramente comprendere quale grande amore lega Dio a tutte le cose. Non saremo mai in grado di comprendere bene quale legame di amore intercorre tra Cristo e il creato, così come non capiremo mai bene l’amore di Cristo per ogni uomo, anche per il più lontano dal mistero di Dio. Il cuore di Cristo è questa profondità insondabile in cui ogni cosa trova la forza di essere.
Ancora, ci dice l’Apostolo, dal cuore di Cristo proviene quell’amore attraverso il quale noi abbiamo la forza di accedere al Padre. Senza questa forza, noi non potremo mai avere accesso a Dio Padre. È solo questo amore di fede che ci illumina e che ci guida. È proprio per questo che noi cerchiamo ogni giorno di conoscere questo amore. Senza questo quotidiano sostegno non saremo mai capaci di compiere quel ritorno a Dio che è il cuore di ogni vita. Dal cuore di Cristo nasce dunque quell’amore che ci attira a sé. Come dice il Vangelo: noi, per conto nostro, non saremmo mai in grado di compiere questo ritorno a Dio. È solo la forza che viene dall’amore di Dio che sa attirarci a sé, che ci chiama ad una conoscenza sempre più profonda del suo mistero. Il Sacro Cuore, quindi, ci attira a sé, ci dona la forza di compiere il cammino di fede, ci dona quegli aiuti concreti che servono al nostro cammino per compiere il ritorno al Padre. Senza tutte queste realtà spirituali, il nostro cammino resterebbe imperfetto, vacillante, traballante, monco.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Tra poco, esponendo anche il Santissimo Sacramento, noi canteremo le litanie del Sacro Cuore. Sono proprio questo testo di preghiera devozionale a farci capire quanto la rivelazione biblica ci ha detto e suggerito. Noi inneggeremo alla bontà e alla pienezza di ogni bontà che provengono dal cuore di Gesù. È quanto il Vangelo ci ha detto ed è quanto il Vangelo continua a dirci, sostenendo il nostro compito di ritorno al Padre di ogni bontà.
Le litanie ci diranno che il cuore di Gesù è una miniera insondabile ed inesauribile. L’amore di Dio è davvero così: una realtà che noi intuiamo, che cerchiamo di conoscere bene ma che, come avvertiamo, sempre ci sfugge, sempre è oltre, sempre è al di là di quanto noi possiamo pensare, capire, dire, vivere.
Soprattutto, nelle litanie, chiederemo al Signore di rendere il nostro cuore simile al suo. È proprio questo il cuore della spiritualità di questo giorno. Noi chiediamo al Signore di renderci simili a Lui, perché a poco ci servirebbe capire, intuire, al limite anche sapere cosa c’è nel cuore di Cristo se poi non potessimo imitarlo, se poi non sapessimo vivere anche solo qualche raggio, anche solo qualche riflesso della sua bontà, del suo amore, del suo splendore.
Chiediamo insieme, oggi, al Signore questa capacità perché possiamo davvero cercare di essere figli che si compiacciono non solo di conoscere l’amore di Dio, ma di imitarlo. Chiediamo al Signore la forza non solo di sentirci attratti dal suo amore, ma anche quella di saperlo imitare, per quanto ci è possibile, nel poco e nei limiti delle nostre forze.
Mettiamoci davanti al Signore, consci che è impossibile sondare il suo amore, ma che è possibile imitare, in tante piccole donazioni quotidiane, l’amore che proviene da Lui.
Provocazioni dalla Parola
- Come posso contemplare, oggi, il Sacro Cuore?
- Cosa chiedo al Signore presente nel Sacramento?
- Come vivere una devozione al Sacro Cuore non solo in questo giorno?