Settimana della 1° domenica dopo il martirio – mercoledì
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Gv 2, 3-11
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato. Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto da principio. Il comandamento antico è la Parola che avete udito. Eppure vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera. Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.
SALMO Sal 132 (133)
Vita e benedizione per chi ama il fratello.
Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme! R
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste. R
È come la rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre. R
VANGELO Lc 16, 9-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
Vangelo
Il Vangelo di oggi è, evidentemente, il seguito di quello di ieri e ci colloca nella prospettiva dell’eternità alla luce della quale trovano senso le raccomandazioni e gli insegnamenti del Signore che stiamo leggendo in questi giorni. Gesù è chiarissimo: “Se non siete stati onesti nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?”. La ricchezza vera è l’eternità, è la comunione con Dio che dura per sempre. In questa dimensione si entra grazie alla infinita misericordia di Dio, certamente, e grazie anche alle opere buone che possiamo avere compiuto nella vita. Vita che sarà sempre un po’ una serie di alti e bassi, una serie di compromessi più o meno forti, più o meno evidenti. Eppure questo è il tempo per cercare di vivere con intensità, cercando di convertire noi stessi pian piano, per giungere alla medesima visione della vita, delle cose, del mondo, del tempo che ha il Signore. La progressiva conversione è quella che avvicina a Cristo. Gesù sta puntando decisamente su questo insegnamento che, forse, fatichiamo un pochino a fare nostro. Ci è richiesta, appunto, una grande conversione, come dicevamo lunedì. La conversione è il faro che illumina tutto questo insegnamento. Il cambio di mentalità necessario è perché noi tutti impariamo a discernere ciò che conta alla luce della vita eterna e dell’eterna comunione con Dio. Per cui, per ogni singola cosa, dovremmo chiederci: in che relazione è questa cosa con l’eternità? Quanto mi aiuta ad entrare nella dimensione di Dio?
1 Giovanni
Il medesimo spirito e questa stessa conversione sono anche quelli che ci vengono ulteriormente sollecitati dalla prima lettura. San Giovanni riportava il lettore al centro dei comandamenti del Signore, il comandamento dell’amore e osava dire con forza: “Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre”. La frase è molto provocatoria perché io credo che anche noi tutti che pure abbiamo fede, abbiamo qualcuno con il quale non siamo in una relazione così profonda, o con il quale lo spirito di comunione non è così intenso. San Giovanni richiama proprio per questo che lo spirito di conversione non deve mai essere spento ed anzi che ogni giorno dovremmo chiederci come alimentarlo, cercando modi sempre nuovi per vivere il comandamento antico, che tutti conosciamo, e che pure facciamo fatica ad attuare in quella direzione che il Signore stesso ci propone. San Giovanni era poi anche più esplicito quando, alla fine del brano che abbiamo letto, diceva che “chi odia suo fratello cammina nelle tenebre perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi”. L’odio cancella ogni traccia di amore. La mancata comunione diventa cammino che spinge nella direzione contraria a quella della santità. Chi coltiva lo spirito di divisione non ha certo parte alla logica di Dio, ma parteggia per la logica del Divisore in assoluto che è il demonio stesso.
Provocazioni di fede per il cammino
Che logica stiamo seguendo?
Anche oggi la domanda mi sembra diretta e pungente e non possiamo fare a meno di farcela. Perché è vero che noi corriamo tutti il rischio di sentirci in qualche modo già a posto, non più bisognosi di conversione, non più bisognosi di un itinerario di richiamo preciso. Facendo così rischiamo di spegnere la forza della Parola di Dio che, invece, ci vorrebbe sempre in un atteggiamento di conversione costante e di continua crescita spirituale. Così questa Eucarestia potrebbe servirci per domandarci quanto davvero stimiamo gli altri, quanto davvero siamo in grado di guardare a ciascuno con l’occhio di Cristo che è occhio e spirito di amore. Molti di noi, questa sera, ricorderanno anche un defunto che è recentemente mancato. Credo che il dolore per una morte subita, ci porti più direttamente a chiederci cosa stiamo facendo noi in vista della vita eterna, dell’immissione nel mistero di Dio e del ritrovo dei nostri cari nel medesimo mistero
Invito alla preghiera
Vi invito a pregare in questa Eucarestia per tutti coloro con i quali non ci sentiamo in piena sintonia. Spesso non sappiamo cosa fare e cosa dire con costoro, sicché non facciamo niente! Proviamo a credere di più alla forza della preghiera! Sarà questo il modo per “custodire il fratello” come tutta la scrittura ci insegna a fare.