Settimana della 1° domenica dopo il martirio – martedì
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Gv 1, 5 – 2, 2
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
SALMO Sal 102 (103)
Benedici il Signore, anima mia.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità. R
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R
VANGELO Lc 16, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».
Vangelo
Anche oggi partirei, per la nostra riflessione e per mantenere viva la spiritualità di questa settimana che ho illustrato ieri, proprio dal Vangelo. Abbiamo un “amministratore disonesto”, cioè un amministratore che, avendo amministrato male il patrimonio del suo padrone, cerca amici che possano proteggerlo nel momento del suo bisogno. Applica sconti a ciascuno, perché qualcuno possa ricordarsi dei favori ricevuti e accoglierlo quando verrà cacciato dall’amministrazione. Inaspettatamente, però, la parabola conclude con una lode per un uomo scaltro che sa farsi volere bene. Perché? Credo che il Signore ci stia dicendo che, se saremo “di manica larga” con gli uomini, anche Lui, in qualche modo, sarà di manica larga con noi, quando ci presenteremo al suo cospetto e prenderemo coscienza di quanto ci è necessaria la sua misericordia, noi che, per natura, siamo tutti più improntati alla giustizia che alla misericordia. La parabola è, quindi, un invito ulteriore alla conversione, un invito ulteriore a lasciare che la Parola di Dio dimori dentro di noi e ci guidi verso mete diverse da quelle che noi, umanamente, abbiamo spontaneamente nel cuore. Penso che, nell’ascoltare questo testo, tutti ci domandiamo: ma come sarà possibile per noi vivere così? Come sarà possibile per noi essere un poco “di manica larga” e autori di vera misericordia quando tutti sentiamo più forte in noi il richiamo alla giustizia?
1 Giovanni
A questa domanda mi sembra risponda molto bene il testo della prima lettura, la lettera di San Giovanni.
“Dio è luce non c’è tenebra in lui”. Partiamo tutti da questa consapevolezza. Dio è luce e sprona il cammino di ciascuno di noi verso la sua luce! Dio è fonte di bene e la sua luce deve attrarci. Certo, è bene che noi ci sentiamo distanti da essa, perché così possiamo prendere coscienza della nostra piccolezza, della nostra meschinità, del nostro peccato.
“Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi…”. Così continuava l’Apostolo che ci fa capire che noi tutti siamo chiamati non già a pensare di essere perfetti, ma a rimettere il nostro peccato nelle mani di Dio.
“Il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato”. Poiché la nostra identità è quella di essere peccatori, noi dobbiamo con fiducia ricorrere a quella sorgente inesauribile della nostra purificazione che è l’Eucarestia. È il sangue di Cristo che ci purifica! I nostri sforzi, i nostri tentativi di incamminarci verso la sua misericordia, sono tutti buoni, ma sono tutti in subordine rispetto alla centralità dell’Eucarestia. È nel dono del corpo del Signore e del suo sangue che noi veniamo salvati.
“Abbiamo un avvocato presso il Padre: il Paraclito”. Non solamente questo. Non è solamente l’Eucarestia che ci salva, ma anche il dono dello Spirito Santo, il dono del Paraclito che interviene come consolatore nelle nostre vite e ci permette di incamminarci più speditamente verso quella rivelazione di gloria che è l’eternità nella quale noi entreremo non per i nostri meriti, ma per la larghezza del perdono del Signore. Anche questa parte della lettera ci aiuta a prendere maggiore consapevolezza di quello che dicevamo ieri: noi tutti siamo popolo di Dio che è in comunione con Cristo, che è chiamato a fare comunità perché tutti siamo salvati dal suo sangue e dalla potenza dello Spirito.
Provocazioni di fede per il cammino
Come sperimentiamo queste forze nel nostro cammino?
Oggi vorrei suggerirvi queste domande per il passo di fede che possiamo fare in questo giorno. Mi pare di insistere spesso sulla centralità dell’Eucarestia nel nostro cammino di fede, ma mi sembra doveroso farlo anche all’inizio di questo anno pastorale. Noi non ci salviamo per le nostre opere buone, che pure sono necessarie e preziose per noi e davanti a Dio. Noi ci salveremo perché il sangue di Cristo continuerà a lavarci e il suo corpo continuerà a nutrirci. Ecco perché desidero che tutti noi mettiamo sempre al primo posto del nostro itinerario di fede la S. Eucarestia. Ecco il primo richiamo per oggi. Accanto alla preghiera allo Spirito Santo, che noi dobbiamo sempre sollecitare e dal quale dobbiamo sempre attenderci ogni bene, credo che sia bello ed anche utile, in questo giorno, sollecitare la Madre di Dio perché interceda per noi donandoci lo Spirito del Figlio e del Padre.
Invito alla preghiera
Vi invito a pregare in questa Eucarestia intanto per trarre il frutto spirituale promessoci in questa celebrazione e poi per chiedere il dono dello Spirito Santo che ci guidi e ci aiuti, ancora una volta, a rimanere in comunione tra noi e in comunione con Dio per camminare verso quelle mete che Lui stesso ci proporrà e ci indicherà.