Lunedì 04 settembre

Settimana della 1° domenica dopo il martirio – lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana è speciale per tutti noi ambrosiani. Il cuore liturgico è l’8 settembre che, per noi, non è solo il ricordo della natività della Beata Vergine Maria, ma è anche l’inizio di un nuovo anno pastorale. Ci sentiamo tutti in chiusura della fase estiva e attendiamo la lettera pastorale del Vescovo nella data della sua consegna ufficiale come un dono per il cammino dell’anno. Ci mettiamo quindi in questa disposizione spirituale. Cambia il lezionario perché siamo in un’altra sezione del tempo liturgico e, quindi, la Parola di Dio ci chiede di guardare con attenzione alla persona di Cristo, centro della nostra fede.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Gv 1, 1-4
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.

SALMO Sal 144 (145)

Una generazione narri all’altra la bontà del Signore.

Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare. R

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno. R

Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Canti la mia bocca la lode del Signore
e benedica ogni vivente il suo santo nome,
in eterno e per sempre. R

VANGELO Lc 15, 8-10
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Vangelo

Partirei, per la nostra meditazione, dal Vangelo. La donna che cerca ciò che ha perduto è solo un’immagine. Il centro della predicazione di Gesù, come ben si capisce dalla frase finale del brano che abbiamo letto, è la conversione. Dio cerca la conversione del peccatore. Dio cerca la conversione dell’uomo. Questa sezione del tempo si apre, quindi, con un nuovo invito alla conversione. Conversione significa tenere fisso lo sguardo su Gesù, non distogliere lo sguardo da Lui, per camminare alla luce della sua rivelazione e della sua parola.

1 Giovanni

Capiamo allora anche il piccolo brano della prima lettera di San Giovanni. Giovanni narra la sua esperienza di conversione, la sua esperienza di fede. Dove iniziò la sua esperienza di fede? Come avvenne la sua esperienza di conversione? Tutto culminò in quell’esperienza unica, singolare, del tutto speciale, che egli poté fare con il Signore Gesù, che Giovanni chiama “il Verbo della vita”. Egli sa bene che la persona del Figlio è presente dall’eternità accanto al Padre. Per questo sa bene che l’esperienza che egli fece, fu un’esperienza custodita dal Padre fin dall’eternità. Giovanni, insieme agli altri discepoli, ha potuto ascoltare, vedere, toccare il Verbo che era presente da sempre presso il Padre. Questa manifestazione, che fu singolare, riservata a loro, non rimane però confinata in loro. Giovanni ci dice che egli si dispone a comunicarla a tutti. Le sue lettere, il suo Vangelo, l’Apocalisse, sono tutti scritti che vogliono comunicare questa esperienza di fede ed accendere in altri la medesima esperienza di fede. Se è vero che solo loro poterono vivere l’esperienza di Cristo nella sua umanità, è vero che tutti siamo chiamati a fare esperienza di Cristo mediante la fede degli apostoli e fondati su di essa. Per questo San Giovanni dice chiaramente qual è lo scopo della sua missione, della sua presenza nella Chiesa, della sua rivelazione del mistero di Cristo attraverso i suoi scritti. La sua missione è creare comunione. Come il Padre crea comunione perché è il fondamento di ogni bene, come il Figlio è venuto a creare comunione con tutti gli uomini, così gli apostoli e lui in particolare, devono essere uomini di comunione nel nome di Cristo. Anche i credenti sono chiamati a fare questo: la loro partecipazione alla comunione di Cristo deve, poi, tradursi in comunione con altri uomini, altre donne. La comunione è aperta a tutti, proprio nel nome di Cristo che vuole la conversione di ciascuno.

Provocazioni di fede per il cammino

Noi siamo uomini di comunione?

La domanda che dovremmo rivolgerci immediatamente dopo aver letto questi testi potrebbe essere questa. Se il cammino di fede è comunione con Cristo, se la vita nella Chiesa è vita di comunione, noi siamo davvero pronti ad essere promotori di comunione? A tutti i livelli. In famiglia, così come ci è data, grande o piccola che sia, facile o difficile che sia, in buona armonia già da sempre o in cattive acque. Noi siamo chiamati, proprio per la nostra identità, a promuovere la comunione sempre, con tutti, a partire dalla famiglia.

Nelle relazioni e nei luoghi di vita quotidiana. Tutti abbiamo relazioni, tutti abbiamo occupazioni quotidiane. Molti di noi, proprio in questi giorni, stanno anche riprendendo il lavoro. Molti di noi, tra pochi giorni, riprenderanno quelle relazioni che il mondo della scuola ci chiede di avere. Riprendono le attività pastorali, che sono fitte di relazioni. Nelle relazioni che abbiamo, tutti siamo chiamati ad essere promotori di pace, di comunione. Potremmo chiederci se siamo davvero promotori di unità e fondamento di comunione.

Ovviamente noi siamo chiamati ad essere fondamento di unità anche nella Chiesa. Siamo alla vigilia del nuovo anno pastorale e questo dovrebbe essere il proposito che è nel cuore di ciascuno di noi. Tutti dovremmo non solo augurarci, ma anche fare in modo che il nuovo anno pastorale sia davvero un tempo di comunione forte ed incisiva. Tutto dipenderà da come noi interpreteremo questa comunione e da cosa faremo noi, in prima persona, per costruirla.

Invito alla preghiera

Vi invito a mettere questo pensiero sulla comunione nelle mani di Maria. Siamo in un anno speciale: siamo nel 15° anno di fondazione della nostra comunità pastorale. La festa della Madonna del Rosario, gli esercizi spirituali, la scuola della Parola, saranno tutti centrati su questo tema. Cerchiamo di riflettere sulla comunione, ma cerchiamo soprattutto di viverla! Maria interceda sempre per noi!

2023-09-01T09:15:22+02:00