Settimana della 6 domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore – martedì
La spiritualità di questo giorno
Anche quest’oggi riceviamo dalla Parola provocazioni molto particolari e puntuali. Nella seconda serata degli esercizi, scopriremo che la possibilità di ridurre il cristianesimo ad una forma di altruismo e di “buonismo” senza identità, è stata percepita e prevista da uomini di fede come il card J.H. Newman, che, già sul finire del 1800, avevano capito come si sarebbe evoluta la fede.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA 2Tm 3, 1-9
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, sappi che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza amore, sleali, calunniatori, intemperanti, intrattabili, disumani, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, amanti del piacere più che di Dio, gente che ha una religiosità solo apparente, ma ne disprezza la forza interiore. Guàrdati bene da costoro! Fra questi vi sono alcuni che entrano nelle case e circuiscono certe donnette cariche di peccati, in balìa di passioni di ogni genere, sempre pronte a imparare, ma che non riescono mai a giungere alla conoscenza della verità. Sull’esempio di Iannee di Iambrèche si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: gente dalla mente corrotta e che non ha dato buona prova nella fede. Ma non andranno molto lontano, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come lo fu la stoltezza di quei due.
SALMO Sal 35 (36)
Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
Oracolo del peccato nel cuore del malvagio:
non c’è paura di Dio davanti ai suoi occhi.
Le sue parole sono cattiveria e inganno,
rifiuta di capire, di compiere il bene.
Trama cattiveria nel suo letto,
si ostina su vie non buone, non respinge il male. R
Signore, il tuo amore è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi,
la tua giustizia è come le più alte montagne,
il tuo giudizio come l’abisso profondo:
uomini e bestie tu salvi, Signore.
Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio! R
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa:
tu li disseti al torrente delle tue delizie.
È in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Riversa il tuo amore su chi ti riconosce,
la tua giustizia sui retti di cuore. R
VANGELO Lc 21, 10-19
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Timoteo
Del resto San Paolo stesso testimonia questa verità. Come abbiamo sentito nella lettura di questa Messa, San Paolo prevede, per così dire, che, nonostante l’impegno della predicazione apostolica e nonostante l’esempio di assoluta coerenza di molti cristiani, altri uomini avrebbero continuato a cercare il successo personale, la ricchezza, il benessere, anche a prezzo della disonestà o del dover venir meno delle proprie convinzioni personali. Così come San Paolo prevede ampiamente il venir meno di quel senso di tradizione e di valori che si sono ricevuti dalla famiglia, dalla comunità ecclesiale, come anche l’esperienza di Timoteo testimonia. Abbiamo già sentito come Timoteo abbia imparato il valore della fede nella sua famiglia, grazie alla testimonianza della mamma e della nonna. Dunque c’è una contro identità del cristiano, una falsificazione della propria identità, che nasce quando un battezzato, invece di muoversi per cercare i valori dello spirito, cerca solo il proprio tornaconto o mette a tema solo il proprio prestigio.
Vangelo
Il Vangelo ci dice cosa si oppone a tutto questo o, se volete, come è possibile sfuggire da questo modo di fare che falsifica la vera identità del credente. È solo la perseveranza che mette al riparo da tutto questo. È solo la perseveranza che mette ciascuno in grado di vivere con quella forza d’animo che riesce a vincere anche qualsiasi richiamo umano che porta a falsificare la fede. La perseveranza che è fatta di continuo richiamo alla sequela, alla preghiera, all’adesione a Cristo che è il cuore della vita di fede. È questo che rende possibile una vita fatta di appartenenza a Cristo, di richiamo continuo ai valori della fede, di capacità di indirizzare i propri giorni verso Dio. Ecco il cuore del richiamo evangelico. Tutto questo diventa possibile quando uno ha la chiara visione cristiana della vita e, cioè, quella di un tempo donato in attesa di un incontro con Dio che avverrà alla fine dei tempi nella grazia della salvezza operata da Cristo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Questa sera ascolteremo una provocazione fortissima. Una provocazione che ricorda che chi si dirige verso un cristianesimo senza croce, ridotto ad altruismo, senza timor di Dio, senza senso del peccato, senza dogmi, crea una religione che non è il cristianesimo e si incammina su una via che non è quella di Cristo. Le letture di questa mattina, in fondo, ci hanno anticipato qualcosa del genere e ci hanno detto che è possibile sul serio indirizzarsi verso qualcosa del genere. Un pericolo grandissimo, perché, in tutte queste cose, un’anima si può perdere. Così oggi suggerisco a tutti di chiedersi:
- Vivo la perseveranza come un dono per salvare la mia anima e non solo come un richiamo?
- Cerco io tutte quelle cose della vita di cui ha parlato San Paolo?
In tutta onestà dobbiamo dire che la tentazione c’è. Il pericolo di non vivere un cristianesimo serio, autentico, fondato sulla Croce di Cristo, sui dogmi della Chiesa, sul santo timor di Dio come dono dello Spirito Santo, c’è. Non solo, vediamo che spesso è così per molti uomini e per molte donne del nostro tempo. Tutti sappiamo che anche noi sentiamo il richiamo a queste cose e che la nostra anima non è mai al sicuro. Come uscire da questo problema? Il Vangelo ce lo ha detto in modo molto chiaro: solo con la perseveranza. Oggi la perseveranza è un richiamo, peraltro nemmeno molto gradito o ascoltato. Gesù non parla della perseveranza in questa luce. Piuttosto egli ci dice che è un dono. La perseveranza è un dono che custodisce l’anima. La perseveranza è un dono che consente di camminare speditamente verso Dio. La perseveranza è un dono che consente di riflettere continuamente sulla vera identità del cristiano. La perseveranza è un dono che permette di percorrere la via di Cristo. Potremmo davvero interrogarci per vedere se, per noi, la perseveranza è tutto questo o se, per caso, anche noi ci stiamo discostando da un insegnamento tanto prezioso. Chiediamo al Signore la forza di incamminarci in questa direzione. Chiediamo a Maria, che domani onoreremo con il titolo di Madonna del Rosario, di aiutarci a vivere tutto questo perché sappiamo che, senza il suo aiuto e la sua costante intercessione e protezione, nulla possiamo fare.