Domenica 7 gennaio 2024

Battesimo del Signore

Per introdurci

  • Che ruolo ha il Battesimo nella nostra vita?
  • Cosa rappresenta, in concreto per noi questo sacramento?
  • Che cosa è stato il Battesimo per il Signore Gesù?

Credo che per vivere bene questa domenica, abbiamo bisogno, anzitutto, di calarci nella scena evangelica che ci aiuta a comprendere cosa è stato il Battesimo per il Signore

La Parola di Dio 

LETTURA Is 55, 4-7
Lettura del profeta Isaia

Così dice il Signore Dio: «Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d’Israele, che ti onora. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona».

SALMO Sal 28 (29)

Gloria e lode al tuo nome, Signore.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R

Tuona il Dio della gloria.
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R

EPISTOLA Ef 2, 13-22
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

VANGELO Mc 1, 7-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il battesimo del Signore

L’evangelista Marco, che leggiamo quest’anno in questa festa liturgica, ci aiuta a comprendere che il battesimo del Signore ha segnato l’inizio del ministero di Gesù. Questo inizio è avvenuto mentre Giovanni stava ancora battezzando presso il Giordano e diventa, in qualche modo, il segno di una continuità. L’epica dei profeti, che si chiude con Giovanni il battista, continua con la manifestazione piena della realtà messianica nel ministero del Signore Gesù che inizia il suo mandato di rivelazione del volto del Padre.

Un primo tratto di questa manifestazione è nel “cieli aperti”. Questa dizione è tipica del Vangelo ma in generale della Scrittura per dire la perfetta comunicazione tra cielo e terra, tra storia ed eternità, tra Dio e uomo. Dire che i cieli si aprirono significa affermare che la luce del mistero di Dio brilla totalmente in Gesù. Non solo, è un modo per affermare che Gesù, battezzato da Giovanni al Giordano, è Dio, la sua voce sarà la voce di Dio, i suoi gesti saranno i gesti di Dio. I cieli aperti dicono la piena e manifesta comunione di Gesù con Dio, il suo appartenere alla Santissima Trinità.

Se tutto questo è anzitutto indirizzato all’identità del Signore, è però vero che questo richiamo vale anche per tutti gli altri uomini. A tutti è chiesto di contemplare i cieli aperti, a tutti è detto che l’orizzonte della contemplazione è l’unico orizzonte nel quale è bene collocare la propria esistenza. I cieli aperti, per tutti gli uomini, sono un richiamo a inserire la propria vita nell’ottica di Dio, un richiamo forte, potente, per dire che tutti gli uomini sono chiamati a capire qualcosa del proprio mistero, del proprio tempo, della propria identità, partendo da quella identità universale per cui ogni uomo è figlio di Dio. Se Gesù è il Figlio prediletto, come diremo, tutti i credenti sono figli di Dio, anzi, propriamente tutti gli uomini sono figli di Dio, figli che possono contemplare il mistero del Padre celeste da cui deriva la vita e, in essa, ogni altro bene.

Dai cieli aperti una “voce”. Solo al battesimo, nella trasfigurazione  e nell’ora della passione si ode la voce di Dio, un segno per dire come Gesù è sempre in comunicazione con il Padre. Gesù è sempre in ascolto del Padre ma è anche la piena rivelazione della voce del Padre. Quella voce di Dio che l’uomo non può udire, quella voce che Gesù ode sempre, quel Dio con il quale parla sempre, è Colui che Egli rivelerà. Se è vero che l’uomo non ode direttamente la voce del Padre, è vero che l’uomo ode la voce di Gesù che è anche la voce del Padre. Se è vero che l’uomo non conosce i gesti del Padre, è vero che l’uomo conosce i gesti di Gesù che sono i gesti del Padre. Gesù è piena trasparenza, è piena rivelazione di quello che Egli conosce in modo perfetto ed unico.

La voce ha un contenuto prezioso: “Tu sei l’amato”. Il Padre guarda al figlio come all’amato. Comprendiamo che qui brillano dei misteri. Il mistero delle persone di Dio, già introdotto anche dalla visione della colomba. Dio si rivela, fin dal primo atto del ministero di Gesù come comunione di persone, come Padre, Figlio e Spirito santo che sempre agiscono insieme, con una sola voce, con un solo cuore, con un solo intento e volontà. In secondo luogo emerge che Dio è comunicazione di amore. Non solo è comunione di persone, ma emerge anche che queste persone si contemplano l’una con l’altra, si amano di un amore unico, indicibile, inesauribile, senza nessuna defezione, senza mai venire meno. Dio è questo: mistero di comunione e mistero di amore.

Un ultimo tratto della rivelazione del Padre: “in te ho posto il mio compiacimento”. Questa espressione non è forse immediatamente comprensibile, ma dice tutto l’accompagnamento che il Padre offre al Figlio nella potenza dello Spirito Santo. Dio Padre accompagna il Figlio in tutta la sua rivelazione; lo Spirito sarà presente in ogni sua opera; il Padre si rivelerà completamente nell’opera del Figlio; lo Spirito avvallerà con la sua forza e con la sua potenza ogni atto di amore che Gesù, il Figlio prediletto, compirà nel nome del Padre.

Ecco la rivelazione del Giordano. Ecco la rivelazione di Gesù che inizia il suo ministero.

Il nostro Battesimo

Il battesimo del Signore è anche all’origine del nostro Battesimo, i cui effetti vengono molto sapientemente spiegati dall’Epistola che abbiamo letto. Ricevere il Battesimo significa essere immersi nel mistero stesso di Dio, così che la vita dell’uomo non sia solo un fatto biologico, ma un essere sempre illuminati ed accompagnati dalla presenza di Dio. Il credente sa questo: la sua vita non è semplicemente qualcosa che si dà in un tempo e in uno spazio. La sua vita è voluta da Dio, la sua vita è rivelazione di Dio, la sua vita è rivelazione della sua misericordia e amore.

In secondo luogo la vita dell’uomo è inserimento nel corpo della Chiesa. Il Battesimo è quel sacramento che non solo rende figli di Dio, ma anche incorpora alla Chiesa. Quella chiesa che è fondata sugli apostoli, i primi ad ascoltare la voce del Signore e ad essere immersi nel suo mistero, i primi ad essere testimoni di quei fatti che videro ed udirono e che furono la perfetta rivelazione del Padre. Ricevere il Battesimo significa entrare a far parte di una comunione, per cui non si dà mai un singolo credente solitario, ma sempre il credere è esercizio di comunione, anche quando si vivono gli atti personali della fede. Anche queste espressioni personali sono sempre dentro una Chiesa, cioè un corpo, una unione di persone che, nel nome di Cristo, continua il suo cammino nel tempo.

Infine, ci ha ricordato ancora la lettura, il battesimo è lavacro dei peccati. Come già Giovanni il Battista amministrava un battesimo per la remissione dei peccati, così il Signore Gesù continua quella rivelazione di amore che è il cuore, il centro del suo messaggio nel nome del Padre. La riconciliazione dei peccatori con Dio è il cuore del ministero del Signore.

Per il nostro cammino

Credo che questa rivelazione biblica, che chiude il tempo dedicato alle feste di Natale e apre il tempo delle epifanie, cioè delle progressive manifestazioni del Signore, debba essere, per noi tutti, punto di riferimento imprescindibile.

Cosa è il nostro Battesimo? Cosa fa in noi il Battesimo?

Gli effetti del Battesimo sono, per tutti, quelli che ci sono appena stati richiamati dall’epistola ma, al di là del loro significato e della loro valenza teologica, credo che tutti possiamo capirne l’effetto e la portata se riprendiamo la scena evangelica.

Anche noi, battezzati, siamo chiamati a vivere la vita in una relazione di amore con Dio che diventa relazione personale. Anche noi siamo chiamati a scoprire che l’amore di Dio riveste sempre le nostre persone e chiama ciascuno di noi, il nostro amore sarà quello che potremo esprimere nella preghiera, sarà quello che potremo esprimere nel nostro personale cammino che continueremo a fare. All’inizio di questo tempo dopo l’epifania, credo che sia un richiamo a vivere una ripresa sincera, autentica di questo cammino. Cammino che deve avere sempre al centro quella Parola che è Gesù Cristo. Cammino che non può prescindere da quel confronto quotidiano con il Vangelo. Questo è il richiamo che rivolgo a tutti, perché non accada che, “archiviato” questo Natale, tutti si torni alla vita di sempre senza pensare a quale novità spirituale il natale ha acceso in noi. Fulcro di questo richiamo alla preghiera saranno le giornate eucaristiche che vivremo a fine mese, in occasione della festa di San Giulio e alle quali, già fin d’ora, invito ciascuno di voi.

In secondo luogo, vorrei riallacciarmi alla predica di natale e ricordare che anche noi tutti siamo chiamati a vivere con gli altri una relazione di amore.

Anzitutto vorrei che questo tempo dopo l’Epifania diventasse il tempo propizio per vivere una riflessione sul tema dell’amore, sulle sfide del nostro tempo, sui problemi che questo tempo porta con sé, sui problemi che sono legati a tanti temi etici della nostra società e che non possiamo, in alcun modo, ignorare. Tocca noi formarci, riflettere, prendere parte ai dibattiti sulle questioni più importanti e forse anche più scottanti del nostro tempo. Ecco una prima occasione che vivremo attraverso quelle serate che chiamiamo del bene comune.

In questo richiamo al tema dell’amore come tema portante della vita vorrei però non mancasse anche un richiamo a vivere bene la vita della comunità, specie in questo anno nel quale continuiamo a festeggiare il 15° di fondazione della comunità pastorale. Il richiamo è anche ad una dimensione di ascolto della Parola che precede la formazione di qualsiasi espressione della vita comunitaria. Ecco il senso delle ultime tre serate di catechesi per gli adulti e lectio divina che dovrebbero interessare ciascuno di noi, se non vogliamo fare della chiesa solo un ente al quale rivolgerci per alcuni servizi. La comunità non è questo, ma una famiglia che vive dell’apporto di tutti. È per questo che richiamo ad una formazione sull’identità della Chiesa che deve riguardare ciascuno di noi.

È questo il mistero dell’essere figli di Dio che sempre deve affascinarci e che, sempre, deve diventare per tutti noi occasione di preghiera.

Richiamo a tutti queste dimensioni, chiedendo a tutti uno sforzo ulteriore per il proprio cammino di fede.

Maria Santissima, che sempre veglia sul cammino dei battezzati, ci sostenga e ci guidi

2024-01-23T03:23:26+01:00