Sabato 07 marzo

Settimana della seconda domenica di Quaresima – Sabato

La spiritualità di questo giorno

Come ho già spiegato anche la scorsa settimana, il sabato della Quaresima ambrosiana ha un valore spiccatamente battesimale. Oggi al centro del Vangelo è il gesto della imposizione delle mani.

La Parola di questo giorno

LETTURA Is 6, 8-13
Lettura del profeta Isaia

In quei giorni. Isaia disse: «Io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”. Egli disse: “Va’ e riferisci a questo popolo: Ascoltate pure, ma non comprenderete, osservate pure, ma non conoscerete. Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendilo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi, e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da essere guarito”. Io dissi: “Fino a quando, Signore?”. Egli rispose: “Fino a quando le città non siano devastate, senza abitanti, le case senza uomini e la campagna resti deserta e desolata”. Il Signore scaccerà la gente e grande sarà l’abbandono nella terra. Ne rimarrà una decima parte, ma sarà ancora preda della distruzione come una quercia e come un terebinto, di cui alla caduta resta il ceppo: seme santo il suo ceppo».

SALMO Sal 25 (26)

Signore, amo la casa dove tu dimori.

Scrutami, Signore, e mettimi alla prova,
raffinami al fuoco il cuore e la mente.
La tua bontà è davanti ai miei occhi,
nella tua verità ho camminato. R

Non siedo con gli uomini falsi
e non vado con gli ipocriti;
odio la banda dei malfattori
e non siedo con i malvagi. R

Giro attorno al tuo altare, o Signore,
per far risuonare voci di lode
e narrare tutte le tue meraviglie.
Signore, amo la casa dove tu dimori
e il luogo dove abita la tua gloria. R

EPISTOLA Eb 4, 4-12
Lettera agli Ebrei

Fratelli, si dice in un passo della Scrittura a proposito del settimo giorno: «E nel settimo giorno Dio si riposò da tutte le sue opere». E ancora in questo passo: «Non entreranno nel mio riposo!». Poiché dunque risulta che alcuni entrano in quel riposo e quelli che per primi ricevettero il Vangelo non vi entrarono a causa della loro disobbedienza, Dio fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo mediante Davide, dopo tanto tempo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori!». Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno. Dunque, per il popolo di Dio è riservato un riposo sabbatico. Chi infatti è entrato nel riposo di lui, riposa anch’egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie. Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza. Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

VANGELO Mc 6, 1b-5
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì.

La Scrittura

Ne rimarrà una decima parte…

Per il popolo di Dio è riservato un riposo sabbatico…

Impose le mani…

Il gesto è tipicamente liturgico, anche se credo che sia solo un gesto sacerdotale. È previsto che anche il padrino, la madrina, i genitori, durante il Battesimo di un bambino tendano la mano verso il fonte battesimale, ma vedo che nessuno compie questo gesto, benché spiegato nella catechesi prebattesimale. Il gesto dell’imposizione delle mani accompagna più o meno tutti i sacramenti ed è utilizzato molto spesso nelle diverse parti della liturgia della Messa. È un gesto pregnante. Indica la trasmissione dello Spirito di Dio. È un gesto che Gesù ha compiuto più volte, come abbiamo sentito anche nel Vangelo di oggi, specie sui malati. È un gesto che implica una relazione e che rimanda ad essa. Gesù entra in relazione con le persone che hanno bisogno di lui, chiede al Padre per loro il dono dello Spirito e con questo gesto intende comunicare lo Spirito a ciascuno di loro. È un gesto liturgico che indica una pienezza, una comunione di bene, una partecipazione, un coinvolgimento.

Chi partecipa a questo gesto, per utilizzare le parole dell’Epistola, partecipa già del riposo di Dio, entra cioè in una comunione davvero sempre più profonda e sempre più autentica con il suo mistero e diventa capace, proprio per questo, di essere ammesso a quella pace che nasce dove abbonda lo Spirito di Dio. Il Vangelo ci ha detto che, dove non c’è questa pace, è perché manca lo Spirito di Dio. Lo Spirito non può operare dove c’è opposizione, rivalità, mancanza di fede. Tutti atteggiamenti che contraddistinguono i concittadini di Gesù.

Anche il profeta ci ricordava che dove manca la fede, quando ci si allontana da Dio, le cose, in generale, non possono andare che di male in peggio. La storia del popolo di Israele è tutta una esegesi di questa verità. Quando il popolo si allontana da Dio, ecco che viene sul popolo stesso ogni sorta di male e di sventura. Solo quando il popolo si riavvicina a Dio ecco che rifiorisce il bene. Il tempo della sventura, il tempo dell’allontanamento, è il tempo in cui emerge chiaramente chi crede e chi non crede. Il resto fedele, il resto purificato è quell’insieme di persone che credendo in Dio, ricostruirà un popolo a lui fedele. È una legge dello Spirito che il Primo Testamento più volte fa emergere.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Cosa significa per noi tutto questo? Io credo che il richiamo al gesto della imposizione delle mani ci ricordi due verità.

La prima ci dice chi siamo. Noi siamo gente sulla quale è stato invocato e viene continuamente invocato lo Spirito del Padre. Noi siamo popolo di battezzati sul quale viene invocato il dono dello Spirito perché possiamo portare i frutti che lo Spirito dona. Noi siamo popolo di Dio che, se fedele, costituisce già quel resto che rimane fedele e che fa della sua fedeltà un richiamo per chi ha perso la fede o il desiderio di incontrare Dio.

La seconda è un richiamo. Anche noi dovremmo credere di più a questo gesto e, anche come fedeli laici, dovremmo cercare di viverlo. Nelle forme in cui ci è concesso, nei modi in cui ci è possibile, nelle situazioni previste, noi tutti dovremmo invocare lo Spirito di Dio che apre le porte, illumina i percorsi, rende capaci gli uomini di aderire alla volontà del Padre.

Oggi, facendo memoria del nostro Battesimo, dovremmo tutti comprendere questa verità. Invochiamo lo Spirito del Padre, perché ci renda capaci di portare quei frutti di amore, di giustizia, di concordia che sono una benedizione anche nelle relazioni che noi, per primi, viviamo.

Maria, che è colei che media lo Spirito di Dio e che è custode di ogni relazione, ci aiuti e ci guidi a possedere questi beni che il Padre ci dona.

Perché la Parola rimanga in noi

  • Come vivo la benedizione delle mie relazioni?
  • Quanto invoco lo Spirito perché siano cariche di frutti e di promessa di bene?
2026-02-27T09:22:14+01:00