Sabato 08 marzo

Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Compiamo questo tempo dopo l’Epifania e ci disponiamo, a partire dalle S. Messe di questa sera, a vivere la grande Quaresima di questo anno giubilare, momento importantissimo di conversione e di richiamo alla vita in Dio a cui tutti siamo chiamati.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 35, 1-3
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Mosè radunò tutta la comunità degli Israeliti e disse loro: «Queste sono le cose che il Signore ha comandato di fare: Per sei giorni si lavorerà, ma il settimo sarà per voi un giorno santo, un giorno di riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque in quel giorno farà qualche lavoro sarà messo a morte. In giorno di sabato non accenderete il fuoco, in nessuna delle vostre dimore».

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore regna: esulti la terra.

Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R

Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra. R

I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R

EPISTOLA Eb 4, 4-11
Lettera agli Ebrei

Fratelli, si dice in un passo della Scrittura a proposito del settimo giorno: «E nel settimo giorno Dio si riposò da tutte le sue opere». E ancora in questo passo: «Non entreranno nel mio riposo!». Poiché dunque risulta che alcuni entrano in quel riposo e quelli che per primi ricevettero il Vangelo non vi entrarono a causa della loro disobbedienza, Dio fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo mediante Davide, dopo tanto tempo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori!». Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno. Dunque, per il popolo di Dio è riservato un riposo sabbatico. Chi infatti è entrato nel riposo di lui, riposa anch’egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie. Affrettiamoci dunque a entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.

VANGELO Mc 3, 1-6
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù entrò nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Esodo

Il tema di tutte e tre le Scritture di oggi è il riposo sabbatico, come sappiamo bene un comandamento principe, un comandamento cardine della legislazione di Mosè. Un comandamento perché l’uomo potesse non solo riposare con il corpo, dopo le fatiche dei giorni di lavoro, ma, soprattutto, perché l’anima potesse riposare in Dio. Questo è il cuore del tema, un comandamento pensato perché si possa mettere la propria anima nel cuore di Dio, un comandamento dato perché si possa sempre riprendere slancio e forza dall’incontro con il Signore.

Vangelo

Il Vangelo ci mostra il Signore all’opera proprio in giorno di sabato. Il miracolo, al tempo, era giudicato una sorta di lavoro: faceva parte delle attività taumaturgiche, ovvero quelle che dovevano dare sollievo all’uomo malato. Gesù intende precisamente fare questo miracolo per dimostrare che Dio si occupa della salvezza degli uomini, intesa non solo come ristoro del corpo, non solo come dono di un corpo sano ad uno che vive una grande esperienza di malattia. La salvezza di cui parla il Signore è la salvezza dell’anima. Il ristoro di cui parla il Signore è il ristoro del cuore, è il ridare fiducia a chi è sfiduciato dalla vita, è il far sentire di nuovo la presenza di Dio a coloro che hanno perso il senso della fede nei loro giorni. Questo è il ristoro del cuore di cui parla il Vangelo. Come si vede, Gesù vive in pieno il senso del sabato, in aperta disputa con coloro che vorrebbero il sabato come giorno delle formalità, delle attività spirituali o caritative ma senza cuore.

Ebrei

Il testo della lettera agli Ebrei attinge da queste due tradizioni: dalla tradizione del riposo del sabato ebraico inteso come assenza di lavoro, riposo del corpo e dalla tradizione del Signore che chiede un giorno per pensare a Dio e per ricentrare la propria esistenza su Dio. In questo modo, l’autore della lettera cerca di rivolgersi ad una parte di fedeli che viene da un’esperienza ebraica e la sostiene, ma cerca anche di spronare tutti ad una visione più profonda delle cose, per dire a tutti che è possibile avere un ristoro non formale nel giorno del Signore, un ristoro del cuore e dell’anima.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Più volte ci siamo soffermati a riflettere sul senso del riposo nei nostri giorni, così pure come sul senso del giorno della domenica, che è centrale nella vita cristiana non tanto per il riposo del corpo quanto per la ri-creazione in Dio. Eppure vediamo bene come non stiamo approdando a nulla, perché moltissimi cristiani disertano la domenica come senso religioso, ma nemmeno vivono un tempo di ristoro fisico. Mi pare che molti di coloro che non possono avere in domenica il giorno festivo – penso ai moltissimi tra noi che lavorano – di fatto non trovano, poi, un giorno per vivere con il Signore. Così come mi pare che chi ha la “domenica libera” tenda a riempirla con ogni cosa possibile, dalle cose più utili e pratiche, a quelle più inutili, per non dire causa di ostentazione.

Siamo alla vigilia della Quaresima. Già alle S. Messe vigiliari di questa sera si sottolineerà l’ingresso in questo tempo santo, importantissimo, basilare per questo anno giubilare. Io credo e spero che tutti vogliamo guardare alla Quaresima come ad un tempo di ristoro nello spirito. Non vorrei che ci chiedessimo cosa dare, come riempire questo tempo, cosa proporre. Vorrei piuttosto che ciascuno decidesse quale pratica, quale modalità mettere in campo, per avere un tempo di riposo nel Signore che permetta a tutti di vivere un nuovo incontro con Dio e con il suo mistero. Se il Giubileo deve essere tempo di speranza, non dimentichiamoci che la speranza dalla quale dobbiamo tutti attingere è la speranza che è Cristo. Rimettiamoci un istante in preghiera perché ciascuno di noi possa decidere come vivere questa Quaresima e quale senso dare alla propria appartenenza a Cristo.

Provocazioni

  • Come voglio vivere questa Quaresima?
  • Che senso dare a questi giorni?
  • Quale programma faccio per riposare nel Signore?
2025-02-28T23:08:43+01:00