All’inizio della quaresima
Introduzione
Ovviamente tutti ci aspettiamo che l’inizio della quaresima giunga a noi con qualche richiamo. Vorrei che questa quaresima fosse, però, qualcosa di diverso dal solito. Ce lo chiede il Giubileo, che è un anno santo straordinario. Se non facciamo niente di straordinario, che senso diamo al Giubileo? Se la penitenza non diventa un richiamo straordinario, che cosa significherà per noi il giubileo che stiamo vivendo? Così vorrei che fosse chiaro il richiamo della scrittura per tutti, già a partire da questa prima domenica.
La Parola di Dio
LETTURA Gl 2, 12b-18
Lettura del profeta Gioele
Così dice il Signore Dio: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo tàlamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.
SALMO Sal 50 (51)
Rendimi puro, Signore, dal mio peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R
Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.
Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe. R
EPISTOLA 1Cor 9, 24-27
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.
VANGELO Mt 4, 1-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Gioele
Anzitutto con il richiamo di Gioele che ci dice francamente a nome di Dio: “tornate a me con tutto il cuore”, è il desiderio che rende bello un cammino. È il desiderio che rende santa la quaresima. La prima domenica di quaresima serve a questo, serve a far tornare in noi il desiderio di stare con Dio, il desiderio che si può essere assopito nel corso dell’anno, il desiderio di Dio che può essere venuto meno nella stagione di fede che stiamo vivendo, il desiderio di Dio che possiamo avere nel cuore ma in modo celato, deve essere il primo vero e grande protagonista di questi giorni santi! Noi siamo qui per far rinascere dentro di noi il desiderio!
“Indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini, i lattanti e dite: perdona!”. Noi dovremmo essere qui per questo. Noi dovremmo essere qui per far sentire la nostra voce a Dio. La voce che chiede perdono. La voce che diventa supplica. La voce che diventa unione. Noi ci crediamo forse poco, ma è davvero l’unità della Chiesa che dovrebbe produrre questa unica voce con la quale ci mettiamo davanti a Dio a chiedere perdono. Per i nostri peccati personali e anche per i peccati di tutto il mondo. Credo che questo sia davvero un modo per iniziare bene la quaresima, un modo al quale tutti dovremmo aderire!
Corinzi
Come anche San Paolo, con il suo paragone atletico, sportivo, aiuta a capire. “Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre”. L’immagine è quella della grinta, quella di chi ci mette tutto l’ardore di cui è capace. San Paolo ha il coraggio di dirci che la vita cristiana, e non solo certo la Quaresima, è lotta. Lotta contro le passioni, lotta per rimettere ordine dentro noi stessi, lotta per cercare, in ogni modo, come riprendere la strada della fede. San Paolo ha ragione nel dirci che la vita cristiana richiede allenamento. La quaresima vuole essere come il tempo degli allenamenti. Allenamento per la vita. Il fine della quaresima non è quello di farci passare con grinta un tempo. Non è la spiritualità del fioretto, della rinuncia fine a sé stessa quella che si addice al tempo di quaresima. Quaresima vuole essere un incito ad acquisire uno stile di vita. Lo stile di chi sa anche rinunciare, ma non per fare un’opera buona. Quaresima imprime uno stile sobrio, uno stile fatto anche di rinunce, che deve durare per sempre, come stile abituale del cristiano. Ecco il senso di una preparazione. Se la vita è come una lotta mentre ci si dirige verso la vita eterna, se quaresima è un tempo che richiama alla verità di sempre, allora ha senso immergersi in una spiritualità degli allenamenti, per cercare di vivere sempre una lotta che, in realtà, non deve mai avere fine.
Vangelo
Così il Vangelo ci aiuta ad entrare ancor meglio in questa spiritualità. Quale lotta deve vederci protagonisti?
La lotta per vivere un tempo di preghiera intenso. La preghiera è l’orizzonte abituale nel quale Gesù inserisce ogni sua azione. La preghiera nel deserto, la preghiera che si prolunga per 40 giorni e per 40 notti diventa il paradigma di tutta la vita di Gesù. La preghiera è la costante che segna il ministero di Gesù. Quaresima è tempo di preghiera più intensa. Non solo nello stile della decisione, del fioretto o dell’impegno. Piuttosto nello stile di chi impara al lasciarsi guidare da Cristo e impara a lottare contro le tentazioni che tengono lontane dalla vita di preghiera. Con le solite scuse, con i soliti motivi.
La lotta contro sé stessi per dare un ordine ai propri bisogni. Non per niente la prima tentazione del Signore è quella della fame. È un richiamo che viene fatto a ciascuno di noi perché tutti possiamo raggiungere un ordine interiore dei sentimenti, un ordine interiore delle emozioni, un ordine interiore delle nostre facoltà, perché possiamo vivere non succubi di tutti i nostri sentimenti, o delle nostre emozioni, o dei nostri bisogni fisici o psicologici. La signoria su sé stessi, la signoria sul proprio corpo, la signoria sulla propria mente è qualcosa che deve essere uno stile di vita acquisito e mai più lasciato.
La capacità di non sfidare Dio, dovrebbe essere qualcosa che appartiene al popolo cristiano. Lo dice bene la seconda tentazione. Se noi non vigiliamo su noi stessi, se noi non siamo capaci di vivere bene questa relazione con Dio, rischiamo di avere di Dio un’idea distorta che non porta frutto. Ecco il cuore della quaresima. Non sono tanto le azioni a dover cambiare! Ma il modo di vedere il mistero di Dio, il Dio della misericordia, il Dio della vicinanza, il Dio della salvezza, il Dio della vita sono le diverse rivelazioni di Dio che anche noi accosteremo nelle prossime settimane. Sono le rivelazioni alle quali avremo la possibilità di accedere mentre rileggeremo quelle pagine grandi, belle, fondamentali della spiritualità di chi vuole vivere una relazione con Dio non superficiale ma profonda e reale.
Ancora, la terza tentazione del Signore, che ci richiama la libertà dalle cose, la libertà dalle apparenze, la libertà da un modo di essere che non è cristiano. Quando si è schiavi delle cose, quando si serve l’apparenza, non si vive. Si rincorre una vita fatta di cose e di apparenza, ma non si dà senso alla propria esistenza, non si dona un orizzonte vero, compiuto, ai propri giorni.
Per noi e per il nostro cammino
Ecco i richiami della scrittura per noi, richiami che ci pongono la domanda: che quaresima vuoi fare? Che quaresima vuoi che sia questa quaresima di Giubileo? Che senso vuoi dare a questi giorni che sono giorni santi?
Io credo che quello che ci serve non è solo un programma, anche se vi invito a scrivere la vostra regola di vita e soprattutto di preghiera. Ma non è questo il cuore, non è questo il centro di questi giorni. Noi vogliamo vivere la quaresima come un tempo nel quale mettere al centro il nostro essere credenti e il nostro rapporto con Dio! noi vogliamo fare in modo che questa quaresima di Giubileo, sia davvero un momento di conversione interiore, non una semplice operazione di trucco, di rifacimenti di alcuni tratti che riguardano la nostra esistenza. Noi vogliamo che sia il cuore a cambiare. Per fare questo ci è necessaria la preghiera, personale e comunitaria. Per fare questo ci è necessario sentire che la lotta per la fede appartiene a ciascuno di noi, per fare questo è necessario scendere nel profondo di noi stessi per smascherare quelle tentazioni antiche e sempre nuove che sono dentro il cuore dell’uomo. Così anche in noi potrebbe esserci il desiderio di cose, che rispondono anche ai nostri bisogni e che ci tenteranno di allontanarci dalla via di Dio. Potrebbe essere che anche nel nostro modo di fare, anche nel nostro modo di vivere subentri qualcosa che non ci dona pace, che ci turba profondamente, che ci spinge a cercare un’apparenza che non è quella della realtà che siamo. Soprattutto potrebbe essere anche in noi qualche moto dell’anima che tenta di sfidare Dio. Ecco, vorrei che la quaresima di un anno giubilare importante come quello che stiamo vivendo, ci rimettesse tutti in ordine su questo tema: noi siamo chiamati a coltivare la vera immagine di Dio. Qual è l’immagine di Dio che la quaresima ci propone? Un Dio che si fa vicino, che parla personalmente al cuore dell’uomo. Un Dio che non chiede opere, ma che chiede il cuore. un Dio che ama stare con il peccatore, rimettendo nel suo cuore il desiderio della santità, il desiderio di uan vita diversa, piena, nella quale c’è un senso per ogni cosa, per ogni realtà, per ogni evento. Un Dio che non va tentato, ma va conosciuto. Un Dio che non va mai preso alla leggera, ma che va amato e del quale occorre sempre cercare la relazione e la compagnia. Un Dio che si lascia amare perché interviene con gesti di salvezza profondi nella vita di ciascuno.
Ecco il cuore della quaresima, ecco il senso di questi giorni santi che andiamo ad iniziare e che dovranno essere, per tutti noi, un richiamo vero, grande, bello, unico alla rivelazione di amore che Dio mette nei nostri cuori.
Questo è l’esercizio di speranza che tutti siamo chiamati a vivere in questa quaresima giubilare. Rendiamoci da subito pronti per una allenamento che non deve mai trovarci al di sotto delle aspettative che Dio ha su di noi!
Per una revisione di vita giubilare
È in questa logica che vi raccomanderei di vivere questa prima settimana di quaresima certamente approfittando del tempo per stendere la vostra regola di vita quaresimale, anche per una revisione di fede profonda sul tema della preghiera. Così che non accada che la vita interiore si trascini, generando peso e non speranza.