Settimana della 6 domenica di Pasqua – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Come ieri era tutto un giorno dedicato al coraggio, direi che questa giornata è dedicata alla speranza.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 28, 17-31
Lettura degli Atti degli Apostoli
Dopo tre giorni, Paolo fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente. Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d’Israele che io sono legato da questa catena». Essi gli risposero: «Noi non abbiamo ricevuto alcuna lettera sul tuo conto dalla Giudea né alcuno dei fratelli è venuto a riferire o a parlar male di te. Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi: di questa setta infatti sappiamo che ovunque essa trova opposizione». E, avendo fissato con lui un giorno, molti vennero da lui, nel suo alloggio. Dal mattino alla sera egli esponeva loro il regno di Dio, dando testimonianza, e cercava di convincerli riguardo a Gesù, partendo dalla legge di Mosè e dai Profeti. Alcuni erano persuasi delle cose che venivano dette, altri invece non credevano. Essendo in disaccordo fra di loro, se ne andavano via, mentre Paolo diceva quest’unica parola: «Ha detto bene lo Spirito Santo, per mezzo del profeta Isaia, ai vostri padri: “Va’ da questo popolo e di’: Udrete, sì, ma non comprenderete; guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!”. Sia dunque noto a voi che questa salvezza di Dio fu inviata alle nazioni, ed esse ascolteranno!». Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.
SALMO Sal 67 (68)
Benedetto il Signore, Dio della salvezza.
Oppure Alleluia, alleluia, alleluia.
Di giorno in giorno benedetto il Signore.
Il nostro Dio è un Dio che salva.
Mostra, o Dio, la tua forza,
conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi! R
Per il tuo tempio, in Gerusalemme,
i re ti porteranno doni.
Verranno i grandi dall’Egitto,
l’Etiopia tenderà le mani a Dio. R
Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore.
Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà sopra Israele.
Sia benedetto Dio! R
VANGELO Gv 14, 7-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».
Vangelo
Il Vangelo di oggi è tutto un inno alla speranza. La speranza di vedere il Padre. La speranza di incontrare Cristo. La speranza della vita eterna. La speranza che le cose della vita non sono le cose ultime, ma quelle penultime. L’unica cosa che rimane per sempre è l’amore di Dio. Ed è nella speranza di questo incontro che noi tutti viviamo, camminiamo nel tempo, facciamo progetti, viviamo le realtà belle della vita. La speranza non deve essere che queste cose non finiscano mai, ma, piuttosto, quella che tutte queste realtà ci avvicinino all’incontro con Dio e ci aiutino a camminare nella sua direzione. Una parola di fede intensissima che ci raggiunge mentre, anche per noi, sta per compiersi il mistero pasquale che è, per eccellenza, anche il mistero nel quale trova fermo fondamento la nostra speranza.
La sorgente della speranza è la preghiera. La certezza che tutto ciò che viene chiesto al Padre nel nome di Cristo, troverà Dio pronto a ricevere questa preghiera, deve essere la certezza che, giorno dopo giorno, guida il cammino dei credenti.
Atti
Non è facile vivere di speranza. Ce lo dice San Paolo. Giunto a Roma, per prima cosa, egli cerca di incontrare la comunità dei Giudei. La comunità ebraica di Roma era già molto attiva e fiorente quando San Paolo arrivò in città. La sua presenza fu accolta, come abbiamo sentito, con una certa curiosità. Nell’incontro che venne concordato, Paolo mostrò tutta la sua speranza, con una lunghissima predicazione, proprio tutta centrata su Cristo e sulla speranza che Dio effonde nei cuori. Una testimonianza intensissima, una testimonianza profonda, una testimonianza degna di ascolto. Ascolto che viene accordato ma, come abbiamo sentito, non tutti “osano sperare” in quel Dio che Paolo predica: il Dio dell’amore, della misericordia, della vita eterna. Alcuni sono più legati alle loro tradizioni e ad una religiosità popolare, semplice, poco incisiva ma certamente più comoda. È per questo che la testimonianza di Paolo viene rifiutata. Ma con il rifiuto di questa predicazione si rifiuta anche la crescita nella speranza. Tanto che San Paolo deve chiudere con una citazione del profeta Isaia che ricorda che la fede è sempre divisiva: da una parte coloro che credono, dall’altra tutti coloro che non credono. Una divisione forte, che Paolo motiva proprio con la speranza. C’è chi ha speranza e si affida a Dio e c’è chi rifiuta qualsiasi invito alla speranza, chiudendosi fuori dall’orizzonte della fede che è il primo e il più importante orizzonte della vita da vivere.
A Maria
Noi tutti onoriamo la Madre di Dio con il titolo di Madre della speranza. Come anche cantiamo, Santa Maria della speranza, tieni viva la nostra attesa! La Madonna è stata colma di speranza. Ha vissuto tutta la sua esistenza alla luce della speranza. Nella Pasqua ha vissuto il rinnovarsi della speranza. Nella vita insieme agli apostoli è stata la sorgente stessa della speranza, così come per innumerevoli anime che a lei si sono rivolte. Specie tutte le anime disperate, tutte le anime prive di speranza che hanno invocato il suo nome per avere speranza nelle cose del tempo. Anche noi, in questo giorno, vogliamo guardare alla Madre della speranza e a lei vogliamo chiedere di infondere nei nostri cuori il seme della speranza cristiana. Chiedendo nient’altro che quello che le Scritture ci hanno insegnato a chiedere, ovvero di saper credere nell’attesa del ritorno del Signore che è la fonte di ogni speranza e di ogni pace.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Viviamo così questo giorno, certi che Santa Maria, donna della speranza, accenderà in noi il desiderio di vedere il volto del Padre.
Provocazioni dalla Parola
- Mi comporto con speranza cristiana nelle diverse cose della vita?
- Invoco Maria perché accenda in me il dono della speranza?