Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – Venerdì
La spiritualità di questo giorno
La memoria di San Domenico ci porta anche ad un santo fondatore di ordine religioso. E non un ordine religioso qualsiasi! I domenicani hanno avuto grande parte nella storia della Chiesa ed hanno dato – e continuano a dare – un contributo grandissimo per quanto attiene allo studio, alla predicazione, alla spiritualità della Chiesa. Leggiamo le Scritture anche nella memoria di un santo così grande e così illustre. Anche oggi le due Scritture che sembrano così lontane l’una dall’altra, hanno invece un punto di contatto evidente e forte.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Sam 31, 1-13
Lettura del primo libro di Samuele
In quei giorni. I Filistei attaccarono Israele, ma gli uomini d’Israele fuggirono davanti ai Filistei e caddero trafitti sul monte Gèlboe. I Filistei si strinsero attorno a Saul e ai suoi figli e colpirono a morte Giònata, Abinadàb e Malchisùa, figli di Saul. La battaglia si concentrò intorno a Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu ferito gravemente dagli arcieri. Allora Saul disse al suo scudiero: «Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano quegli incirconcisi a trafiggermi e a schernirmi». Ma lo scudiero non volle, perché era troppo spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra. Quando lo scudiero vide che Saul era morto, si gettò anche lui sulla sua spada e morì con lui. Così morirono insieme in quel giorno Saul e i suoi tre figli, lo scudiero e anche tutti i suoi uomini. Quando gli Israeliti che erano dall’altra parte della valle e quelli che erano oltre il Giordano videro che gli uomini d’Israele erano in fuga e che erano morti Saul e i suoi figli, abbandonarono le loro città e fuggirono. Vennero i Filistei e vi si stabilirono. Il giorno dopo, i Filistei vennero a spogliare i cadaveri e trovarono Saul e i suoi tre figli caduti sul monte Gèlboe. Essi gli tagliarono la testa, lo spogliarono delle armi e mandarono a dare il felice annuncio in giro nella terra dei Filistei, ai templi dei loro idoli e al popolo. Deposero le sue armi nel tempio di Astarte e appesero il suo corpo alle mura di Bet-Sean. Gli abitanti di Iabedi Gàlaad vennero a sapere quello che i Filistei avevano fatto a Saul. Tutti i guerrieri si mossero: viaggiarono tutta la notte e presero il corpo di Saul e i corpi dei suoi figli dalle mura di Bet-Sean, li portarono a Iabee qui li bruciarono. Poi presero le loro ossa, le seppellirono sotto il tamarisco che è a Iabee fecero digiuno per sette giorni.
SALMO Sal 49 (50)
Viene il nostro Dio e non sta in silenzio.
Al malvagio Dio dice:
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa. R
Capite questo, voi che dimenticate Dio,
perché non vi afferri per sbranarvi
e nessuno vi salvi.
A chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio». R
VANGELO Lc 10, 38-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre erano in cammino, il Signore Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Samuele
La prima lettura, di fatto, è la narrazione di una battaglia. Una battaglia terribile, nella quale Israele ha la peggio. È una vera e propria tragedia. Non solo l’esercito perde, ma, in un solo giorno, perde la vita il re con i suoi tre figli e i suoi principali collaboratori. Più che essere una battaglia persa è una vera e propria disfatta. Davide, che dovrà succedere a Saul, in questa battaglia vede morire anche Gionata, appunto figlio del re Saul e suo migliore amico. Anche per Davide deve essere stata una tragedia. Tragedia personale: perse un amico. Tragedia di popolo: come tutto Israele si sentirà messo alla prova da una sventura così grande e così forte. Ma perché accadde tutto questo? I profeti lo narrano benissimo: perché non si ascoltò la parola del Signore. Come spesso accade la politica fa scelte che poi pagherà tutto il popolo e questo avviene perché non si fa discernimento sulla volontà di Dio. Saul ha fatto questo, ha pagato anche con la sua stessa morte, ma ha fatto pagare a tutto il suo popolo un prezzo altissimo in una delle più cruente battaglie della storia di Israele e in una delle più brucianti sconfitte.
Vangelo
Il motivo per cui questa sconfitta entra a far parte della storia del popolo eletto, dicevo, è il non aver creduto, il non aver ascoltato la Parola di Dio rivelata dai profeti. Ecco il punto di unione con il Vangelo. Abbiamo una donna, Maria. A lei non è dato di poter essere discepola: è una donna e non è nelle usanze del tempo. Eppure ella, vedendo gli apostoli attorno al Signore e vedendo anche Lazzaro crescere alla scuola di quella parola, capisce che anche lei non vuole perdere quel dono. Sfidando le convenzioni del tempo, sfidando anche i rapporti in famiglia, ella si siede ad ascoltare. È un gesto apparentemente banale ma in realtà non lo è. Il suo è un atteggiamento di rispettosa sfida. Senza voler inimicarsi nessuno, senza voler sfidare nessuno, questa donna prende una decisione che provoca. È Gesù in persona che la difende. Ella si è sottratta al ruolo di padrona di casa non per mancar di rispetto alla sorella, nemmeno per mancare di rispetto all’ospite. Se ella ha fatto questo è perché ha capito che c’è qualcosa di più importante. Ella ha capito che occorre essere sempre dalla parte del Signore. Questo è ciò di cui c’è più bisogno! La sua parola illumina, ristora, fa crescere, aiuta, sostiene. Ecco perché non si è sottratta all’ascolto, lei che pure non vuole sottrarsi ai lavori domestici o ai doveri dell’accoglienza in famiglia. Maria capisce che c’è un ordine: queste cose possono venire dopo. Prima ci deve essere il rispetto della parola e della volontà di Dio, altrimenti si rischia di sovvertire l’ordine di importanza delle realtà della vita, andando incontro a risultati catastrofici. Come quello di Saul.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa diciamo noi di tutto questo?
- Quale ricaduta nelle nostre vite?
Forse, a ben guardare, anche noi non viviamo, poi, in modo così differente da quello di Saul. Anche noi diciamo di credere alla Parola, ci mancherebbe! Ma, credo, non sempre siamo in grado di viverla! Anche noi facciamo scelte che nascono da criteri personali e non da quelli che il Vangelo ci raccomanda. Questo è vero non solo a livello sociale, ma anche a livello personale. Noi per primi facciamo così! Anche se, poi, magari critichiamo le scelte fatte da società, raggruppamenti, istituzioni a cui anche noi apparteniamo. Se volete mi pare che la Parola di Dio di oggi ci dica quanto è difficile mettere in pratica ciò che ci è stato insegnato. Allora che fare? Rinunciare? Non credo occorra! Assolutamente! Piuttosto questa constatazione dovrebbe suscitare in noi un interesse ancora maggiore per la Parola di Dio e per quello che ne deriva. Chiediamo al Signore questa grazia, mentre entriamo nella settimana più importante del mese di agosto e mentre ci apprestiamo a venerare la Vergine Maria proprio come colei che ha accolto la Parola e l’ha messa in pratica.