Mercoledì 08 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio – Mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Dopo la festa liturgica della Madonna del Rosario e in attesa della grande festa di domenica, dedicheremo questa terza serata degli esercizi alle relazioni di amicizia. Così trovo utile anche in questa riflessione pensata per la Messa del mattino, cercare nella Parola di Dio che ci viene donata, lumi per questo tema.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 1Tm 2, 8-15
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, voglio che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche. Allo stesso modo le donne, vestite decorosamente, si adornino con pudore e riservatezza, non con trecce e ornamenti d’oro, perle o vesti sontuose, ma, come conviene a donne che onorano Dio, con opere buone. La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull’uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre. Ora lei sarà salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con saggezza.

SALMO Sal 144 (145)

Benedetto il nome del Signore.

Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza. R

Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare. R

Diffondano il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino la tua giustizia.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R

Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva. R

Canti la mia bocca la lode del Signore
e benedica ogni vivente il suo santo nome,
in eterno e per sempre. R

VANGELO Lc 21, 20-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti».

Timoteo

Il tema della lettera a Timoteo è certamente il più interessante da questo punto di vista e tutti dobbiamo stare attenti a non pensare che questo modo di procedere dell’apostolo sia, in qualche modo, vecchio, segnato dalla storia, sorpassato, insomma, una cosa che possiamo tranquillamente leggere senza pensarci poi troppo. Non è così perché se è vero, da un lato, che ci sono delle condizioni storiche che, ovviamente, sono superate, dall’altro la Parola di Dio ha sempre una verità che vale per tutti i tempi. San Paolo aveva certamente molte amiche donne. Cosa che emerge anche rispetto a Gesù nel Vangelo o anche dalle altre lettere apostoliche. Era prassi che gli apostoli si facessero accompagnare, nei loro viaggi, nelle visite alle chiese, da donne. Le parole di Paolo inneggiano a una qualità che sempre occorre avere in tutte le relazioni ma, in particolare, con le donne: il rispetto. Il rispetto è una realtà molto complessa che ha un elemento esteriore ma che, poi, fa riferimento a doti interiori. Il rispetto si vede dal portamento, da come uno si veste, da come uno si pone davanti agli altri. Questo livello esteriore dice già molto. Ci sono modi di apparire che chiedono rispetto e altri modi di apparire che, invece, non lo suppongono affatto. Ecco perché San Paolo richiama tutti ad un modo di apparire, ad un modo di essere che sia improntato a donare rispetto agli altri e a generare rispetto per sé stessi. Già questo è un tema mai banale e sul quale occorre sostare. In secondo luogo San Paolo scende più nel profondo e ci dice che, in verità, noi non sappiamo mai bene cosa c’è nel cuore di una persona, non sappiamo mai bene cosa si muove dentro l’animo umano. Ecco perché occorre un rispetto molto più profondo, che non nasce solo da come uno si pone, dalle cose esteriori che si vedono. In una relazione di amicizia il rispetto per la persona è tutto. Ed è proprio dal rispetto per l’altro che dipendono, poi, una serie di comportamenti che mirano a dire, a tutti i livelli, come occorre vivere nel rispetto degli altri. Il cuore di una relazione di amicizia è il rispetto.

Vangelo

Il Vangelo è molto più difficile perché ci parla, nell’ambito del discorso escatologico, della devastazione e della distruzione di Gerusalemme. Sembra quasi di vedere i nemici accampati, di sentire il rumore delle armi e il lamento dei feriti, in un clima di devastazione che richiama da vicino molte immagini che noi tutti abbiamo nella mente e nel cuore perché arrivano quotidianamente nelle nostre case da molti punti del mondo, focolai di tensioni, guerre, rivolte tribali. La cosa più importante sulla quale insiste il Vangelo è proprio legata al concetto di “nemico”. Il nemico è il contrario dell’amico. Se l’amico viene per edificare una relazione, il nemico viene esattamente per l’opposto, ovvero per distruggerla. Il nemico nel senso evangelico di questo brano è proprio colui che vuole togliere con violenza la vita all’altro. Gesù prende una posizione molto chiara in proposito. C’è anche un “tempo dei nemici”, cioè c’è un tempo in cui i nemici hanno la meglio. La cosa è devastante, perché Gesù sta parlando dei nemici della fede che, in alcuni momenti, avrebbero avuto il sopravvento proprio su coloro che credono. Cosa che, storicamente, si è ripetuta varie volte in modi e tempi diversi. C’è un tempo dei nemici e non ci si può fare niente. Occorre rispettare anche questo tempo. Nel tempo dei nemici l’unica cosa da fare è rimanere legati all’amico Gesù, all’amico Dio. Il tempo dei nemici è, comunque, un tempo di testimonianza e un tempo per sperimentare, pur nelle difficoltà e nelle devastazioni, la consolante presenza di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

C’è una frase che mi piace citare, tratta dal testamento del superiore dei monaci di Tibhirine, i famosi martiri moderni dell’Algeria. Lo sappiamo bene, i monaci si aspettavano una cosa del genere. Ecco che il superiore della comunità si rivolge a quel nemico che verrà nell’ultima ora proprio per togliergli la vita come all’ “amico dell’ultima ora”.   Mi pare che quest’uomo sia il Vangelo reso persona, il Vangelo incarnato. Quest’uomo sa che gli verrà tolta la vita in modo violento, eppure dice a chi di fatto compirà questo gesto che egli sarà “l’amico dell’ora ultima”. Amico perché non sa il male che compie, amico perché immetterà i monaci nel mistero di Dio per sempre. Quel gesto di violenza sarà trasformato, da Dio, in un atto di amore unico dei monaci che accettando il sacrificio delle loro esistenze, saranno tutti immersi nell’amore di Dio che tutto purifica e che tutto comprende in sé. Credo che anche noi, che pure abbiamo fede, siamo lontanissimi da una concezione di questo genere! Se è così forse è perché ci manca ancora molto per raggiungere quel rispetto dell’altro, anche del nemico, di cui ci hanno parlato le Scritture. Per questo, già da questa mattina, vi propongo di riflettere a lungo e in maniera molto seria sul tema del rispetto degli altri che genera amicizia o che custodisce amicizie già nate. Il rispetto che è fondamentale per la vita di tutti, il rispetto che deve brillare nel cuore di ciascuno, sempre. Il rispetto per il quale occorre anche darsi da fare esteriormente, valorizzando tutte quelle espressioni del corpo e del vivere che sono improntate a custodire, a sviluppare, a far nascere questo sentimento di cui tutti abbiamo bisogno. Vediamo bene quanto nelle società occidentali, manchi il rispetto per la persona. Chiediamolo a Dio, come dono da ricevere, ma impegniamoci anche noi un po’ di più per fare in modo che le persone siano più rispettate. Nasceranno, certamente, nuovi legami di amicizia.

2025-10-02T09:40:05+02:00