Martedì 08 dicembre – Immacolata concezione della Beata Vergine Maria

Immacolata concezione della Beata Vergine Maria

La festa dell’Immacolata, che ogni anno celebriamo con cura, affetto, devozione, ci parla di molteplici forme di sapienza: la sapienza di Dio, la sapienza della Vergine, la sapienza dell’uomo.

Isaia

Is 16, 1-5
Lettura del profeta Isaia

In quei giorni. Isaia disse: «Mandate l’agnello al signore della regione, da Sela del deserto al monte della figlia di Sion. Come un uccello fuggitivo, come una nidiata dispersa saranno le figlie di Moab ai guadi dell’Arnon. Dacci un consiglio, prendi una decisione! Rendi come la notte la tua ombra in pieno mezzogiorno; nascondi i dispersi, non tradire i fuggiaschi. Siano tuoi ospiti i dispersi di Moab; sii loro rifugio di fronte al devastatore. Quando sarà estinto il tiranno e finita la devastazione, scomparso il distruttore della regione, allora sarà stabilito un trono sulla mansuetudine, vi siederà con tutta fedeltà, nella tenda di Davide, un giudice sollecito del diritto e pronto alla giustizia».

1 Tessalonicesi

1Ts 3, 11 – 4, 2
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi

Fratelli, voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù guidare il nostro cammino verso di voi! Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi. Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.

Vangelo

Mc 11, 1-11
✠ Lettura del vangelo secondo Marco

In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”». Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!». Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.

Genesi

Molte sono le forme secondo le quali possiamo tradurre l’infinita sapienza di Dio. Il libro della Genesi ci parla di una particolare sapienza di Dio: la sapienza di chi custodisce la Vita. Dio custodisce la vita poiché Egli è la vita. Egli è la sorgente, l’inizio, il principio, il sostegno di ogni vita. La sapienza di Dio è la sapienza che sa custodire l’amore nel quale ogni vita viene pensata e grazie al quale ogni vita nasce e cresce. La sapienza di Dio è la sapienza di Colui che preserva dal male o che libera dal male, quando questo tenta di soggiogare la vita degli uomini che è dono di Dio. La sapienza di Dio è la sapienza che genera la vita e che custodisce la vita.

Insipienza dell’uomo è non custodire la vita. Atteggiamento contrario alla sapienza di Dio è attentare alla vita. È il peccato originale, quel sentimento dell’uomo che, invece di rivolgersi a Dio da cui viene la vita ed ogni altro bene, si rivolta contro Dio, volendo diventare, in forma autonoma, generatore di vita. È questo il peccato dell’uomo che conduce alla morte. Staccarsi dalla sorgente della vita, non produce vita alternativa, ma morte.

Solo la sapienza di Dio riuscirà a riportare l’uomo a quella sorgente di vita da cui proviene ogni grazia e ogni bene.

Vangelo

La sapienza di Maria è la sapienza di chi nasce senza peccato. Per grazia.

È la sapienza della “piena di grazia”, la sapienza di colei che, per dono singolarissimo di Dio, in previsione del compito singolare che a Lei sola è riservato, viene preservata da qualsiasi peccato, anche da quello originale.

È la sapienza della “piena di grazia”, la sapienza di colei che, per grazia, custodisce nel suo grembo la Vita che è Gesù. Non solo la vita di Gesù, come ogni madre custodisce la vita del suo bambino, ma anche la vita che è Gesù. Egli, che è Dio con il Padre e con lo Spirito Santo, è la sorgente di ogni vita. È il prodigio mirabile per cui la sorgente di ogni vita si fa carne nel grembo della Vergine.

È la sapienza della “piena di grazia”, la sapienza di colei che, per scelta, accompagna la Vita che ha generato. In tutti i suoi giorni, in tutte le sue esperienze, in tutte le sue espressioni di amore, fino all’ultima, quella del Calvario e della morte.

È la sapienza della “piena di grazia”, la sapienza di colei che, dopo la morte e risurrezione del Signore, accompagna la vita di coloro che sono stati rigenerati alla sorgente della vita che è Gesù.

È la sapienza della “piena di grazia”, la sapienza di colei che, Assunta al cielo, accompagna la vita degli uomini in tutte le sue espressioni, perché tornino al Figlio Suo, autore di ogni vita e di ogni bene.

La sapienza della “piena di grazia” è la sapienza di Colei che, avendo ricevuto per grazia un dono sublime e singolare, diventa causa di sapienza per coloro che seguono il suo esempio, la onorano, la pregano, la invocano.

Efesini

La sapienza degli uomini è quella di chi segue la Vergine e da lei si lascia guidare per seguire il Figlio Suo. La sapienza degli uomini è quella di chi non si sente né santo né immacolato, eppure sa di poter essere, come diceva l’Apostolo nella sua lettera, “santo e immacolato” non per merito, ma per grazia. È la sapienza di chi sa di essere stato rinnovato nel fonte battesimale. È la sapienza di chi sa che la sequela onesta e generosa del Cristo anche attraverso l’aiuto e la forza della Vergine, è il cuore dell’esistenza. È la sapienza di chi sa che, non essendo santo e immacolato nell’essenza, lo può diventare nella carità. È l’esercizio della carità fattiva e generosa, è il prodigarsi nelle mille esigenze della carità che rende santi e immacolati, anche quando non si è tali. È la sapienza di chi, riconoscendosi profondamente peccatore, rimette il proprio peccato nelle mani di Dio e guarda alla Vergine Santa come modello di vita. È la sapienza di chi non sa altro che rimettersi nelle mani del Signore con tutta umiltà, con tutto sé stesso, con tutta quella forza di intercessione che implora dalla Beata Vergine a cui affida ogni sua supplica e richiesta.

La sapienza degli uomini è anche la sapienza di chi sa di essere “predestinato”, cioè sempre atteso nell’incontro con il Padre che, per ciascuno, ha preparato un posto nella casa degli immacolati. Di coloro che, non essendolo per grazia come la Beata Vergine, lo diventano grazie alla redenzione di Cristo. È così che l’uomo cammina in mezzo al mondo, come uno che è chiamato, da sempre, e, quindi predestinato, alla salvezza eterna.

La sapienza ci invita a:

Custodire queste forme di sapienza è l’unico vero compito che ci viene affidato per la vita.

Custodire la vita in nome di Dio. Custodire la nostra vita, che è il primo e il più alto dono del Padre insieme al dono incommensurabile della fede. Custodire la vita degli altri, la vita di chi ci viene affidato come la vita di chi ci vive solo accanto. Custodire la vita è la prima forma di sapienza di coloro che onorano il nome di Dio e custodiscono una devozione del tutto singolare e particolare per la Vergine Maria.

Custodire la fede, per essere, ad imitazione della “piena di Grazia”, uomini e donne del tempo che custodiscono la grazia loro riservata, la grazia che li costituisce esempi, richiami, punto di riferimento per gli altri. I cristiani di oggi, custodendo l’esempio della “piena di grazia” e chiedendo a Lei aiuto e protezione, sono una benedizione per il mondo.

Custodire il senso di una chiamata alla condivisione della vita eterna, è il compito di sapienza che ogni uomo vive, che ogni persona desidera, che ogni credente può fare proprio. In nome di Dio e con l’aiuto della Vergine Santa.  Ecco il compito singolare del cristiano nel tempo moderno, se vuole imitare da vicino la Vergine Madre.

Provocazioni di sapienza:

  • Custodisco la vita?
  • Invoco la piena di grazia perché mi assista e mi guidi nel cammino?
  • Mi sento chiamato a quella esperienza di predestinazione alla salvezza che rende anche me santo e immacolato?

Preghiera alla Sapienza:

Vergine Immacolata Maria,

tu sei la piena di grazia.

Tu sei colei che porta nel mondo l’autore della vita, colui che chiama tutti alla salvezza, predestinandoci ad essere suoi figli.

Ascolta, Vergine Santa, la nostra preghiera. Intercedi per noi, incapaci di custodire la vita, perché possiamo diventarlo.

Ascolta la preghiera di chi non è né santo né immacolato, eppure si dispone ad una esperienza di grazia che può renderlo tale. Invitaci ad essere santi e immacolati nella carità. L’osservare le esigenze del povero, dell’umile, del debole, dell’indifeso sia, per noi tutti, occasione di promozione del nostro cammino di santificazione.

Maria, Vergine Immacolata, che stai per donare nuovamente tuo Figlio al mondo, rendici saldi nel cammino e pazienti nell’attesa, perché possiamo gioire insieme con te nella Casa del Padre, alla presenza del Tuo Divin Figlio.

Amen.

2020-12-04T22:35:13+01:00