Martedì 17 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

Questo giorno ci dona una lezione spirituale importantissima: la storia di Mosè. La rileggiamo insieme anche alla luce dell’insegnamento del Vangelo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 2, 1-10
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!».

SALMO Sal 104 (105)

Il Signore è fedele alla sua alleanza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R

Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
e agissero con inganno contro i suoi servi. R

Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam. R

VANGELO Lc 4, 25-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Esodo

La storia di Mosè e il ministero di Gesù sono tutt’e due storie che rischiano di naufragare subito a causa della morte che incombe su di loro. Nel caso di Mosè la morte era già stata decretata: non era lecito tenere bambini maschi. Andavano soppressi subito, appena ci si accorgeva che stava nascendo un maschio. Se la mamma di Mosè, insieme alla levatrice, non si adattano a questa legge, è per pietà, è per compassione. Il bambino è troppo bello: come è possibile sopprimere la vita, dono di Dio? Ecco tutti i tentativi possibili per nasconderlo. Cosa che può occupare solo un piccolo spazio di tempo. Saranno poi l’affidamento a Dio e l’astuzia della sorella di Mosè a salvare la vita del piccolo e a garantire per lui che ci sia qualcuno che si prende cura di lui. Pensiamo al dolore di una mamma che affida alle acque di un fiume il suo piccolo; pensiamo al dolore di una famiglia che deve sfidare il destino; pensiamo a cosa devono aver visto chissà quante famiglie. Noi leggiamo la storia di Mosè come se fosse un bel romanzo, ma dimentichiamo che essa è storia di uomini, dimentichiamo che, dietro al racconto, ci sono volti di donne, di uomini concreti, con i loro pensieri, con le loro domande, con le loro paure e anche con i loro limiti. Tutto, come ci dice il testo bellissimo che stiamo rileggendo, è però nelle mani di Dio, che salva la vita degli uomini anche dalle forze della natura e dalle leggi degli uomini stessi.

Vangelo

Così anche nel Vangelo. Più volte, nel corso del ministero di Gesù, sentiamo che ci fu qualcuno, qualche gruppo, qualche partito, che aveva nel cuore di sopprimere il Signore. Sappiamo bene che questo progetto non venne mai attuato, se non alla fine della vita del Signore, quando la volontà di Dio passò anche per quegli atti che noi ricordiamo nella Pasqua del Signore. Non dobbiamo mai dimenticare, però, che la vita del Signore fu davvero sempre in pericolo. La vita di Cristo fu sempre vita avversata, fu sempre davvero vita messa in discussione, fu sempre e davvero vita ostacolata. Fin dalle origini, fin dal primo atto del suo ministero ci fu chi si oppose al Signore. Questo ci dice come Cristo fu sempre al corrente di quello che sarebbe capitato nella sua vita e come Cristo accettò sempre che la sua vita, la sua parola, il suo modo di vivere, di comportarsi, di parlare, fosse messo in discussione e, di fatto, non accettato da molti. Posizione che il Signore ha sempre rispettato, non togliendo mai la possibilità ma anche la responsabilità della libertà all’uomo. Dio, che in Cristo si manifesta all’uomo, rispetta sempre la libertà con la quale il Padre ha, da sempre, pensato alla sua creazione e, in particolare, all’uomo. A rischio della stessa vita di Cristo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa mi dicono queste letture?
  • Come vedo il progetto di chi elimina l’altro?

Anche oggi credo che queste letture siano di schiacciante attualità. Esse, nel loro insieme, ci dicono che un pensiero che è sempre alla portata di tutti gli uomini, è quello di schiacciare l’altro, è quello di mettere a repentaglio la vita dell’altro, è quello di sopprimere chi pensa diversamente, agisce diversamente, vive manifestazioni culturali diverse da quelle che uno sente come proprie. Il desiderio di sopprimere l’altro viene a tutti. Certo, c’è chi non riesce a controllarlo e si lascia andare anche alla soppressione fisica del fratello. Ma anche chi non arriva a tanto, nei suoi pensieri, nelle sue parole, magari anche con qualche modo di fare, di vivere, testimonia che vorrebbe proprio sopprimere l’altro. Negare il diritto di parola, negare il diritto di ascolto, opprimere le idee degli altri, mettere l’altro in una condizione nella quale percepisce la propria minoranza, la propria limitatezza, la propria povertà, sono tutte modalità con cui si può esprimere il desiderio di soppressione dell’altro. Magari a qualcuno di questi livelli siamo arrivati anche noi! Magari anche noi ci siamo comportati, talvolta, in maniera tale da non rispettare l’altro in qualcuno di questi modi! Ecco perché la Parola di Dio che leggiamo oggi ci educa e ci richiama ad avere sempre in grandissima considerazione la vita dell’altro. La Parola di Dio ci richiama ad un rispetto non formale, ma reale, vero, profondo, senza il quale la vita dell’altro è davvero compromessa, minacciata. Chiediamo al Signore di essere sempre così pieni del suo spirito da poter sempre vedere negli altri, l’impronta della sua immagine. Chiediamo al Signore di saper sempre camminare nella luce dei suoi insegnamenti, perché sappiamo sempre rispettare la vita sacra degli altri. Preghiamo perché non siano le diversità a farci dubitare della bellezza e della ricchezza che è ogni vita umana. Preghiamo perché, davvero, ci sia grande attenzione a vivere nel rispetto di tutti, per il bene di ciascuno.

2025-06-17T09:26:24+02:00