Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – Lunedì
La spiritualità di questo giorno
Dopo la domenica della Santissima Trinità, riprende il cammino di questo tempo dopo Pentecoste che ci farà rileggere tutta la storia della salvezza. Il libro di riferimento, anzitutto, sarà l’Esodo. Segnaliamo, però, che in questa settimana vivremo la grande solennità del Corpus Domini, festa dell’Eucarestia, nella quale ricorderemo anche don Antonio nel suo 45° di sacerdozio. Oggi, poi, inizia anche l’oratorio estivo e, quindi, vi invito a pregare con sincerità e con forza per i nostri ragazzi che iniziano questa fase significativa del nostro sistema educativo. Sarà quindi una settimana importante anche da questo punto di vista. Le due Scritture di oggi possono essere rilette insieme a partire dal tema della conoscenza.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 1, 1-14
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Questi sono i nomi dei figli d’Israele entrati in Egitto; essi vi giunsero insieme a Giacobbe, ognuno con la sua famiglia: Ruben, Simeone, Levi e Giuda, Ìssacar, Zàbulon e Beniamino, Dan e Nèftali, Gad e Aser. Tutte le persone discendenti da Giacobbe erano settanta. Giuseppe si trovava già in Egitto. Giuseppe poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione. I figli d’Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto forti, e il paese ne fu pieno. Allora sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. Egli disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi. Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese». Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses. Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva, ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti. Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza. Resero loro amara la vita mediante una dura schiavitù, costringendoli a preparare l’argilla e a fabbricare mattoni, e ad ogni sorta di lavoro nei campi; a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.
SALMO Sal 102 (103)
Benedetto il Signore, salvezza del suo popolo.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R
Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. R
VANGELO Lc 4, 14-16. 22-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria».
Esodo
“Sorse un re che non aveva conosciuto Giuseppe”. La prima lettura mette questa frase per giustificare quello che segue. Il nuovo Faraone, che non sa cosa ha fatto Giuseppe e che non conosce nemmeno il motivo per cui tanti ebrei sono nel suo territorio, incomincia a fare una politica di repressione nei confronti degli ebrei. Non si sa cosa potrebbe succedere, questi stranieri sono troppi nel paese, se ci sarà una rivolta potremmo avere la peggio proprio noi egiziani… Insomma, dietro al ragionamento del Faraone sta il calcolo politico, il ragionamento a difesa della propria identità. Non c’è la minima intenzione di ragionare in base alla storia, non c’è la minima attenzione per l’uomo. Il popolo di Israele viene ridotto a pura forza lavoro, togliendo qualsiasi dignità ma anche opprimendo qualsiasi sogno dei singoli. Inizia così uno dei periodi più bui e più duri della storia di Israele, il tempo della schiavitù in Egitto. La non conoscenza della storia provoca sempre grandi danni.
Vangelo
Così anche nel Vangelo. Si dà per scontata l’identità di Gesù perché si conosce sua madre, perché si conoscono i suoi parenti, perché si sa dove abita, perché si conosce la sua parentela… Dal momento che il Signore ha passato circa trent’anni della sua vita a Nazareth, si pensa di poter sapere tutto di lui e di poter dire tutto su di lui, senza che ci sia lo spiraglio per la minima novità, tantomeno per la domanda di fede. In questo caso è una presunta conoscenza che limita e forse blocca del tutto qualsiasi domanda di fede.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa mi dicono queste letture?
- Come vedo il mio mondo da questo punto di vista?
Credo che le due letture dicano a noi tutta la loro attualità. In effetti anche noi possiamo vedere molti casi dove la mancata conoscenza della storia, provoca danni grandi e forse irreparabili a milioni di uomini. Le domande che sono nel cuore del Faraone, sono le domande che ci sono nella mente di moltissimi governanti attuali, ma, forse, anche di moltissime persone e anche di taluni di noi. Il tema di come interpretare la presenza degli stranieri, non è solo un tema nostro, non è solo un tema del nostro mondo, in questo momento storico. È un tema sul quale si è confrontata sempre la storia degli uomini, con diversi risultati. Molto spesso, però, a discapito degli stranieri, ritenuti come un pericolo, come gente che è di serie “b”, non certo come un’umanità da conoscere, da capire, da aiutare.
Se manca tutto questo oggi è perché non si è ben capita la lezione del Vangelo, che ha insegnato che ogni uomo ha la sua dignità che non può assolutamente essere ridotta, calpestata, misconosciuta, cancellata. Per il cristiano, poi, dovrebbe valere proprio l’insegnamento che il Vangelo di oggi ci dona. Se ogni uomo è immagine e somiglianza di Dio, noi dovremmo essere sempre pronti a capire come Dio si manifesta, anche in un contesto noto, conosciuto, alla nostra portata. Credo che sia molto forte il richiamo che viene a ciascuno di noi in questo momento storico. Almeno noi cristiani dobbiamo essere quelli che non ci rassegniamo mai alla conoscenza per sentito dire, alla conoscenza superficiale, alla cancellazione della dignità dell’uomo e dei suoi diritti fondamentali. In questo senso, iniziare una nuova settimana così importate, ci deve mettere subito dalla parte di chi vuole cercare, a partire dall’Eucarestia, di ricostruire la propria dignità umana, per riscoprire il significato e la bellezza di quella degli altri. Chiediamo questa grazia in questo giorno, per essere davvero sempre pronti a riconoscere l’inviolabile dignità della persona umana, dei popoli, delle nazioni. Chiediamo a Dio la forza di saper sempre rispettare tutto questo, a lode del suo nome e per il bene di tutta quanta l’umanità.