Santissima Trinità
Introduzione
- Che idea ci siamo fatti della Trinità?
In effetti non credo che il primo e grande mistero della nostra fede cattolica sia sondato più di tanto. Più che altro siamo attenti al secondo grande mistero della fede: l’incarnazione, la passione, la morte e la risurrezione del Signore. Forse la conoscenza del Vangelo, forse la ripetizione dell’anno liturgico ci portano a pensare più a questo grande mistero che non al primo. Siamo, peraltro, un poco scoraggiati dal pensare alla Trinità forse anche perché pensiamo che sia un mistero molto difficile, complesso da affrontare, difficile da discutere. Insomma una questione per grandi teologi. Eppure non è così e a dircelo sono anche le scritture che abbiamo ascoltato oggi.
La Parola di Dio
LETTURA Gen 18, 1-10a
Lettura del libro della Genesi
In quei giorni. Il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto». Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono. Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
SALMO Sal 104 (105)
Il Signore è fedele alla sua parola.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto. R
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.
Ha dato loro le terre delle nazioni
e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
perché osservassero i suoi decreti
e custodissero le sue leggi. R
EPISTOLA 1Cor 12, 2-6
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, voi sapete che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!»; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
VANGELO Gv 14, 21-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
La Trinità è una storia
Le tre scritture ci dicono che la Trinità è una storia. È la storia di Dio che si rivela all’uomo ma non di colpo, non in un solo atto, ma dentro la storia degli uomini. Dio non si rivela nel suo essere tutto d’un colpo. L’uomo non lo avrebbe capito, non lo avrebbe sopportato. La rivelazione di Dio ha una apparenza e un punto di arrivo. La partenza è Abramo, il punto di arrivo è Gesù Cristo. Abramo comprende qualcosa del mistero di Dio, incomincia a comprendere che la Trinità è un mistero personale, come gli viene detto nel famoso episodio delle tre querce di Mamre che noi abbiamo ascoltato nella prima lettura. Da lì inizia tutto un itinerario, che coinvolgendo i patriarchi, Mosè, i profeti e i grandi sapienti di Israele, giungerà fino a Gesù che è l’apice della rivelazione, il cuore della rivelazione, la definitività della rivelazione. È in questo lungo spazio di tempo, che noi chiamiamo storia della salvezza, che Dio si rivela, rivela il suo nome, rivela il suo volto, rivela il suo essere accanto all’uomo per accompagnarlo. La Trinità non è, quindi, primariamente un concetto, un’idea, un’astrazione, ma è la verità di Dio che entra nella storia dell’uomo. Una storia di rivelazione che avviene nel corso dei secoli, che giunge alla sua definitività e pienezza con Cristo, una rivelazione che la Chiesa rende viva nella storia che continua.
… una storia di amore
Questo mistero della Santissima Trinità ha un cuore, ha un contenuto. Il cuore della Trinità è l’amore. È l’amore di Dio Padre che crea, è l’amore del figlio che redime il mondo, è l’amore dello Spirito Santo che lega insieme le tre persone della Santissima Trinità e che, al tempo stesso, spira nel cuore degli uomini e nelle loro menti qualsiasi proposito di bene che si possa concepire ed attuare. La storia del Dio Trinitario che si rivela è una storia di amore. Un amore che non rimane confinato in sé stesso ma che abbraccia l’intero universo, il cui apice è l’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio e chiamato alla comunione con Lui. Dunque la storia della salvezza è la storia dell’amore trinitario di Dio che si rivela, è la storia della Trinità di amore che continua ad immettere nel creato un’impronta indelebile del suo amore.
Inabitati dalla Trinità
Non solo la trinità si rivela nella storia e per passi progressivi, non solo la Trinità rivela il suo amore eterno, misericordioso, appassionante. Al Trinità fa sì che, in qualche modo, il suo stesso amore abiti in noi perché noi possiamo abitare in Lui. Così risulta chiaro ciò che dice il Vangelo, ogni atto di amore che gli uomini sanno compiere, anche inconsapevolmente, ha a che fare con il mistero di Dio. Poiché la trinità è un mistero di amore, qualsiasi manifestazione di amore che gli uomini possano attuare è di origine trinitaria. Qualsiasi moto di amore che nasca dal cuore dell’uomo, nasce per ispirazione dello Spirito Santo, dello Spirito di Dio e tiene uniti tutti nel suo unico mistero. Noi siamo fatti per essere abitati dal mistero di Dio, noi siamo fatti per essere abitati dal mistero della Santissima Trinità. Ecco a cosa siamo chiamati. Ecco a cosa siamo invitati. Questa inabitazione è opera dello Spirito Santo che prende dimora nel cuore di ciascuno e tutti chiama alla salvezza. Lo Spirito, come abbiamo sentito, prende dimora in noi grazie alla Parola. Ogni volta che riceviamo la Parola di Dio, ogni volta che ascoltiamo la Parola di Dio lo Spirito prende dimora in noi e ci dona la forza, il coraggio, la possibilità di essere sempre più conformi al mistero del Padre. Colui che lo Spirito attira a sé, diventa somigliante a sé. Noi, già creati ad immagine e somiglianza di Dio, inabitati dallo Spirito di amore che giunge in noi attraverso la manifestazione della sua parola, siamo chiamati ad essere perfetta immagine di Lui. Saremo immagine perfetta nella vita eterna, mentre ora possiamo solo avvicinarci pian piano esercitandoci nell’amore.
Per noi e per il nostro cammino
Anche noi, uno per uno, oggi, siamo condotti ad una più profonda conoscenza del mistero di Dio Trinità di amore.
Entreremo in comunione con questo mistero solo a condizione che anche noi ascolteremo la sua Parola. Ancora una volta le Scritture ci hanno detto che senza ascolto costante della Parola non nasce quella somiglianza a Dio che, invece, deve coinvolgere ciascuno di noi. Senza ascolto della Parola non c’è modo di crescere nella rivelazione di amore che deve coinvolgerci personalmente.
In secondo luogo, le scritture ci hanno detto che senza una partecipazione di amore al mistero di Dio che si rivela, non c’è conoscenza del suo mistero. È solo quando noi ci lasciamo coinvolgere dal suo amore, diventando, a nostra volta, capaci di compiere gesti di amore che si realizza quella inabitazione del mistero della Trinità in noi che ci deve condurre verso la vita eterna.
Ecco perché la Trinità non è un mistero difficile da conoscere, non è un mistero difficile d’amare, non è un mistero difficile da avvicinare. La Trinità è un mistero di amore che si rivela coinvolgendo l’uomo.
Consiglio a ciascuno di voi di vivere bene le molte manifestazioni comuni con le quali noi invochiamo la Santissima Trinità: il segno della Croce, la preghiera del “Gloria”, la lettura della Scrittura.
Saranno queste le manifestazioni e le modalità che ci daranno l’occasione di attuare nuovi comportamenti di amore, di fraternità e di vicinanza che faranno in modo che anche la nostra storia, ovvero anche la nostra vita sia, man mano, manifestazione sempre più vera e credibile dell’amore di Dio in noi, lasciamoci inabitare dalla Santissima Trinità perché, un giorno, possiamo davvero e per sempre appartenere al suo mistero.