Settimana della 1 domenica dopo l’Epifania – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Siamo sempre alla ricerca di quella piccola oasi che è la Parola di Dio perché possa rinfrancare il cammino di ciascuno.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 43, 9-18
Lettura del libro del Siracide
Bellezza del cielo è la gloria degli astri, ornamento che brilla nelle altezze del Signore. Stanno agli ordini di colui che è santo, secondo il suo decreto, non abbandonano le loro postazioni di guardia. Osserva l’arcobaleno e benedici colui che lo ha fatto: quanto è bello nel suo splendore! Avvolge il cielo con un cerchio di gloria, lo hanno teso le mani dell’Altissimo. Con il suo comando fa cadere la neve e fa guizzare i fulmini secondo il suo giudizio: per esso si aprono i tesori celesti e le nubi volano via come uccelli. Con la sua potenza egli condensa le nuvole e si sminuzzano i chicchi di grandine. Il rumore del suo tuono fa tremare la terra, e al suo apparire sussultano i monti; secondo il suo volere soffia lo scirocco, così anche l’uragano del settentrione e il turbine dei venti. Egli sparge la neve come uccelli che discendono, come locusta che si posa è la sua caduta. L’occhio ammira la bellezza del suo candore e il cuore stupisce nel vederla fioccare.
SALMO Sal 103 (104)
Tutto hai fatto con saggezza, Signore.
Hai fatto la luna per segnare i tempi
e il sole che sa l’ora del tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte:
in essa si aggirano
tutte le bestie della foresta.
Sorge il sole: si ritirano
e si accovacciano nelle loro tane. R
Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,
dissetino tutte le bestie dei campi
e gli asini selvatici estinguano la loro sete.
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde. R
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. R
VANGELO Mc 1, 21-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. A Cafàrnao, il Signore Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Vangelo
Anche oggi la Parola di Dio ci mostra la normalità del cammino. Del cammino della gente e del cammino del Signore. Come è fatta la giornata della gente? Si lavora, ci si prende cura dei malati che sono nelle case, il sabato si va in sinagoga per ricevere una parola che possa illuminare i giorni, dare senso alle cose della vita, spiegare quelle che non si capiscono, aprire il cuore al mistero di Dio. In realtà, ci dice il Vangelo anche con un po’ di ironia, si va in sinagoga anche un po’ distratti, un po’ controvoglia, un po’ per convenzione più che per convinzione, ascoltando questo o quest’altro maestro ma rimanendo, poi, come sempre.
Come è fatta la giornata di Gesù? Gesù prega, al mattino e alla sera in solitudine. Ci sono poi altri momenti, ci sono poi altre esperienze, come quella comunitaria della sinagoga, dove Gesù va non per convenzione, nemmeno per dare l’esempio, ma per riempire il suo cuore dell’incontro con il Padre. La gente lo percepisce, lo vede, dice che Gesù non è come gli altri maestri. Un modo per dire che la preghiera del Signore è assolutamente differente da ogni altra forma di preghiera!
Anche Gesù “lavora”: il suo lavoro è la predicazione, il suo lavoro è il “miracolo”, compiuto perché la sua parola sia creduta e perché si comprenda bene che il suo messaggio di amore è per tutti coloro che vogliono vivere in conformità al Dio che libera dalle paure, dalle ossessioni, per dare vera libertà all’uomo. Anche Gesù sta in casa, vive con gli amici, si preoccupa dei loro malati. Insomma, Gesù fa una vita normale, vive cose normali, “sta” dentro una storia normale, come quella di ogni uomo. Ma poiché questa storia è abitata da Dio, allora, tutto diventa diverso! Tutto diventa nuovo! Tutto diventa possibilità di incontro con il Mistero!
Siracide
Così come ci dice il Siracide. Ci sono uomini che vedono gli astri e rimangono sempre uguali. Non fanno pensieri sulla bellezza delle cose, non ringraziano Dio, non pregano. Ci sono uomini che scrutano il tempo, ma non gioiscono per un arcobaleno, non temono durante una tempesta, non si innamorano di una nevicata, non benedicono per il sole, non temono il freddo… Anche queste vite sono “normali”. Ma mentre la normalità del Vangelo è una normalità benedetta, chi vive una vita di normalità senza capacità di contemplazione, di commozione, di partecipazione, vive una vita normalmente mediocre. Ed è proprio questo che il Siracide vorrebbe che si evitasse. Per questo richiama tutti, con forza, ad uno spirito di contemplazione, come abbiamo anche sentito nei giorni scorsi, per fare della normalità della vita un’occasione di novità e un’occasione di santità nella benedizione di Dio.
Per noi e per il nostro cammino
- Che normalità viviamo?
- Cosa significa, per noi, vivere una normalità che sia occasione di fedeltà a Dio?
Vedete, anche la nostra vita non è molto diversa, nelle sue dimensioni fondamentali, da quello che le Scritture ci hanno detto. Anche noi lavoriamo, anche noi viviamo di relazioni dentro le nostre case, le nostre famiglie, anche noi abbiamo i nostri malati, anche noi andiamo in chiesa… magari come a quel tempo, per convenzione, provando una certa noia, spesso uscendo di chiesa non migliori, ma anzi peggiori di quando ci siamo entrati. Ecco, il Signore ci sta dicendo che questo non è un cammino di fede serio! Questa è una vita normale, una vita dove la normalità diventa peso, realtà che schiaccia, momento di ferialità non certo benedetta. Tutto cambia, tutto diventa benedizione quando, in questa normalità, si immette il mistero di Dio. Mistero che illumina, mistero che apre alla conoscenza, mistero che ridona gioia, mistero che dà senso. Ma, per fare questo, è necessario che uno faccia di quell’oasi che è la preghiera, non un momento formale, ma un momento di respiro dell’anima. Questo è possibile solo dove ci sono testimoni convincenti perché innamorati di Dio. Certo tutti noi possiamo averne trovati, o possiamo anche non averne affatto trovati, dipende dalle esperienze che abbiamo fatto e dove abbiamo cercato, ma, ricordiamocelo sempre, anche noi dovremmo essere proprio quei testimoni appassionati, veri, credibili che spronano il cammino di altri. È solo così, è solo in questa serie di incontri che diventano benedizione che si può fare in modo che la vita non sia solo una serie di giorni feriali che si ripetono, ma una benedizione che spinge sempre più verso Dio, meta di ogni esistenza, premio per ogni cammino di fede autentico.