venerdì 10 marzo

Settimana della 2 domenica di quaresima – venerdì 

La spiritualità di questo giorno di quaresima

Ovviamente il digiuno eucaristico di cui vi ho parlato venerdì scorso perdura anche in questo venerdì come in tutti i venerdì di Quaresima. Ci immergiamo, quindi, nel tema che queste quattro Scritture ci donano, per trarre dalla spiritualità di questo giorno indicazioni generali per il cammino.

Il tema

L’osservanza dei comandamenti, la non osservanza dei comandamenti.

La Parola di questo giorno

I LETTURA Dt 5, 1-22
Il decalogo.
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo ai vostri orecchi: imparatele e custoditele per metterle in pratica. Il Signore, nostro Dio, ha stabilito con noi un’alleanza sull’Oreb. Il Signore non ha stabilito quest’alleanza con i nostri padri, ma con noi che siamo qui oggi tutti vivi. Il Signore sul monte vi ha parlato dal fuoco faccia a faccia, mentre io stavo tra il Signore e voi, per riferirvi la parola del Signore, perché voi avevate paura di quel fuoco e non eravate saliti sul monte. Egli disse: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano. Osserva il giorno del sabato per santificarlo, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né
tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore, tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del sabato. Onora tuo padre e tua madre, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato, perché si prolunghino i tuoi giorni e tu sia felice nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà. Non ucciderai. Non commetterai adulterio. Non ruberai. Non pronuncerai testimonianza menzognera contro il tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo. Non
bramerai la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”. Sul monte il Signore disse, con voce possente, queste parole a tutta la vostra assemblea, in mezzo al fuoco, alla nube e all’oscurità. Non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede». PdD

II LETTURA 1Sam 2, 26-35
Condanna della stirpe sacerdotale di Eli, mostratasi infedele, e annuncio di un sacerdote fedele per sempre.
Lettura del primo libro di Samuele
In quei giorni. Il giovane Samuele andava crescendo ed era gradito al Signore e agli uomini. Un giorno venne un uomo di Dio da Eli e gli disse: «Così dice il Signore: “Non mi sono forse rivelato alla casa di tuo padre, mentre erano in Egitto, in casa del faraone? L’ho scelto da tutte le tribù d’Israele come mio sacerdote, perché salga all’altare, bruci l’incenso e porti l’efod davanti a me. Alla casa di tuo padre ho anche assegnato tutti i sacrifici consumati dal fuoco, offerti dagli Israeliti. Perché dunque avete calpestato i miei sacrifici e le mie offerte, che ho ordinato nella mia dimora, e tu hai avuto più riguardo per i tuoi figli che per me, e vi siete pasciuti con le primizie di ogni offerta d’Israele mio popolo? Perciò, ecco l’oracolo del Signore, Dio d’Israele: Sì, avevo detto alla tua casa e alla casa di tuo padre che avrebbero sempre camminato alla mia presenza. Ma ora – oracolo del Signore – non sia mai! Perché chi mi onorerà anch’io l’onorerò, chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo. Ecco, verranno giorni in cui io troncherò il tuo braccio e il braccio della casa di tuo padre, sì che non vi sia più un anziano nella tua casa. Vedrai un tuo nemico nella mia dimora e anche il bene che egli farà a Israele, mentre non ci sarà mai più un anziano nella tua casa. Qualcuno dei tuoi tuttavia non lo strapperò dal mio altare, perché ti si consumino gli occhi e si strazi il tuo animo, ma tutta la prole della tua casa morirà appena adulta. Sarà per te un segno quello che avverrà ai tuoi
due figli, a Ofni e Fineès: nello stesso giorno moriranno tutti e due. Dopo, farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele, che agirà secondo il mio cuore e il mio animo. Io gli darò una casa stabile e camminerà davanti al mio consacrato, per sempre”». PdD

III LETTURA Lv 25, 1-2a; 26, 3-13
Le benedizioni connesse all’osservanza della Legge.
Lettura del libro del Levitico
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè sul monte Sinai e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò le piogge al loro tempo, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla semina; mangerete il vostro pane a sazietà e abiterete al sicuro nella vostra terra. Io stabilirò la pace nella terra e, quando vi coricherete, nulla vi turberà. Farò sparire dalla terra le bestie nocive e
la spada non passerà sui vostri territori. Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Io mi volgerò a voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi. Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a lungo, e dovrete disfarvi del raccolto vecchio per far posto al nuovo. Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, perché non foste più loro schiavi; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a
testa alta”». PdD

IV LETTURA 1Re 18, 21-39
I sacerdoti di Baal sul Carmelo vengono smentiti e si manifesta l’approvazione di Dio nei confronti di Elia.
Lettura del primo libro dei Re
In quei giorni. Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all’altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia disse ancora al popolo: «Io sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Invocherete il nome del vostro dio e io invocherò il nome del Signore. Il dio che risponderà col fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e fate
voi per primi, perché voi siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco che spettava loro, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non vi fu voce, né chi rispondesse. Quelli continuavano a saltellare da una parte all’altra intorno all’altare che avevano eretto. Venuto mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate a gran voce, perché è un dio! È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà».
Gridarono a gran voce e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agirono da profeti fino al momento dell’offerta del sacrificio, ma non vi fu né voce né risposta né un segno d’attenzione. Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!». Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò l’altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale era stata rivolta questa parola del Signore: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare nel nome del Signore; scavò intorno all’altare un canaletto, della capacità di circa due sea di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro anfore d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. Al momento dell’offerta del sacrificio si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e d’Israele, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola. Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna,
le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!». PdD

I comandamenti

Il tema è presentato da tutte e quattro le Scritture che sono un alternarsi di riflessioni in positivo e in negativo su questo argomento. La pietra miliare da cui partire è la prima lettura che, con molta forza, ha permesso a tutti noi di attingere luce proprio dalle tavole di pietra dei comandamenti. La prima lettura, infatti, ci sta dicendo che il comandamento inciso su pietra non è legge morta, legge da rispettare perché perenne ma estranea all’uomo. La legge di Dio è sempre qualcosa di vivo e di vitale. Qualcosa di vivo: il comandamento non vive in sé, ma nel cuore degli uomini; al tempo stesso il comandamento è vitale, perché dona vita a coloro che scelgono di viverlo. Mosè ha intuito questo ed ha parlato di questa verità. Il comandamento non è mai lettera morta, non è mai tavola di pietra, ma è sempre cuore, carne, aiuto alla riflessione, sostegno nel discernimento. Il comandamento è per i vivi ed è illuminazione dei cuori e delle coscienze. Anche la sua distinzione in tavole, una dedicata a Dio e una al prossimo, è in vista di questo. La vitalità dell’anima si apprende propriamente solo dall’imitazione di Dio.

A questa lettura cardine, seguono due testi, uno in negativo e uno in positivo su cosa significhi osservare i comandamenti.

In negativo abbiamo il primo testo, la seconda lettura, il libro di Samuele, che ha aperto una riflessione attualissima. Samuele è uomo di Dio, uomo che segue la legge in tutto e per tutto, uomo che ha insegnato ai propri figli a credere e a rispettare i comandamenti. I figli, divenuti adulti, fanno ben altro, hanno una fede solo formale, non rispettano minimamente i comandamenti, irridono il loro ruolo di servitori di Dio. Il confronto è tra Samuele che vive i comandamenti e Ofni e Finees che non li rispettano. Così il testo ci ricorda non solo il valore della libertà della coscienza, ma anche come ciascun uomo sia responsabile della fede che gli è stata trasmessa. Capiamo il dramma interiore di Samuele, nel vedere i propri figli, e dunque i giovani più amati, più vicini, che non seguono la via a loro insegnata. La fede, come dirà poi Gesù nel Vangelo, divide. È possibile, nella stessa casa, avere esempi di fede e esempi di depravazione. Appunto come anche nella casa del più famoso dei profeti! Pur con tutta la sua fede, Samuele non ottiene che i figli lo seguano. Tragico è il finale: questi figli moriranno. Non è solo il ricordo della loro sventura, della loro difficoltà di fede, ma una precisa indicazione: la fede rimane scelta libera. Il dono ricevuto, anche da un uomo di fede come Samuele, può essere in secondo piano ed essere, al limite, rifiutato.

In positivo abbiamo la terza lettura che ha come titolo: “le benedizioni connesse all’osservanza della legge”. Il titolo dice già il contenuto della Scrittura. Chi osserva la “legge di Dio” non è solo un uomo retto, onesto, con grandi valori dentro la sua coscienza: è anche un uomo, una donna che sa trasformare il mondo. Infatti è dall’osservanza dei comandamenti di Dio che dipende anche la benedizione sulle cose, sul creato, sul mondo. Come dire: quando uno ha fede, quando uno vive di fede, permette a sé stesso di essere sempre meglio e sempre più immagine e somiglianza di Dio e, per questo, attira benedizione su benedizione per tutti, anche per coloro che non vivono più la fede e per coloro che non amano più Dio. Questo è il grande compito che il credente ha sempre, in ogni tempo, in ogni popolo, in ogni società. Il credente ha il compito di attirare benedizione su benedizione su tutti.

La quarta lettura è molto simile alla seconda e ci mostra, in negativo, cosa succede quando ci si allontana dall’amore di Dio. Anche un esempio di fedeltà a Dio incrollabile: Elia, il grande profeta. Anche se egli è vivo, presente, anche se sta donando il suo esempio a tutto il popolo di Dio, la sua testimonianza rimane quasi “lettera morta”. Tutti hanno deviato, tutti si sono allontanati da Dio e, come abbiamo sentito, si sono messi a servizio degli idoli. Ecco l’idea di Elia, proporre una sfida, per far brillare la fede, ovvero per richiamare tutti alla conoscenza del vero Dio. Elia, anche se è il solo fedele, rende quasi impossibile questa sfida, proprio per far brillare la fedeltà di Dio verso l’uomo. Cosa che, ovviamente, non può avvenire nell’idolatria. Tutto questo è possibile perché il cuore di Elia è un cuore che ama Dio, un cuore che lo serve, un cuore che, ogni giorno, cerca di far brillare la sua presenza in mezzo agli uomini. Elia fa tutto questo per amore di Dio, per servizio dell’uomo. Egli desidera, sopra ogni altra cosa, che tutti gli uomini abbiano un criterio, un punto di riferimento, un Dio a cui parlare. Anche Elia, dunque, ci mostra che la fede non è qualcosa di morto a cui obbedire, ma una relazione con il Dio vivo e vero da onorare.

Il nostro cammino di fede

Credo che, in questo modo, le Scritture richiamino anche noi su due punti.

Anzitutto l’importanza di avere una linea guida per la fede, ovvero l’importanza dei comandamenti anche nel nostro cammino di fede. È chiaro che i comandamenti sono un punto di riferimento per molti, ma oggi moltissimi pensano che siano una legge esterna a noi e, quindi, poco capibile, poco credibile, poco attuabile. È per questo che moltissimi non li ricordano e non li osservano. Le Scritture ci hanno detto il contrario: i comandamenti non sono lettera morta, ma perenne indicazione per un cammino che deve essere fatto di amore, non di osservanza banale, limitata, limitante. L’osservanza è un frutto dell’amore. Se uno ama Dio, l’osservanza dei comandamenti è un atto di amore, perché il credente sa che è da Dio che vengono i criteri guida fondamentali per l’esistenza. L’osservanza dei comandamenti è una scelta di amore. Ecco perché essi sono materia viva, e non solo lettera incisa su pietra!

Dall’altro lato le Scritture ci hanno ricordato che la fede è sempre libera e che anche in una famiglia di fede, come è quella di Samuele, o di fronte ad un esempio di fede, come è Elia, è possibile avere persone, figli, discepoli che non credono a quello che un padre o un maestro testimonia. Questo è propriamente il dramma della nostra epoca e noi vediamo benissimo, in tutte le nostre famiglie, che gli esempi dati anche da noi, gente semplice ma gente di fede, non sono stati ascoltati, seguiti, imitati. Cosa fare? Accompagnare con la preghiera e con l’amore, nell’attesa che accada qualche evento dell’esistenza che riporta sulla via di Dio. Un ritorno alla fede è sempre possibile, ma deve essere liberamente scelto ed abbracciato.

Il richiamo del venerdì

Il richiamo di queste Scritture è, allora, quello ad una fede più attenta, più incisiva, più forte, che diventi, ancor più, occasione di testimonianza e di fedeltà. Impegniamoci noi per primi su questo itinerario, senza dipendere e senza valutare la nostra fede in base ai risultati che riceviamo, ma sempre animati da quella libertà dei figli di Dio che amano stare con il Padre e che si fidano della sua parola e della sua promessa.

Revisione quaresimale

  • Vivo i comandamenti?
  • Sono per me una legge pesante da seguire o un invito ad amare?
  • Come stimolano e come promuovono, oltre che come educano la mia libertà?
  • Come vedo la fede degli altri, soprattutto dei giovani?
  • Chi, in casa mia si è allontanato dalla fede? Come posso pregare per lui/lei?
  • Quale libertà dello spirito so vivere? Di chi mi faccio intercessore presso la Croce del Signore?
2023-04-01T17:05:46+02:00