martedì 10 marzo

Settimana della seconda domenica di Quaresima – martedì

Introduzione

Anche oggi vogliamo che la Parola di Dio continui a provocarci sul tema delle relazioni perché la nostra spiritualità e la nostra vita siano conformi alla rivelazione di Cristo..

La Parola di Dio 

GENESI 19, 12-29
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Quegli uomini dissero a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandato a distruggerli». Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!». Ai suoi generi sembrò che egli volesse scherzare. Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue due figlie che hai qui, per non essere travolto nel castigo della città». Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città. Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!». Ma Lot gli disse: «No, mio signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato grande bontà verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Ecco quella città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù – non è una piccola cosa? – e così la mia vita sarà salva». Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là, perché io non posso far nulla finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Soar. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Soar, quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore; contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. Così, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.

SALMO Sal 118 (119), 65-72

Conservami, Signore, nei tuoi precetti.

Hai fatto del bene al tuo servo,
secondo la tua parola, Signore.
Insegnami il gusto del bene e la conoscenza,
perché ho fiducia nei tuoi comandi. R

Prima di essere umiliato andavo errando,
ma ora osservo la tua promessa.
Tu sei buono e fai il bene:
insegnami i tuoi decreti. R

Gli orgogliosi mi hanno coperto di menzogne,
ma io con tutto il cuore custodisco i tuoi precetti.
Insensibile come il grasso è il loro cuore:
nella tua legge io trovo la mia delizia. R

Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari i tuoi decreti.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento. R

PROVERBI 8, 32-36
Lettura del libro dei Proverbi

La sapienza dice: «Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire gli stipiti della mia soglia. Infatti, chi trova me trova la vita e ottiene il favore del Signore; ma chi pecca contro di me fa male a se stesso; quanti mi odiano amano la morte».

VANGELO Mt 6, 16-18
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

La Parola di Dio

Dio si ricordò di Abramo…

Beati quelli che seguono le mie vie…

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

Siamo di fronte ad un episodio centrale della vita di Abramo, ma anche a una delle pagine più difficili del Primo Testamento. La distruzione di Sodoma e di Gomorra rimane un vero enigma nella Scrittura. Perché sono state distrutte? Come sono state distrutte? In realtà noi non lo sappiamo. L’autore biblico dà una lettura di fede e non una cronaca. Se queste città non esistono più, se queste città che erano tra le più fiorenti non hanno avuto vita oltre un certo limite, è perché non avevano spazio nel disegno di Dio. L’autore biblico dice testualmente che erano città dove proliferava il peccato. Un modo per dire: non sappiamo perché siano state distrutte, ma è certo che se non hanno trovato grazia presso Dio è perché non c’era nessun giusto in esse. Queste città del male ospitavano un giusto: Lot. Lot che si era separato da Abramo, come abbiamo letto settimana scorsa. Ecco perché Lot, amico di Abramo, amico di Dio, viene salvato dalla distruzione di queste città. Il testo sottolinea con forza che egli viene salvato solo per riguardo ad Abramo. Come dire: qualcosa della benedizione di cui gode Abramo passa anche su coloro che Abramo ama. Anche se non se lo meriterebbero! Lot si è voluto separare, ha scelto per sé la parte migliore della Terra Santa, si è comportato da egoista. Ora cosa gli rimane? Niente! Nulla, perché di tutto quello che ha scelto non rimarrà che pietra su pietra. Avrà solo salva la vita per rispetto ad Abramo. Così la Genesi insegna che quando si inseguono le cose, quando si pensa eccessivamente a salvare i propri beni, si rischia di perdere tutto. A differenza di Abramo che, pur possedendo molto, salva tutto, perché non attacca il cuore a nessuna cosa. Abramo, che si fida di Dio, che rinnova costantemente la sua alleanza con Dio, tiene salda non solo la sua vita, ma anche le sue cose, perché affida tutto a Dio. Lot, che si attacca alle cose, non salverà niente. Sua moglie, attaccata al passato, “colei che si volta indietro” e che non sa guardare in avanti, non sa pensare al futuro, perderà anche la vita, rimanendo come una statua di sale. Un modo per dire, come dice il libro dei Proverbi, che chi non segue la via di Dio, alla fine, perde tutto. Chi non cerca di seguire il Signore e si attarda su altre vie, alla fine, non ottiene nulla di nulla.

Queste pagine sono la migliore esegesi al Vangelo. Gesù nel Vangelo ci ricorda che il Padre vede nel segreto. Cosa c’è nel segreto del cuore dell’uomo? Spesso quello che ha cercato Lot, ovvero il desiderio di avere una posizione appetibile, il desiderio di avere molte cose e quello di conservarle per sempre. Questo desiderio non conta nulla di fronte a Dio. Cosa c’è nel cuore di Abramo? Il desiderio di piacere a Dio, il desiderio di servire il Signore, il desiderio di stare presso di lui sempre, al di là di quello che la vita permette di avere o di fare. Questo desiderio è santo, apprezzato da Dio e, per questo, Abramo ottiene tutto. Il suo cuore riconciliato con Dio è in grado anche di riconciliarsi con gli uomini e di dare il giusto valore, il giusto peso ad ogni cosa della vita. Ed è per questo che egli rimane fermo e stabile mentre le cose tutte continuano a mutare.

Per noi e per il nostro cammino di fede

In questo tempo sacro di Quaresima, che è tempo di revisione e di penitenza, le pagine che stiamo commentando pongono a ciascuno di noi una domanda: cosa desideri? Quale desiderio è nel profondo del tuo cuore? Le Scritture ci stanno chiedendo, in questa giornata, di verificarci per vedere se siamo più come Lot o come Abramo. Come Lot, uomini che bramano, che desiderano, che scelgono di possedere, che sono preoccupati delle proprie cose, della propria esistenza e di come essa si evolva. Oppure come Abramo: uomini liberi, uomini che anche se presi da molte cose e in mezzo a molti beni non attaccano a nulla il proprio cuore. Uomini in grado di stare alla presenza del Signore con la propria preghiera, vivendo la propria fede, non desiderando e non bramando altro che di stare con Dio. È l’esercizio tipico di questa Quaresima. Siamo, ormai, quasi a metà del percorso della Quaresima. Noi tutti capiamo che il tempo trascorre velocemente e che, spesso, siamo un po’ duri, siamo un po’ lenti, siamo un po’ distratti e non capiamo che la conversione è una cosa seria, un richiamo importante della vita. Perdere l’urgenza della conversione, lasciare che i richiami cadano un po’ nel vuoto, è un po’ essere come Lot, come sua moglie. Gente che, alla fine, perdendo il richiamo alla conversione, si perde. Chi dunque vogliamo essere? A chi vogliamo assomigliare? Mentre ci mettiamo alla presenza di Dio, colui che scruta e vede nel segreto dei cuori, proviamo a farci seriamente il nostro esame di coscienza. Ci aiuterà a capire come dirigere il cammino verso quell’incontro con il Signore che deve rinnovare il cuore di ciascuno di noi.

Prestiamo molta attenzione alla dinamica del desiderio: più che dirci cosa desideriamo, ci dirà chi siamo nel profondo. La Quaresima serve proprio a questo, a farci capire la nostra identità perché, rientrando in noi stessi, possiamo vivere bene il richiamo ad una fede più costante, autentica, vera, per una vita più serena e, soprattutto, più vera.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Cosa desideri?
  • Quale desiderio è nel profondo del tuo cuore?
  • Vuoi assomigliare ad Abramo o a Lot?
2026-03-06T14:15:57+01:00