Mercoledì 10 aprile

Settimana della 2 domenica di Pasqua – mercoledì

La spiritualità di questa settimana

Le Scritture di oggi sono molto legate al tema espresso dalla parola di Gesù: “rinascere dall’alto”.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 4, 1-12
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro e Giovanni stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducei, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila. Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?». Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

SALMO Sal 117 (118)

La pietra scartata dai costruttori
ora è pietra angolare.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R

Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti. R

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R

VANGELO Gv 3, 1-7
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».

Atti

Partiamo dagli Atti, bellissima descrizione di quanto accadde in quel giorno, ma anche di quanto accade sempre presso tutti gli uomini che cercano di fare del bene. L’immagine degli apostoli che vengono arrestati e che vengono messi in cella “perché ormai era sera” è un’immagine che dice come spesso viene trattata la gente: con superficialità! Molto spesso la gente non viene rispettata, non viene accolta nel suo bisogno, nel suo desiderio di bene e si cerca di andare avanti con ritmi che feriscono nel profondo la persona. Come, sicuramente, si sono sentiti gli apostoli in quella sera. In carcere per amore del Signore, essi trovano il tempo della preghiera, il tempo di un silenzio forzato ma non inutile al loro cammino spirituale. Un tempo di silenzio utile per la coscienza e per permettere al regno di Dio di avanzare.

È proprio in questa condizione di silenzio forzato, di meditazione forzata, che Pietro trova la forza di pensare alla sua difesa del giorno successivo. Colmo di Spirito Santo, egli dirà apertamente che il loro agire ha un’unica sorgente: la risurrezione del Signore. È nel nome del Risorto che essi stanno predicando, è nel nome del Risorto che egli ha compiuto quel miracolo che ha riportato alla salute piena un uomo. Parola franca, parola secca, stringata, se vogliamo, eppure parola di bene, parola che illumina, parola che apre a tutti la possibilità di una comprensione profonda del mistero di Cristo. Parola che, come sappiamo, è rifiutata. Potremmo dire, pensando già al Vangelo, che anche ai sommi sacerdoti, quel giorno, venne offerta una nuova possibilità di rinascere dall’alto. Possibilità rifiutata, scartata, non avendo essi riconosciuto quella parola di bene e quella possibilità di salvezza data a ciascuno di loro.

Vangelo

Nicodemo aveva precedentemente vissuto qualcosa di analogo, in compagnia dello stesso Signore Gesù. Anch’egli uomo colto, anche egli membro del Sinedrio, si è lasciato incuriosire dalla predicazione del Signore e da questa curiosità iniziale si è poi passati ad un più profondo e serio interesse di approfondimento e di verità. Nicodemo si è lasciato attrarre da quell’ideale di risorgere dall’alto che ha conquistato la sua intelligenza e il suo cuore. Nicodemo, pur esperto uomo di fede, comprende che il Signore sta chiedendo qualcosa di più di un approfondimento intellettuale del mistero di Dio. Rinascere dall’alto vuol dire cambiare visione sulla vita, sulle cose, sugli uomini, sul tempo nel quale si vive e questo in omaggio a Dio, che si rende presente, attraverso il Signore, nella vita degli uomini. Nicodemo ed altri del suo rango, capirono che il Signore chiamava ad un rinnovamento di vita che sarebbe diventato attuale, poi, nella sua Pasqua. Approfondimento lento, comprensione non immediata, ma modulata sulla capacità che il Signore ha di far vivere momenti di fede proporzionati a quello che ciascuno può comprendere.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che anche a noi sia proposto qualcosa del genere. Penso che, questa mattina, possiamo pensare anzitutto a quegli uomini e a quelle donne che, nel mondo, sono trattati con sufficienza, come gli apostoli. Penso a quei missionari e più in generale a quei testimoni del Vangelo che, quando propongono una visione di fede sulle cose che capitano, vengono trattati con sufficienza, con distacco, talora, persino, con disprezzo. Esattamente come accade a noi per moltissimi versi e in moltissimi contesti di vita. Credo allora che, oggi, come prima intercessione da presentare al Signore, potremmo invocare la misericordia di Dio per tutti coloro che trattano con distacco e sufficienza i testimoni della fede. È la prima preghiera che possiamo fare perché ci sia una conversione anche dentro di loro.

Una seconda preghiera che possiamo vivere in questo giorno riguarda, invece, ciascuno di noi. Chiediamo quel dono di “curiosità”, di desiderio di approfondire la fede che ha avuto Nicodemo. Sarebbe certo molto bello se questo desiderio potesse crescere dentro di noi. Fino all’ultimo giorno della vita, infatti, noi dovremmo crescere in questo desiderio di bene, di amore, di volontà di conoscere il disegno di Dio su di noi, sul mondo, sulle cose, sulla realtà della vita… Desiderio che si cura solo con la preghiera. Ecco perché questo tempo pasquale potrebbe essere il tempo di una preghiera più forte e più fervida allo Spirito Santo perché accenda dentro di noi questo desiderio di conoscenza e santità.

Provocazioni dalla Parola

  • Abbiamo questo desiderio di conoscenza profonda?
  • Siamo anche noi disposti a rinascere dall’alto?
2024-04-04T18:44:04+02:00