Lunedì 10 maggio

Settimana della 6 domenica di Pasqua – Lunedì

Questa settimana del tempo di Pasqua troverà il suo cuore e anche il suo apice nella festa dell’Ascensione, che celebriamo giovedì, 40 giorni dopo la Santa Pasqua. Ovviamente il lezionario ha, anzitutto, il compito di introdurci nella festa. Con venerdì, infine, cambierà lo schema delle Scritture, per farci vivere bene i giorni che ci condurranno alla Pentecoste.

Vangelo

Gv 13, 31-36
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Quando Giuda Iscariota fu uscito, il Signore Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».

Signore, dove vai?”. La domanda di San Pietro è centrale nella narrazione del Vangelo di oggi. Storicamente è stata posta al Signore nel contesto della Pasqua, quando Gesù faceva riferimento continuo al suo tornare al Padre e tuttavia, come possiamo ben comprendere, deve avere attraversato un po’ tutta la predicazione del Signore e il tempo che i discepoli hanno passato con Lui. “Dove vado io tu, per ora, non puoi seguirmi. Mi seguirai più tardi”. È la risposta del Signore che noi possiamo ben comprendere, ma che Pietro non poteva certo capire. Gesù sta parlando del suo ritorno al Padre che si compie con la sua morte e la sua risurrezione. Anche Pietro, un giorno, sarebbe stato introdotto nella gloria del Padre, ma non ora, non in quel momento, non in quel contesto. Quando Pietro avrebbe iniziato a capire? Anzitutto dopo la risurrezione del Signore e, poi, ancora più approfonditamente nel mistero della sua Ascensione, quando, insieme con gli altri discepoli, ha visto Gesù ascendere al cielo, rendendosi invisibile agli uomini. Infine nella Pentecoste, Pietro, con gli altri, avrebbe definitivamente capito che il Signore era tornato alla gloria del Padre e che quella sorte beata sarebbe toccata anche a loro, ma dopo che ciascuno avrebbe compiuto il proprio percorso di vita e realizzato fino in fondo la propria vocazione. Ecco perché abbiamo letto questo Vangelo nell’imminenza dell’Ascensione e come preparazione a questa festa.

Atti

At 19, 1b-10
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Paolo scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini. Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio. Ma, poiché alcuni si ostinavano e si rifiutavano di credere, dicendo male in pubblico di questa Via, si allontanò da loro, separò i discepoli e continuò a discutere ogni giorno nella scuola di Tiranno. Questo durò per due anni, e così tutti gli abitanti della provincia d’Asia, Giudei e Greci, poterono ascoltare la parola del Signore.

Anche nella pagina degli Atti si fa riferimento alla predicazione di Paolo che sperimenta la permanente presenza del Signore e il suo costante aiuto. Paolo sa che tutto quello che accade nel suo ministero è voluto da Dio e non dubita mai che tutto ciò che avviene sia ciò che serve a lui e alla sua vita per continuare ad aderire a Cristo. Per questo Paolo non si lamenta né delle fatiche né delle incomprensioni che incontra. Anzi, Paolo si lascia guidare da quello che avviene e cerca di comprendere, attraverso i segni che Dio gli dona, cosa deve compiere e in quale direzione deve dirigersi. Paolo è capace di comprendere che tutto ciò che avviene, avviene per la potenza dello Spirito Santo. È il medesimo Spirito che Paolo infonde in coloro che credono, perché tutti siano persuasi della potenza che viene da Cristo risorto e asceso al cielo. Come si vede anche questa lettura fa riferimento a quegli ultimi fatti della vita di Cristo che intendiamo celebrare nei prossimi giorni. Paolo, avvinto dallo Spirito e confidando nella potenza di Dio più che nella propria, ottiene così la grazia di predicare nella comunità di Efeso che rimarrà, per sempre, scolpita nel suo cuore. Paolo, che confida nella potenza del Cristo che non vede, opera prodigi e segni grazie allo Spirito che accompagna i suoi giorni.

Per noi

Così è anche per noi. Molti prendono pretesto dalla festa dell’Ascensione proprio per parlare dell’assenza di Cristo. Il credente che celebra questa festa si pone, invece, da un altro punto di vista. Egli sa bene che l’Ascensione segna la fine del tempo in cui Cristo si è fatto vedere, Risorto, tra gli uomini, ma sa anche bene che la sua non è affatto un’assenza. Il Signore risorto continua a farsi presente nella potenza dello Spirito Santo, che continuamente opera segni e prodigi che rimandano a Lui. Il tempo dopo l’Ascensione del Signore non è, quindi, il tempo dell’assenza, il tempo della impossibilità di riconoscere la presenza di Cristo, il tempo della solitudine. È, piuttosto, il tempo della presenza del Signore attraverso i segni e i prodigi che accompagnano la vita della Chiesa, è il tempo nel quale è bene cercare continuamente quella presenza dalla quale giunge all’uomo ogni bene.

  • Abbiamo la certezza della presenza del Signore tra noi?
  • Quando anche io ho avuto l’impressione che la sua assenza fosse reale?
  • Quando anche io non mi dispongo a capire i segreti della Pasqua, dell’Ascensione e della Pentecoste?

Chiediamo, oggi, insieme, la grazia di non sentirci mai soli o abbandonati, ma sempre in cammino verso quella gloria che Cristo risorto ha voluto e donato a tutti noi con la sua morte e risurrezione.

2021-05-06T14:16:32+02:00