Lunedì 10 luglio

Settimana della 6  domenica dopo Pentecoste – lunedì 

La spiritualità di questo giorno

La settimana prevede che noi tutti celebriamo la festa di San Benedetto, che è anche il patrono d’ Europa, poi la memoria dei Santi martiri Nabore e Felice e, sabato, la memoria di San Bonaventura, il grande sapiente medioevale. Mettiamo questa settimana sotto la protezione di Dio e di Maria. Cerchiamo, come settimana scorsa e come faremo tutta estate, di trovare motivi di ringraziamento a Dio e motivi di richiesta per alimentare la nostra preghiera.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gs 1, 1-5
Lettura del libro di Giosuè

In quei giorni. Dopo la morte di Mosè, servo del Signore, il Signore disse a Giosuè, figlio di Nun, aiutante di Mosè: «Mosè, mio servo, è morto. Ora, dunque, attraversa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso la terra che io do loro, agli Israeliti. Ogni luogo su cui si poserà la pianta dei vostri piedi, ve l’ho assegnato, come ho promesso a Mosè. Dal deserto e da questo Libano fino al grande fiume, l’Eufrate, tutta la terra degli Ittiti, fino al Mare Grande, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini. Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te: non ti lascerò né ti abbandonerò».

SALMO Sal 135 (136)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Dio degli dèi,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Signore dei signori,
perché il suo amore è per sempre. R

Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
perché il suo amore è per sempre.
Guidò il suo popolo nel deserto,
perché il suo amore è per sempre.
Colpì grandi sovrani,
perché il suo amore è per sempre. R

Uccise sovrani potenti,
perché il suo amore è per sempre.
Diede in eredità la loro terra,
perché il suo amore è per sempre.
In eredità a Israele suo servo,
perché il suo amore è per sempre. R

VANGELO Lc 8, 34-39
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.

La scrittura

La Scrittura di questo giorno ha come due poli.

  1. Il tema dei confini. Lo vediamo espresso nella prima lettura. A Giosuè, che prende la responsabilità di essere guida di tutto il popolo di Israele dopo la morte di Mosè, viene detto nuovamente di non avere paura di entrare nella terra dei padri. Terra benedetta. Terra data ad Israele, terra che, certo, ha dei confini. La Scrittura insegna che è una terra benedetta e protetta da Dio per il suo popolo. Ma anche il Vangelo parla di confini, non tanto in senso geografico, o non solo in senso geografico, ma soprattutto in senso spirituale. Come abbiamo sentito, dopo il miracolo di Gesù che libera un uomo dalla possessione demoniaca, i suoi concittadini, atterriti da quello che il Signore ha fatto a causa dei loro porci che, presi dal demonio si sono buttati nel lago, pregano il Signore di uscire dal loro territorio. È una vera e propria cacciata. Gesù è invitato ad uscire dai loro confini. Confini non solo fisici, ma soprattutto spirituali. Questa gente invita Gesù a non disturbare la loro vita tranquilla, a non turbare le loro coscienze. Così Gesù, che avrebbe voluto illuminare anche la loro vita, non può farlo, deve lasciare il campo rimandando solo l’indemoniato guarito a casa sua per proclamare la grazia che gli è stata usata.
  2. Il secondo tema è quello della presenza di Dio ogni giorno accanto agli uomini. Tema citato esplicitamente nella prima lettura. A Giosuè che teme per il suo nuovo incarico, Dio si fa vicino promettendo la sua presenza che è anche la sua assistenza. Giosuè non deve temere non già per le proprie capacità ma per questa presenza di Dio che accompagna, che sostiene, che esorta al bene. Anche il Vangelo ci dice di questa presenza. Lo dice soprattutto in riferimento all’uomo che viene liberato dal demonio e guarito. Dio, che lo ha liberato da questa possessione, sarà sempre con lui. Dio lo accompagnerà sempre. Cosa che quest’uomo capisce perfettamente, fidandosi della Parola di Colui che lo ha guarito.

Un ringraziamento

Credo che anche noi tutti sperimentiamo la presenza del Signore nei nostri giorni, anche in quelli più feriali. Il ringraziamento di questo giorno potrebbe essere proprio questo: ringraziamo Dio per la sua presenza, per la sua vicinanza, per la sua costante capacità di accompagnarci. Forse non sempre siamo disposti a vederlo, forse non sempre siamo tutti capaci di scorgere i segni di questa presenza. Eppure il Signore c’è, guida, accompagna, si rende presente, non delude, non abbandona. Ecco il primo e forte ringraziamento che dovrebbe nascere da noi tutti oggi.

Una richiesta

Le Scritture dovrebbero anche un po’ intimorirci perché ci fanno comprendere che c’è una responsabilità, che potrebbe essere anche nostra, nell’allontanarci dal Signore e anche nell’allontanare lui dalla nostra vita. Come i concittadini dell’uomo indemoniato, o come tanti Israeliti che non ebbero fede. C’è per tutti il rischio di allontanarsi dal Signore e di chiedere a lui di allontanarsi dalla vita. Il risultato è quello che il Vangelo ci ha descritto. Quando il Signore viene allontanato dalla vita, allora c’è spazio per ogni esperienza di male. La possessione demoniaca non è solo quella propriamente detta, ma si manifesta anche in molte attestazioni di male che viene deliberatamente scelto quando non c’è cura per il bene, quando volontariamente ci si allontana dalla sorgente di ogni bene che è Dio Padre. Preghiamo perché questo non accada a noi. Preghiamo perché tutti abbiamo sempre un piccolo barlume di fede che non ci faccia mai chiedere a Dio di allontanarsi da noi. Sarebbe una responsabilità grandissima che, di fatto, consegnerebbe noi a qualsiasi esperienza di male.

Invito alla preghiera

Mentre mettiamo il tempo che ci viene donato sotto la protezione di Dio, chiediamo al Signore la forza e la grazia di saper sempre scorgere i segni della sua presenza e chiediamo la forza di seguirlo sempre, cercando la sua compagnia ed evitando accuratamente di allontanarlo da noi.

2023-07-07T13:28:01+02:00