Mercoledì 10 luglio

Settimana della 7° domenica dopo Pentecoste – mercoledì

La spiritualità di questa settimana

Le due Scritture di oggi vanno rilette insieme, se vogliamo davvero comprendere il loro valore spirituale.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gdc 1, 1-8
Lettura del libro dei Giudici

In quei giorni. Dopo la morte di Giosuè, gli Israeliti consultarono il Signore dicendo: «Chi di noi salirà per primo a combattere contro i Cananei?». Il Signore rispose: «Salirà Giuda: ecco, ho messo la terra nelle sue mani». Allora Giuda disse a suo fratello Simeone: «Sali con me nel territorio che mi è toccato in sorte, e combattiamo contro i Cananei; poi anch’io verrò con te in quello che ti è toccato in sorte». Simeone andò con lui. Giuda dunque salì, e il Signore mise nelle loro mani i Cananei e i Perizziti; sconfissero a Bezek diecimila uomini. A Bezek trovarono Adonì-Bezek, l’attaccarono e sconfissero i Cananei e i Perizziti. Adonì-Bezek fuggì, ma essi lo inseguirono, lo catturarono e gli amputarono i pollici e gli alluci. Adonì-Bezek disse: «Settanta re, con i pollici e gli alluci amputati, raccattavano gli avanzi sotto la mia tavola. Dio mi ripaga quel che ho fatto». Lo condussero poi a Gerusalemme, dove morì. I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la presero; la passarono a fil di spada e l’abbandonarono alle fiamme.

SALMO Sal 17 (18)

Sei tu, Signore, la mia potente salvezza.

Ti amo, Signore, mia forza,
perché tu salvi il popolo dei poveri.
Con te mi getterò nella mischia,
con il mio Dio scavalcherò le mura. R

La via di Dio è perfetta,
egli è scudo per chi in lui si rifugia.
Ha addestrato le mie mani alla battaglia,
le mie braccia a tendere l’arco di bronzo. R

Hai spianato la via ai miei passi,
i miei piedi non hanno vacillato.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza. R

VANGELO Lc 9, 51-56
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, il Signore Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Giosuè

La scena raccontata da Giosuè è una scena di guerra. Ci si prepara alla battaglia, ci sono vincitori e vinti, ci sono le umiliazioni che i vinti impongono ai vincitori. C’è poi, ed è questo l’elemento che lega questa lettura al Vangelo, la devastazione di Gerusalemme, che viene lasciata in balia del fuoco, perché non deve rimanere niente della città che è stata vinta. È una scena che capiamo bene perché la conosciamo bene. Ci vengono in mente i ricordi di molte altre guerre e battaglie della storia, ma anche ciò che abbiamo visto anche noi, nella nostra vita, in diverse parti del mondo. Ci sono sempre situazioni del genere in moltissime parti della terra. Ciascuna di esse porta il suo carico di dolore e di devastazione. Cambiano gli strumenti, cambiano i modi e i tempi delle guerre, ma non cambia il risultato: morte, devastazione, mutilazione dei corpi, distruzione delle città. È una scena difficile da sopportare.

Vangelo

Anche nel Vangelo si parlava di Gerusalemme, ma da tutt’altro punto di vista e con tutt’altro tono. Il Signore Gesù ama la città di Gerusalemme, che è la città che lo ripudia, che è il luogo della sua morte, della sua sofferenza, ma che sarà anche il luogo della risurrezione. Gesù ama così tanto questa città che si dirige con forza verso di essa. Sa benissimo cosa accadrà eppure Gesù sale con determinazione verso la città santa, perché sa che in essa si consumerà, una volta per tutte e una volta per sempre, la redenzione del mondo. In questo cammino ci sono persone che accolgono il passaggio di Gesù e altre che si oppongono. I discepoli, come ogni uomo, d’istinto, vorrebbero cancellare gli oppositori. Vorrebbero riportare vittoria su di loro, vorrebbero, addirittura, che fosse il cielo a “vendicare” la non accoglienza ricevuta. Così, forse, farebbero se fossero da soli. È Gesù che li ferma. Gesù che insegna l’amore per i nemici, Gesù che insegna a porgere l’altra guancia, Gesù che insegna a rimettere tutto al Padre, chiede anche ai discepoli uno sforzo. Lo sforzo di seguirlo, costi quel che costi! Lo sforzo di imparare a non odiare, a non dividere il mondo in buoni e cattivi, a non infliggere ai “nemici” dure prove… Tutto ciò che Gesù insegna in diversi passi del Vangelo è, in fondo, condensato in questa pagina. Gesù insegna a sopportare ogni cosa per amore. Così come lui sta sopportando ogni cosa per amore del Padre. Ecco la “ferma decisione” del Signore che diventa esempio e stimolo per il cammino di tutti.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che tutti facciamo moltissima fatica non solo a seguire il Signore in questo suo insegnamento, ma, ancor più e ancor prima, ad imparare a pensare come il Signore, non abbiamo la stessa libertà, non abbiamo la stessa grandezza d’animo, non abbiamo la stessa levatura. Noi ci leghiamo al dito alcune cose, teniamo conto dei torti che riceviamo, siamo pronti anche noi a chiamare qualche “vendetta” magari anche solo velata. Può essere una parola negata, un saluto scansato, un incontro evitato… ciascuno di noi ha i suoi modi per tenersi lontano da quei “nemici” che la vita ci fa incontrare. Oggi dovremmo pregare per un vero cambiamento di mentalità. Oggi dovremmo chiedere al Signore di saper prendere anche noi la stessa ferma decisione che prende lui, la decisione di essere infinitamente più grandi di tutte le cose che ci capitano, la decisione di sopportare con serenità le cose, la decisione di non vivere mai lo spirito di vendetta, lo spirito di rivalsa, lo spirito di divisione. Realtà tutte che, in qualche modo, spesso hanno a che fare con noi e che si presentano sul nostro cammino per qualche aspetto. Credo proprio che ci sia necessaria questa preghiera se vogliamo anche noi crescere in quella mentalità che non crea vincitori e vinti, che non divide buoni e cattivi, ma che sa dare a ciascuno il suo, lasciando che l’amore di Dio trionfi in ogni cosa. Lezione difficilissima quella di oggi, lezione che ci deve far dire che noi siamo sempre un po’ come i discepoli che incendierebbero questa e quella realtà e, forse, anche questa o quella persona. Ecco perché stare ora in silenzio, a meditare, a pregare, a chiedere un cambiamento di mentalità significativo e vero.

Provocazioni dalla Parola

  • Quale aspetto della mentalità di Gesù mi trova più impreparato?
  • Cosa posso fare, oggi, per correggermi ed aderire a questo modo di pensare del Signore?
2024-07-05T16:42:43+02:00