Settimana della 6 domenica dopo Pentecoste – venerdì
La spiritualità di questo giorno
Anche oggi le due Scritture si illuminano a vicenda.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gs 5, 2-12
Lettura del libro di Giosuè
In quel tempo il Signore disse a Giosuè: «Fatti coltelli di selce e fa’ una nuova circoncisione agli Israeliti». Giosuè si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti al colle dei Prepuzi. La ragione di questa circoncisione praticata da Giosuè è la seguente: tutto il popolo uscito dall’Egitto, i maschi, tutti gli uomini atti alla guerra, erano morti nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto. Tutti coloro che erano usciti erano circoncisi, mentre tutti coloro che erano nati nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto, non erano circoncisi. Quarant’anni infatti avevano camminato gli Israeliti nel deserto, finché non fu estinta tutta la generazione degli uomini idonei alla guerra, usciti dall’Egitto; essi non avevano ascoltato la voce del Signore e il Signore aveva giurato di non far loro vedere quella terra che il Signore aveva giurato ai loro padri di darci, terra dove scorrono latte e miele. Al loro posto suscitò i loro figli e Giosuè circoncise costoro; non erano infatti circoncisi, perché non era stata fatta la circoncisione durante il viaggio. Quando si terminò di circoncidere tutti, rimasero a riposo nell’accampamento fino al loro ristabilimento. Allora il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto». Quel luogo si chiama Gàlgala fino ad oggi. Gli Israeliti rimasero accampati a Gàlgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico. Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno. E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell’anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.
SALMO Sal 46 (47)
Dio regna su tutte le nazioni.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. R
Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama. R
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
I capi dei popoli si sono raccolti
come popolo del Dio di Abramo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
egli è eccelso. R
VANGELO Lc 9, 23-27
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio».
Giosuè
Forse ci sembra che la prima lettura abbia un interesse solo storico: ci narra cosa accadde per volere di Giosuè a tutti i maschi di Israele che erano usciti dall’Egitto e che non avevano ricevuto il segno dell’appartenenza al popolo di Israele e della benedizione di Abramo. Certamente c’è anche questo livello del racconto. Tuttavia non c’è solo questo livello, l’interesse non è solo storico, altrimenti noi potremmo tranquillamente non leggere questa pagina. L’interesse è spirituale. Il testo intende dirci che, dopo i prodigi dell’Esodo, Dio continua ad accompagnare Israele dentro la vicenda normale dei giorni, dentro i giorni feriali della fede. È per questo che torna il segno dell’appartenenza ad Israele, è per questo che cessa il prodigio della manna. Si ritorna ad una ferialità che, ormai, non era più conosciuta da secoli. L’ingresso nella terra dei padri, il venir meno dei prodigi del tempo del cammino, il ritorno ad una fede usuale sono i cardini con i quali la Scrittura ci sta dicendo che Dio accompagna la vicenda feriale dei giorni dell’uomo.
Vangelo
Certo noi tutti capiamo molto meglio, su questo tema, le raccomandazioni del Vangelo. Il prendere la propria croce e seguire il Signore, è una raccomandazione “feriale”. Ogni giorno tutti i credenti prendono su di sé la propria croce, qualsiasi essa sia, e si dispongono a seguire il Signore come riescono a fare. Tutti i giorni i credenti sono chiamati a non rinnegare il Signore, a continuare a vedere la presenza di Dio nelle loro vite. Tutti i giorni i credenti sono chiamati a fare della propria esistenza un dono da offrire agli altri, così come riescono, nelle opere che, ogni giorno, si possono continuare a fare. Ogni giorno tutti i credenti sono chiamati a non vergognarsi delle parole di Cristo e sono invitati a viverle al meglio delle loro forze. Sono raccomandazioni al tempo stesso forti e semplici. Forti perché non sono raccomandazioni di poco conto. Semplici perché sono parole che tutti possiamo capire e che tutti possiamo vivere. Il Vangelo non è solo per alcuni ma, appunto, è per tutti.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Siamo nel mezzo dell’estate, siamo alla fine di una settimana. Forse siamo presi da altre cose, forse i nostri pensieri sono pensieri di svago, di disimpegno. Certamente tutti sperimentiamo un po’ quest’aria che ci precede, ci avvolge, ci accompagna. Credo però che il significato di queste letture sia anche per giorni come questo. Noi, comunque, siamo chiamati a sperimentare l’invito a seguire il Signore in giorni feriali. Noi, comunque, siamo chiamati a sperimentare la bellezza e l’efficacia della sequela anche dentro i giorni feriali dell’esistenza. I giorni feriali non sono giorni vuoti. I giorni in cui non succede niente di straordinario non sono giorni sprecati. Sono giorni nei quali continuare a conoscere la presenza di Dio e il suo modo di agire; sono giorni nei quali vivere quella fedeltà che diventa costanza che è pure una luce importante del cammino. Tutti noi siamo chiamati a vivere così, a vivere in questo modo, a vivere di queste verità.
Credo che oggi, insieme, possiamo chiedere al Signore la grazia di saper vivere la nostra fede nella ferialità dei giorni. Con i segni semplici della ferialità, con le decisioni semplici di tutti i giorni, con i sostegni che la preghiera offre, appunto, nei giorni feriali. Le Scritture ci stanno dicendo, in vario modo, che la ferialità dei giorni è, comunque, cosa benedetta. Ringraziamo il Signore che benedice anche i nostri giorni feriali e disponiamoci a viverli con fede, con la forza che viene dal sapere che anche oggi non ci mancherà il sostegno di Dio per le opere che dovremo intraprendere. Basta la fedeltà di ogni giorno per piacere a Dio.