Giovedì 17 agosto

Settimana della 11 domenica dopo Pentecoste – giovedì – San Massimiliano Maria Kolbe

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Re 22, 1-2; 23, 1-3. 21-23
Lettura del secondo libro dei Re

In quei giorni. Quando divenne re, Giosia aveva otto anni; regnò trentun anni a Gerusalemme. Sua madre, di Boskat, si chiamava Iedidà, figlia di Adaià. Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, seguendo in tutto la via di Davide, suo padre, senza deviare né a destra né a sinistra. Il re mandò a radunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme. Il re salì al tempio del Signore; erano con lui tutti gli uomini di Giuda, tutti gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo, dal più piccolo al più grande. Lesse alla loro presenza tutte le parole del libro dell’alleanza, trovato nel tempio del Signore. Il re, in piedi presso la colonna, concluse l’alleanza davanti al Signore, per seguire il Signore e osservare i suoi comandi, le istruzioni e le leggi con tutto il cuore e con tutta l’anima, per attuare le parole dell’alleanza scritte in quel libro. Tutto il popolo aderì all’alleanza. Il re ordinò a tutto il popolo: «Celebrate la Pasqua in onore del Signore, vostro Dio, come è scritto nel libro di questa alleanza». Difatti una Pasqua simile a questa non era mai stata celebrata dal tempo dei giudici che governarono Israele, ossia per tutto il periodo dei re d’Israele e dei re di Giuda. Soltanto nell’anno diciottesimo del re Giosia questa Pasqua fu celebrata in onore del Signore, a Gerusalemme.

SALMO Sal 20 (21)

Beato chi cammina nella legge del Signore.

Signore, il re gioisce della tua potenza!
Quanto esulta per la tua vittoria!
Hai esaudito il desiderio del suo cuore,
non hai respinto la richiesta delle sue labbra. R

Gli vieni incontro con larghe benedizioni,
gli poni sul capo una corona di oro puro.
Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa,
lunghi giorni in eterno, per sempre. R

Grande è la sua gloria per la tua vittoria,
lo ricopri di maestà e di onore,
poiché gli accordi benedizioni per sempre,
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto. R

VANGELO Lc 12, 13-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Uno della folla disse al Signore Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

La scrittura

La figura spirituale di San Massimiliano Maria Kolbe ci aiuta a interpretare la Parola di Dio di questo giorno.

Cominciando dal Vangelo e dalla morale della piccola parabola raccontata dal Signore: “Così è di chi accumula tesori per sé e non arricchisce presso Dio”. È il tema di tutto il Vangelo. C’è chi è preoccupato per le cose, per l’eredità, tanto da coinvolgere il Signore Gesù, che non si lascia affatto coinvolgere da queste diatribe! Esplicitamente egli chiedeva: “Chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”. Detto che intende spiegare a chi si è rivolto a Lui che il Figlio di Dio non interviene nelle questioni di famiglia legate al possesso dei beni! È proprio sbagliata la domanda! Occasione, però, per il Signore per precisare, ancora una volta, quale deve essere lo stile di vita del credente. Chi crede, chi ha a cuore la Parola di Dio, cerca di arricchirsi presso il Signore, non certo per le cose materiali! La domanda che il Vangelo pone a ciascuno di noi è proprio questa: la tua vita sta cercando di arricchirsi presso il Signore?

Questo è il tema anche della prima lettura. Dopo dei re senza fede, ecco, finalmente, un re di fede. Un re che ricorda a tutto il popolo che anche il benessere di una nazione dipende dalla fede e, per questo, invitava tutta la popolazione a tornare a quella sorgente unica e speciale per il popolo ebraico che è la Pasqua. Il suo primo atto “politico” è un atto di fede: egli prescrive che la Pasqua del Signore sia celebrata con quella solennità che questa festa deve avere. Giosia sarà un re che verrà ricordato proprio per questo, per la sua fede, per la ricostruzione del tempio di Dio, per aver portato tutto il popolo verso il Signore, con grande sforzo ma anche con grandissimi risultati.

Questa è anche la vita di San Massimiliano Maria Kolbe. San Massimiliano ha cercato, con tutte le sue forze, di tendere a Dio e di portare le anime a Dio soprattutto attraverso la fede mariana. La “milizia mariana” e tutti i suoi scritti e pubblicazioni hanno cercato di fare questo: portare le anime a Dio. Il vero cuore della sua eroica testimonianza si è verificato, come tutti sapete, nel campo di concentramento quando egli volontariamente prese il posto di un condannato ad entrare nel bunker della fame in un estremo tentativo di salvare un padre di famiglia. Padre che effettivamente si salvò, dimostrando così la fortissima importanza di quel sacrificio che San Massimiliano fece di sé. Sacrificio che fu, veramente, un arricchirsi presso il Signore, certo in modo eroico, unico, originale, non chiesto a tutti. Eppure esempio perché uno, sacrificando sé stesso nelle piccole cose di ogni giorno, arricchisca presso Dio.

Un ringraziamento

Ringraziamo il Signore per questa piccola ma forte, intensa, lezione di vita. Credo che la spiritualità di San Massimiliano Maria ci faccia bene, perché ricorda a ciascuno di noi l’importanza di dare un senso alle cose e ai sacrifici di ogni giorno. Tutti noi viviamo qualche piccolo sacrificio che la vita, semplicemente, ci propone. Accettandolo e facendolo nostro, noi possiamo arricchire davanti a Dio come la Scrittura ci ha insegnato. Ringraziamo il Signore che ci ricorda che tutto quello che sopportiamo, può avere un senso per la nostra esistenza.

Una richiesta

Chiediamo a Dio di dare sempre senso ai nostri piccoli o grandi sacrifici. Chiediamo a Dio di saper vedere sempre il significato di tutte queste nostre azioni che accompagnano l’esistenza quotidiana. Chiediamo al Signore di saper sempre dare un senso di carità a quello che facciamo, per essere sempre certi di quale direzione dare alla nostra vita.

Intenzioni di preghiera

Invito oggi a pregare attraverso l’intercessione di Maria. Massimiliano Maria, anche nel nome, ci dice l’importanza della preghiera e della devozione mariana. Anche Maria ha accettato i grandi sacrifici della sua vita insieme con quelli piccoli e ha fatto di tutto un’offerta a Dio. Chiediamo a Maria di seguire il suo esempio, perché anche noi possiamo raggiungere la santità offrendo a Dio i sacrifici di ogni giorno.

2023-08-12T16:18:05+02:00