Mercoledì 16 agosto

Settimana della 11 domenica dopo Pentecoste – mercoledì – San Rocco

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Re 19, 9-22. 32-37
Lettura del secondo libro dei Re

In quei giorni. Il re d’Assiria ebbe, riguardo a Tiraka, re d’Etiopia, questa notizia: «Ecco, è uscito per combattere contro di te». Allora il re d’Assiria inviò di nuovo messaggeri a Ezechia dicendo: «Così direte a Ezechia, re di Giuda: “Non ti illuda il tuo Dio in cui confidi, dicendo: Gerusalemme non sarà consegnata in mano al re d’Assiria. Ecco, tu sai quanto hanno fatto i re d’Assiria a tutti i territori, votandoli allo sterminio. Soltanto tu ti salveresti? Gli dèi delle nazioni, che i miei padri hanno devastato, hanno forse salvato quelli di Gozan, di Carran, di Resef e i figli di Eden che erano a Telassàr? Dove sono il re di Camae il re di Arpad e il re della città di Sefarvàim, di Ena e di Ivva?”». Ezechia prese la lettera dalla mano dei messaggeri e la lesse, poi salì al tempio del Signore, l’aprì davanti al Signore e pregò davanti al Signore: «Signore, Dio d’Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei Dio per tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra. Porgi, Signore, il tuo orecchio e ascolta; apri, Signore, i tuoi occhi e guarda. Ascolta tutte le parole che Sennàcherib ha mandato a dire per insultare il Dio vivente. È vero, Signore, i re d’Assiria hanno devastato le nazioni e la loro terra, hanno gettato i loro dèi nel fuoco; quelli però non erano dèi, ma solo opera di mani d’uomo, legno e pietra: perciò li hanno distrutti. Ma ora, Signore, nostro Dio, salvaci dalla sua mano, perché sappiano tutti i regni della terra che tu solo, o Signore, sei Dio». Allora Isaia, figlio di Amoz, mandò a dire a Ezechia: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: “Ho udito quanto hai chiesto nella tua preghiera riguardo a Sennàcherib, re d’Assiria. Questa è la sentenza che il Signore ha pronunciato contro di lui: Ti disprezza, ti deride la vergine figlia di Sion. Dietro a te scuote il capo la figlia di Gerusalemme. Chi hai insultato e ingiuriato? Contro chi hai alzato la voce e hai levato in alto i tuoi occhi? Contro il Santo d’Israele!”. Perciò così dice il Signore riguardo al re d’Assiria: “Non entrerà in questa città né vi lancerà una freccia, non l’affronterà con scudi e contro essa non costruirà terrapieno. Ritornerà per la strada per cui è venuto; non entrerà in questa città. Oracolo del Signore. Proteggerò questa città per salvarla, per amore di me e di Davide mio servo”». Ora in quella notte l’angelo del Signore uscì e colpì nell’accampamento degli Assiri centoottantacinquemila uomini. Quando i superstiti si alzarono al mattino, ecco, erano tutti cadaveri senza vita. Sennàcherib, re d’Assiria, levò le tende, partì e fece ritorno a Ninive, dove rimase. Mentre si prostrava nel tempio di Nisroc, suo dio, i suoi figli Adrammèlec e Sarèser lo colpirono di spada, mettendosi quindi al sicuro nella terra di Araràt. Al suo posto divenne re suo figlio Assarhàddon.

SALMO Sal 47 (48)

Forte, Signore, è il tuo amore per noi.

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re. R

Dio nei suoi palazzi
un baluardo si è dimostrato.
Ecco, i re si erano alleati,
avanzavano insieme.
Là uno sgomento li ha colti,
doglie come di partoriente. R

Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l’ha fondata per sempre. R

O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra. R

VANGELO Lc 12, 8b-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

La Scrittura

Dopo la solennità della Assunzione di Maria, il lezionario ci riporta alla lettura di vicende politiche di Israele che vengono poi ulteriormente illuminate dalle pagine del Vangelo.

La prima lettura è un esercizio di rilettura della storia alla luce della fede. Non sappiamo bene cosa successe nell’esercito assiro, fatto sta che l’assedio di Gerusalemme e la vittoria degli Assiri non si realizzarono con Sennacherib che, dopo la disfatta del suo esercito, rientrò in patria dove rimase vittima di una congiura. Sono eventi politici che ci sono sempre stati e che sempre ci saranno. È l’autore sacro a rileggerli e a capire che questi avvenimenti non sono solo ciò che doveva capitare, ma ciò di cui Dio si serve per portare avanti la storia della salvezza che è anche la storia del suo popolo. L’uomo di fede diventa sempre capace di fare questo. Egli rilegge quello che capita con la forza dello Spirito Santo.

Su questo tema era molto forte il Vangelo, che ci ha ricordato che il cristiano si sente sempre illuminato dallo Spirito di Dio. Anche quando tutto è contro di lui, anche quando le cose vanno male, anche quando il cristiano dovesse essere perseguitato, non sarà mai solo. Lo Spirito Santo lo assisterà, concedendo a ciascuno quel tanto di luce che basta per resistere al male che incombe su di lui. All’uomo però è richiesta la fedeltà. Quella fedeltà che ha avuto anche il profeta, quella fedeltà che ha avuto anche chi, nella storia, si è comportato come un uomo di Dio. Chi vacilla, chi perde la fede, chi si stacca dal Signore, non avendo stabilità non potrà mai nemmeno avere quella luce dello Spirito che diventa occasione per interpretare con fede ciò che accade nella storia.

Un ringraziamento

Credo fermamente che noi dovremmo ringraziare maggiormente per il dono della fede, perché, se viviamo bene la nostra fede, noi avremo un criterio fondamentale per vivere ogni cosa, per interpretare ogni cosa. Non solo la nostra storia personale, ma anche la storia del mondo in cui viviamo, la storia di tutti i popoli, la storia nella quale siamo immersi con tutte le sue molteplici sfaccettature. Vediamo bene come ci siano persone umili e di fede che sanno capire le cose molto meglio di coloro che hanno una formazione profonda, ma che non hanno fede. Chi ha fede interpreta le cose con il criterio di Dio e non con quello degli uomini. Ecco perché chi ha fede vede bene e vede oltre tutte le cose che capitano e che avvengono. Mentre chi non ha fede sa registrare solo i dati, chi crede sa sempre capire dove lo Spirito sta conducendo l’uomo. Senza mai dubitare che la sua forza sia ben maggiore di qualsiasi forza che si oppone a Dio e all’uomo.

Un ringraziamento

Oggi il nostro ringraziamento a Dio deve essere proprio per questa donna, per questa figura spirituale del tutto straordinaria e gigantesca. Ringraziamo il Signore perché ci ricorda che anche chi ha intelletto e scienza grandi, può comprendere che altra scienza migliore non c’è che quella della Croce. Ringraziamo il Signore perché, in un mondo dove conta quello che appare, abbiamo la testimonianza di una santa che lascia tutto per amore. Una grandissima lezione non solo di umiltà, ma anche di libertà. Lezione che ci serve! Lezione che ci fa bene! Lezione che ci aiuta a dire che chi vuole seguire il Signore, comunque, deve fare come lei, lasciando ogni cosa per amore!

Una richiesta

Chiediamo anche noi, allora, quella luce dello Spirito che ci aiuta ad interpretare bene ciò che accade. Chiediamo anche noi quella forza dello Spirito che diventa poi luce per le nostre parole. Chiediamo anche noi quella luce dello Spirito che diventa traccia per il cammino. Non temiamo quando la fede viene messa all’angolo, quando abbiamo l’impressione di non contare più nulla o quasi come cristiani! Tutte queste cose sono relative! La Parola di Dio ci sta dicendo di andare avanti senza timori, senza pregiudizi, anche senza continue lamentele. È solo la fedeltà di ogni giorno che custodisce il cammino e che, alla fine viene premiata. È questo il dono da chiedere oggi, mentre vogliamo festeggiare anche San Rocco. Conosciamo la sua rocambolesca storia. Sappiamo bene delle sue peripezie, tutte legate al mondo politico del suo tempo. Eppure, Rocco rimase fedele alla sua fede e, per questo, non solo non vacillò, ma portò altri verso quello splendore di Dio che è la meta, il premio, il punto di arrivo finale della storia di ciascuno. Ci insegni San Rocco ad avere quella forza dello Spirito di Dio che ci porta verso la meta che Dio stesso ha fissato per noi. La sua fedeltà, il suo amore a Cristo e alla Chiesa, ispirino anche a noi cosa dobbiamo fare per rimanere fedeli all’amore di Dio che ci ha chiamati a vivere, in questo tempo e in questo mondo, nella sua Chiesa.

2023-08-12T16:14:51+02:00