Martedì 10 ottobre

Settimana della 6° domenica dopo il martirio – martedì 

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 1Tm 1, 18 – 2, 7
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Questo è l’ordine che ti do, figlio mio Timòteo, in accordo con le profezie già fatte su di te, perché, fondato su di esse, tu combatta la buona battaglia, conservando la fede e una buona coscienza. Alcuni, infatti, avendola rinnegata, hanno fatto naufragio nella fede; tra questi Imeneo e Alessandro, che ho consegnato a Satana, perché imparino a non bestemmiare. Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.

SALMO Sal 144 (145)

Ti benedicano, Signore, i tuoi fedeli.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. R

VANGELO Lc 21, 10-19
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Vangelo

In fondo, se prendiamo alla lettera tutte le raccomandazioni del Vangelo, ci accorgiamo che esse si addicono ad ogni tempo. Non c’è stata epoca della storia cristiana in cui queste parole non si siano puntualmente verificate. Anche il nostro tempo va interpretato così come il tempo della testimonianza, come il tempo della perseveranza. In fondo, se provate a pensarci, tutta la vita del Signore Gesù è stata un esercizio di queste virtù. Pensate alla grazia della testimonianza. Tutti gli insegnamenti del Signore si interpretano come un unico grande atto di fedeltà alla Parola di Dio Padre. Gesù ha fatto questo nel corso della sua predicazione. La sua testimonianza è stata un rendere fedelmente prova alla Verità di Dio. Così come la sua resistenza, la sua perseveranza, è stata eroica, fino alla morte. È il Signore che ha insegnato ai grandi cristiani, e specialmente ai martiri, la bellezza di essere sempre fedeli a Dio. È il Signore che ci ha insegnato che la grazia di una testimonianza fedele viene solo dallo Spirito di Dio. Quello Spirito che agisce in Lui, ma che agisce anche nella vita degli uomini che lo invocano. La limpidezza di una testimonianza di fede coerente e la forza della perseveranza nel cammino sono date proprio dallo Spirito che agisce con la sua forza e i suoi doni.

Timoteo

È proprio alla luce di queste parole del Vangelo che noi possiamo rileggere anche la lettura che accompagna questo giorno. San Paolo si è disposto a vivere la grazia di una testimonianza vera ed autentica. Ha fatto del proprio cammino di fede un atto di donazione a Dio. Per questo ora raccomanda all’amico Timoteo di fare altrettanto, ovvero di trasformare la sua vita in un atto di donazione costante a Dio. Questo è quello che conta! Quando una vita diventa testimonianza, quando una vita diventa professione di fede in Dio, quando una vita diventa segno di attesa del ritorno di Cristo, allora è possibile dire di avere una vita piena, una vita che ha a che fare con la vita stessa di Dio, una vita che sa accogliere gli inviti che il Signore manda all’uomo, una vita che diventa testimonianza. Paolo, come abbiamo sentito, invita anche a pregare perché tutti si possa camminare nella medesima direzione. È per questo che occorre pregare per i governanti, per coloro che sono al potere, perché sappiano essere i primi a trovare in Dio la forza di quella testimonianza di vita cristiana che rende possibile ogni cosa. Quando c’è un “buon governo” allora si realizzano quelle condizioni basilari e fondamentali perché ogni uomo possa pensare alla propria esistenza non oberato da affanni e possa dare lode a Dio. Quando uno imposta la vita in Cristo, in questo modo, riesce bene in ogni cosa.

Provocazioni di fede per il cammino

Credo che oggi dovremmo accogliere gli inviti ricevuti.

Il primo è quello che ci aiuta a pregare per noi, per la nostra testimonianza di fede e per la nostra perseveranza. Noi adulti e chi è anziano, vediamo bene che anche chi generosamente aveva avuto stagioni di fede intense, non è detto che giunga alla fine della vita animato dai medesimi sentimenti. Sappiamo molto bene che ci sono numerose persone che, ad un certo punto, smettono per lo meno il proprio cammino cristiano, forse anche smettono di credere. Noi adulti ed anziani sappiamo bene che la testimonianza di alcuni è stata poi messa alla prova dalle cose della vita e non ha resistito. Dopo aver letto questa Parola di Dio credo che sia bene che noi preghiamo per queste realtà e per fare in modo che ci sia, in ogni tempo, una possibilità concreta di dare testimonianza libera e intensa alla propria fede.

In secondo luogo vorrei suggerirvi di pregare per i governanti. Non lo facciamo sempre, lasciandoci andare anche noi alle critiche di questo o di quel personaggio, di questa o di quella scelta. Credo che il nostro primo compito, invece, sia quello di pregare. Preghiamo per chi ha il dovere di compiere scelte che, poi, vincolano la vita di tante persone. Preghiamo perché ci sia sempre data quella libertà di esprimere la fede che ci è necessaria. Ma preghiamo anche perché, nelle diverse cose della vita comune, tutti sappiamo tendere a quella gioia e a quella speranza che edificano la vita dei credenti e rimangono punto di riferimento costante per la vita dei non credenti.

Vi invito a pregare perché sappiamo cercare quella coerenza di vita e quella perseveranza che rendono possibile ogni frutto della vita spirituale.

Invito alla preghiera

  • Che posto ha nel mio cammino la coerenza di vita?
  • A quale perseveranza già vissuta posso fare riferimento?
  • Come interpreto questo tempo in base alla testimonianza di vita da dare?
2023-10-06T11:21:00+02:00