Settimana della 10 domenica dopo Pentecoste – venerdì
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Re 12, 26-32
Lettura del primo libro dei Re
In quei giorni. Geroboamo pensò: «In questa situazione il regno potrà tornare alla casa di Davide. Se questo popolo continuerà a salire a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio del Signore, il cuore di questo popolo si rivolgerà verso il suo signore, verso Roboamo, re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboamo, re di Giuda». Consigliatosi, il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: «Siete già saliti troppe volte a Gerusalemme! Ecco, Israele, i tuoi dèi che ti hanno fatto salire dalla terra d’Egitto». Ne collocò uno a Betel e l’altro lo mise a Dan. Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di quelli. Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi da tutto il popolo, i quali non erano discendenti di Levi. Geroboamo istituì una festa nell’ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda. Egli stesso salì all’altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretto, e a Betel stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture.
SALMO Sal 105 (106)
Perdona, Signore, l’infedeltà del tuo popolo.
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie. R
Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
si prostrarono a una statua di metallo;
scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia erba. R
Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
meraviglie nella terra di Cam,
cose terribili presso il Mar Rosso. R
VANGELO Lc 11, 46-54
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
La scrittura
È sempre facile costruirsi degli idoli. Lo sappiamo bene. Tutti noi, specie quando avvertiamo le difficoltà della fede, abbassiamo il tono e, di fatto, ci costruiamo degli idoli, più o meno scientemente. Talvolta ci accodiamo a coloro che già vivono diverse forme di idolatria, altre volte scegliamo noi forme di idolatria più o meno forti, più o meno diffuse. Ci sono idoli della società che vanno sempre di moda: la ricerca di prestigio, il possesso, la ricchezza, la sessualità… e ci sono forme di idolatria più intime, personali, egoistiche: posso idolatrare il mio tempo libero, i miei hobbies, il cibo…
Talvolta capita anche che ci siano poteri più o meno forti, persone più influenti di altre che determinano, con il loro modo di vivere, forme di idolatria. Pensiamo a quanta parte hanno coloro che si fanno chiamare influencer nella vita del nostro paese oggi. È così come un tempo, così come sempre. Ci sono poi forme di idolatria che vengono proposte, forse quasi imposte da poteri che impongono il loro punto di vista. Lo vediamo molto bene sia nei paesi occidentali, ma anche in molte altre parti del mondo.
È ciò che ci ha raccontato la prima lettura. A volte è lo stesso potere politico che, per creare forme di consenso ma anche controllo della popolazione, decide cosa proporre. La storia è piena di esempi di questo genere.
Il Vangelo ci ha ricordato che ci sono profeti, uomini di Dio, uomini e donne di speranza, che si oppongono a tutto questo e, certamente, non fanno una buona fine. È una legge di sempre. Anche Israele conosce profeti ottimi che hanno dato la vita proprio per la fedeltà a Dio e la franchezza della loro parola. Così è in ogni epoca e in ogni popolo. L’elenco dei martiri che hanno dato la vita per la testimonianza alla loro fede è sterminato.
Un ringraziamento
Credo che oggi, tutti, dobbiamo ringraziare perché non sono mai mancati testimoni di questo genere. Noi siamo edificati su una Chiesa che ci aiuta a riconoscere nel culto dei martiri, il valore di persone che hanno dato la vita per Cristo. La radice della nostra fede è fortemente e saldamente fondata anche su di loro. È un discorso che ci fa paura, che quasi non vorremmo sentire, eppure ben venga che la nostra Chiesa ci aiuti a vivere anche in quest’ottica di riconoscenza. Ringraziamo Dio Padre per aver suscitato uomini e donne così generosi, così forti, così esemplari per ciascuno di noi.
Una richiesta
La richiesta che possiamo fare insieme a Dio Padre è perché, coerentemente con quello che abbiamo ascoltato, ciascuno di noi possa imitare questi esempi, possa ritenersi in cammino come questi santi, possa essere generoso nell’ascoltare la Parola di Dio che ci chiede di liberarci da ogni forma di idolatria per divenire esempio per chi è con noi e per chi viene dopo di noi. Credo che pregare perché possiamo giungere a questa esemplarità ci faccia bene. Da un lato ci aiuta a ricordare il valore della nostra vita: noi non siamo chiamati a piccole cose, non siamo chiamati ad una vita mediocre, siamo chiamati ad una vita che risplende per amore, ad una vita che risulti pienamente realizzata. Dall’altro lato ci invita a reagire a qualsiasi imposizione, a qualsiasi volontà di uniformare tutto giocando al ribasso. Nel nostro tempo si sta facendo questo con particolare forza. Abbiamo bisogno noi per primi di reagire ad una cosa del genere, per riscoprire il senso della nostra unicità, della bellezza e della forza della nostra vita, della ricchezza che Dio accende sempre nel cuore di ciascuno, quando ci si consegna a Lui. Chiediamo questa grazia per vedere che anche la nostra Chiesa è capace di fiorire ancora e di creare questi esiti di vita buona che la sanno mantenere viva e forte.
Intenzioni di preghiera
Oggi preghiamo perché il Signore sappia ancora donare al mondo intero testimoni di questo genere e perché l’uomo sappia valorizzare la forza di questi santi che amano la Chiesa, la edificano, la sostengono.