Settimana della 11 domenica dopo Pentecoste – martedì
La spiritualità di questo giorno
La figura di Santa Chiara è molto nota. Per la verità credo che la sua storia sia molto romanzata. Non è affatto raro trovare chi mette in relazione la figura di Chiara con quella di Francesco non dal punto di vista della fede ma, piuttosto, dal punto di vista sentimentale. Dimenticando e, a mio avviso, anche offendendo, la figura di due santi così grandi e così importanti per la nostra storia di fede, di popolo, di Chiesa.
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Cr 28, 16-18a. 19-25
Lettura del secondo libro delle Cronache
In quel tempo il re Acaz mandò a chiedere aiuto al re d’Assiria. Gli Edomiti erano venuti ancora una volta e avevano sconfitto Giuda e fatto prigionieri. Anche i Filistei si erano sparsi per le città della Sefela e del Negheb di Giuda. Questo accadde perché il Signore aveva umiliato Giuda a causa di Acaz, re d’Israele, che aveva permesso ogni licenza in Giuda ed era stato infedele al Signore. Tiglat-Pilèser, re d’Assiria, venne contro di lui e lo oppresse anziché sostenerlo. Acaz spogliò il tempio del Signore, il palazzo del re e dei prìncipi e consegnò tutto all’Assiria, ma non ne ricevette alcun aiuto. Anche quando si trovava alle strette, continuava a essere infedele al Signore: così era il re Acaz. Sacrificò agli dèi di Damasco, che lo avevano sconfitto, dicendo: «Poiché gli dèi dei re di Aram portano a loro aiuto, io sacrificherò a essi e mi aiuteranno». In realtà, essi provocarono la sua caduta e quella di tutto Israele. Acaz radunò gli arredi del tempio di Dio e li fece a pezzi; chiuse le porte del tempio di Dio, mentre eresse altari in tutti i crocicchi di Gerusalemme. In tutte le città di Giuda eresse alture per bruciare incenso ad altri dèi, provocando così lo sdegno del Signore, Dio dei suoi padri.
SALMO Sal 78 (79)
Non imputare a noi, Signore,
le colpe dei nostri padri.
O Dio, hanno profanato il tuo santo tempio.
Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici. R
Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.
Fino a quando sarai adirato, Signore: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia? R
Riversa il tuo sdegno sulle genti che non ti riconoscono
e sui regni che non invocano il tuo nome,
perché hanno divorato Giacobbe,
hanno devastato la sua dimora. R
Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome. R
Perché le genti dovrebbero dire:
«Dov’è il loro Dio?».
Si conosca tra le genti, sotto i nostri occhi,
la vendetta per il sangue versato dei tuoi servi. R
VANGELO Lc 12, 4-7
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».
Cronache
Partirei dal libro delle Cronache per la nostra riflessione quotidiana. Spesso utilizziamo questi testi per vivere un momento di rilettura della storia. Spesso, come altre volte ho avuto modo di dire, non li capiamo neppure bene. Il sentire parlare di guerre antiche, di preparativi di assedi, di lotte intestine, non solo ci rimane piuttosto oscuro ma, in fondo, nemmeno tanto ci interessa.
La lettura potrebbe svelarci, però, qualcosa del tempo e della figura di Chiara. Sappiamo bene che il suo tempo non fu meno complicato del nostro. Sappiamo bene che il suo tempo vide numerose incursioni saracene nel centro d’Italia ed anche ad Assisi. Come visse queste cose Chiara? Come interpretò quello che le capitava di vivere? Con la fede! Sappiamo bene perché l’episodio è notissimo, che quando il convento di San Damiano venne assediato dai Saraceni, Chiara non chiese aiuto o difesa ad un esercito, non scese nemmeno a patti umilianti. Solo pregò. Si affacciò anche da un’apertura su quello che oggi è il piazzale di San Damiano, recando l’ostensorio con la Santa Eucarestia. Chiara reagì con la preghiera a quel male che veniva fatto a lei. Chiara reagì con la preghiera a quel male che veniva fatto alle sue monache. Quella mancanza di rispetto per l’uomo, quel pericolo per la città, non divenne, per Chiara, altro che un momento per pregare Dio che guida le sorti di tutti. Chiara pregò con fede e, per questo, quel pericolo si allontanò da quella casa e da quella città. Gli uomini e le donne di Dio, di fronte a qualsiasi genere di malvagità dell’uomo, di fronte a qualsiasi genere di sopruso che l’uomo può mettere in campo, reagiscono così, con la preghiera fatta con fede.
Vangelo
Certo Chiara, come Lorenzo che abbiamo celebrato ieri, come San Francesco che tutti conosciamo, era una donna che teneva nel cuore, con semplicità, la Parola di Dio. Conosceva bene anche lei questo Vangelo che ci ha ricordato che noi tutti valiamo più di due passeri, per stare alla Parola del Signore! È un’immagine che a noi dice poco ma, al tempo, i passeri erano una delle cose più economiche al mercato, una realtà di pochissimo conto. Gesù utilizza questa immagine per dire che l’uomo vale, davanti a Dio, infinitamente. “Voi valete più di molti passeri!”. Come dire: anche se c’è qualcuno che dice che la vita dell’uomo vale poco, anche se per qualcuno è facile mettere sottosopra la vita degli uomini perché la vita dell’altro non vale niente, anche se c’è qualcuno che, addirittura, attenta alla vita del fratello, per Dio ogni vita è fondamentale, è importante, vale più di qualsiasi altra cosa. È per questo che se è vero che qualcuno stende la mano contro la vita del fratello, per Dio non c’è altro che aiuto, protezione, offerta di salvezza. Per Dio ognuno conta. Non c’è vita, nemmeno la più semplice o la più disgraziata, che non valga il sangue di suo figlio donato per amore.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Come reagiamo noi di fronte alle contrarietà della vita? Come reagiamo noi di fronte alle cose che mettono in crisi la nostra esistenza? Tra l’altro occorre ricordare che la nostra generazione non ha conosciuto direttamente il male della guerra, l’orrore delle privazioni, le difficoltà dell’essere senza nulla e tutte le cose che venivano e vengono spesso ricordate da queste ed altre Scritture. Io credo che noi reagiamo chiedendo a Dio che tutto passi, che tutto muti. Anzi, spesso ci stupiamo o forse anche ce la prendiamo con Dio quando siamo di fronte a cose particolarmente dure dell’esistenza, perché diciamo che Dio non interviene, Dio non se ne cura, Dio non prende parte alle vicende dell’uomo. Se c’è è distratto, dorme o, peggio, volge la faccia dall’altra parte… Non è solo pensiero nostro o di uomini che noi conosciamo. Anche nei Salmi è ben attestato questo partito. Credo che le Scritture ci dicano che il credente reagisce in modo diverso. Il credente si affida a Dio che tutto può. Nella certezza e nella consapevolezza che Dio non volge lo sguardo da un’altra parte, ma continua ad accompagnare i suoi con quel suo modo di essere presente nella storia. Il modo di chi si fa carico di tutti senza usare violenza, senza sostenere chi adopera violenza. Chiediamo al Signore la forza e la grazia di credere a questa parola, per vivere con attenzione non solo questa liturgia, ma l’intera nostra vita. Se avremo imparato che Dio agisce così con i suoi, porteremo nel cuore quel desiderio di cercare i segni della sua presenza che, sempre, dovrebbe contraddistinguerci.