lunedì 10 agosto

Settimana della 11 domenica dopo Pentecoste – lunedì 

La spiritualità di questo giorno

Siamo polarizzati sulla grande festa di sabato, il giorno dell’Assunta, alla quale vogliamo prepararci in questi giorni nei quali ricorderemo San Lorenzo, Santa Chiara, San Simpliciano. Lasciamo che il materno sguardo di Maria si posi anche su di noi che ricorriamo a lei per tutte le cose della vita.

La Parola di questo giorno

LETTURA Is 43, 1-6
Lettura del Profeta Isaia

Così dice il Signore Dio che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare, poiché io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore. Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere, perché io sono con te; dall’oriente farò venire la tua stirpe, dall’occidente io ti radunerò. Dirò al settentrione: “Restituisci”, e al mezzogiorno: “Non trattenere; fa’ tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall’estremità della terra”».

SALMO Sal 16 (17)

Provami col fuoco, Signore, non troverai malizia.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
dal tuo volto venga per me il giudizio. R

Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R

All’ombra delle tue ali nascondimi,
di fronte ai malvagi che mi opprimono,
nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. R

EPISTOLA 2Cor 9, 6b-9
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno».

VANGELO Gv 12, 24-33
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Vangelo

Come prega un martire nel giorno della sua morte? Come prega un candidato ad una morte violenta in odio alla fede nel giorno in cui si conclude la sua esperienza terrena? Abbiamo tante risposte perché le diverse cronache degli atti del martirio di molti santi, ci hanno trasmesso diverse testimonianze. Non abbiamo, di per sé, una testimonianza diretta di Lorenzo, del quale, per altro, sappiamo pochissimo. Sappiamo che il suo martirio avvenne con il fuoco, di qui l’iconografia classica della graticola, ma poi non sappiamo altro. Certamente sappiamo che Lorenzo era un diacono, uno di quelli che si era consacrato al servizio della Parola. Sappiamo che egli, come diacono, ricevette in dono la Parola di Dio da amare, da custodire, da onorare, da mantenere viva nel cuore. Tutto questo ci fa dire che Lorenzo conosceva bene questa pagina di Vangelo che ci riporta alla preghiera di Gesù. Lorenzo sapeva, dunque, che il Signore aveva pregato nell’ora della sua morte chiedendo al Padre di non essere salvato da quell’ora. L’ora della rivelazione finale. L’ora per la quale era venuto. L’ora per la quale aveva atteso e vissuto tutto il suo ministero. Lorenzo, io credo, meditando su questa parola, non chiese che la sua ora potesse allontanarsi da lui. Non chiese che il martirio potesse essere evitato, non chiese che il martirio potesse essere, in qualche modo, cancellato. Lorenzo visse tutto con quella eroicità che solo i martiri sanno vivere. La fermezza fu nel suo cuore. Egli sapeva che la sua carne poteva essere consegnata al carnefice, ma non il suo spirito. Il suo corpo poteva anche essere bruciato, ma non la sua anima che, anche per il merito di quella sofferenza sopportata coraggiosamente, sarebbe salita al cielo. Ecco cosa Lorenzo ebbe nel suo cuore quel giorno: un desiderio unico, immenso, insostituibile di servire il Signore e di servire al suo nome, con quel sacrificio che avrebbe coronato tutta una vita di fede. Lorenzo, e tanti altri martiri come lui, furono perfino sereni nel giorno di quella loro incredibile prova. Sapevano, infatti, che Dio era accanto a loro, che Dio camminava con loro, che Dio era al loro fianco. Così vissero quel giorno come un momento di perfetta conformazione della loro esistenza al Padre di tutti.

Isaia

Del resto di questa stessa consapevolezza aveva anche parlato il profeta Isaia. “Se dovessi attraversare il fuoco… le acque… io sarò con te”. Era la consapevolezza di fede del profeta, che sapeva assai bene che Dio non dimentica mai nessuno e, soprattutto, che Dio non abbandona mai nessuno. Anche questa Parola, che Lorenzo aveva ricevuto in dono, fu guida, fu conforto, fu esempio. Ed è per questo che nulla poté distrarre Lorenzo dal vivere questo momento di donazione con un profondo e sincero slancio del cuore. Il cuore di chi sa che nelle mani di Dio si trova ogni pace dell’anima. Lo slancio di chi sa fare della propria vita un atto di donazione, ad imitazione di quello di Cristo, che è venuto per insegnare a tutti gli uomini come rimettere la vita nelle mani del Padre che tutti guida, tutti sostiene, di tutti accoglie la generosità nell’amore.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Cosa fa la gente, oggi, nella memoria di San Lorenzo? Va a guardare le stelle! Accende i fuochi sulla spiaggia! La notte di San Lorenzo diventa, per molti, un’occasione di evasione, di spensieratezza, di divertimento. Vorrei che, per noi cristiani che siamo qui a celebrare il nome di Lorenzo, non fosse così, ma che ci fosse un momento di attenzione alla sua morte, alla sua donazione di amore, al suo esempio. Perché anche noi, possiamo fare altrettanto! Magari non con un martirio nel fuoco, ma con la consapevolezza di essere sempre accompagnati da Dio, capiti quello che capiti. Vorrei che San Lorenzo mettesse nel cuore di ciascuno di noi questa consapevolezza: Dio ci accompagna, Dio ci è vicino, Dio cammina con noi. Le cose della vita possono anche assomigliare ad un martirio, o possono anche essere un vero e proprio martirio, ma il Signore non viene meno alla sua fedeltà. Questa è la grazia da chiedere in un giorno come questo. Non chiediamo che siano cancellate da noi le difficoltà, le fatiche, le esperienze negative. Chiediamo che ciascuno di noi possa essere fedele al Padre. Questo sarà il nostro vanto e, un giorno, la nostra ricompensa.

2026-08-06T15:36:50+02:00