Lunedì 11 settembre

Settimana della 2° domenica dopo il martirio – lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Questa settimana è ricca di celebrazioni e feste: il nome di Maria, domani, poi San Giovanni Crisostomo, grande dottore della Chiesa, poi la festa dell’esaltazione della Croce, festa del Signore, poi l’Addolorata venerdì e, per finire, San Cornelio e San Cipriano. Come vedete una settimana ricchissima con due feste mariane importanti e una festa del Signore. Ringraziamo il Signore per la ricchezza spirituale che ci viene donata.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Gv 3, 1-9
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto. Figlioli, nessuno v’inganni. Chi pratica la giustizia è giusto come egli è giusto. Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore. Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. Chiunque è stato generato da Dio non commette peccato, perché un germe divino rimane in lui, e non può peccare perché è stato generato da Dio.

SALMO Sal 23 (24)

Ecco la generazione che cerca il volto del Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
chi non giura con inganno. R

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R

VANGELO Lc 17, 1-3a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».

1 Giovanni

Partirei, per la nostra meditazione, dalla prima lettera di San Giovanni. “Carissimi, vedete quale grande amore ci ha donato per essere figli di Dio, e lo siamo realmente!”. Potrebbe essere questa la partenza per la nostra riflessione e credo che tutti, anche grazie ai doni spirituali che ci vengono proposti dalla Scrittura, possiamo sempre prendere maggiore consapevolezza della nostra identità di figli di Dio. In un certo senso potremmo anche dire che una settimana così ricca è davvero occasione per vivere bene tutto ciò che ci viene donato. Dio Padre riversa il massimo dell’amore su di noi nel Figlio suo morto per amore, ecco il centro spirituale di questa settimana con la festa dell’esaltazione della Croce. Aggiunge subito San Giovanni: “Per questo il mondo non ci conosce, perché non ha conosciuto Lui”. San Giovanni vive in un tempo in cui la comunità cristiana è piccola e perseguitata. Egli si rende conto che chi perseguita i cristiani non ha conosciuto Cristo. Questo è il vero dramma dell’umanità: non conoscere Cristo e, quindi, di conseguenza, non conoscere quale grande amore Dio dona all’uomo in Cristo. Ecco il dovere della testimonianza che tutti i cristiani vivono. Dovere che aiuta anche il credente a incamminarsi verso la vita eterna che è il vero cuore della vita di ogni uomo, la meta verso la quale ciascuno è fisicamente chiamato. “Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati: chiunque pecca non l’ha visto né conosciuto”. La riflessione di Giovanni diventa più difficile. Il cuore del mistero della redenzione è proprio la passione rinnovatrice di Cristo, quella passione nella quale ogni uomo trova il ristoro per il suo peccato. Il cristiano che continua a peccare, però, in qualche modo è una contro-testimonianza a Cristo. San Giovanni sa bene che ogni credente, anche dopo il Battesimo, continua ad essere peccatore per via di quella fragilità che è connaturata all’uomo. Tuttavia non si può semplicemente accettare questa fragilità come dato di fatto: occorre reagire. Una vita spirituale che fa tesoro della parola del Signore e che custodisce il mistero della sua presenza, questa è davvero l’occasione per continuare quel cammino di santità che deve riguardare tutti. Non si potrà essere alieni dal peccato: contando sulla passione redentrice di Cristo e sentendosi sempre chiamati allo splendore della vita eterna, si può dare buona testimonianza alla fede e ci si può sempre sentire spronati a raggiungere la santità che è proposta a tutti come modello di vita. Chi conosce questa verità e si comporta di conseguenza, fa sì che “un germe divino rimanga in lui…”. Mi piace molto questa frase che trovo molto consolatoria. Se c’è un germe divino dentro di noi, nonostante i nostri peccati, nonostante le nostre fragilità, nonostante le nostre debolezze, tutti possiamo avere in noi la speranza della vita eterna che è data a noi tutti da Cristo come dono. Non spegniamo mai questo piccolo seme: esso porterà frutto secondo quello che Cristo disporrà. Questa è la più grande verità della vita cristiana.

Vangelo

Capiamo allora anche il piccolo brano di Vangelo. Al cristiano, che per fragilità non può non peccare, è chiesto, però, di evitare lo scandalo. Scandalo è una vita che si dice cristiana ma che, poi, nei comportamenti pratici, mostra ben altro. Scandalo è una vita che si dice cristiana ma nella quale, poi, ci si comporta come se Cristo non ci fosse. Da questo punto di vista capiamo che lo scandalo non è il comportamento di qualcuno isolato che fa molto rumore, ma è il piccolo della vita di ciascuno quando non viviamo realmente una vita evangelica. Questo, dice Gesù, è ciò che rovina non solo la vita di chi vive lo scandalo, ma anche quella di una comunità che non trovando esempi e modelli sufficienti, non potrà che perdere l’ardore di fede che, invece, dovrebbe configurarla.

Provocazioni di fede per il cammino

Da chi siamo stati scandalizzati?

Noi diamo scandalo?

Le domande dirette al cuore che vengono dalla Parola di Dio non possono essere eluse. Forse anche noi ci siamo sentiti scandalizzati dal comportamento di qualcuno che non si è realmente disposto a vivere i valori del Vangelo. Se questo fosse capitato, credo che tutti ci saremmo accorti di una distanza che si è posta tra noi e la Chiesa, tra noi e il mondo della fede. Talvolta, magari, abbiamo usato anche questa giustificazione per motivare una nostra non adesione al Vangelo. Può essere capitato. Ma può anche essere capitato che, senza pensarci, senza volerlo, noi stessi siamo stati scandalo per qualcuno, perché non abbiamo vissuto il Vangelo con quella coerenza e con quella forza che, invece, sarebbero state necessarie. Dovremmo pensarci con profondità, perché certamente può essere stato oltre le nostre intenzioni, eppure potremmo realmente avere dato scandalo. Di questo dovremmo realmente chiedere perdono a Dio, per non mortificare il seme di eternità che è posto dentro di noi e per chiedere, in qualche modo, anche il perdono delle persone che abbiamo scandalizzato. Chiediamo la forza dello Spirito di Dio per rivedere la nostra vita alla luce di questa Parola esigente e provocatoria.

Invito alla preghiera

Vi invito a iniziare la settimana facendoci questo esame di coscienza e chiedendo a Dio Padre la forza di non scandalizzare mai nessuno, almeno volontariamente!

2023-09-08T20:40:53+02:00