Mercoledì 12 febbraio

Settimana della 5 domenica dopo l’Epifania – mercoledì

La spiritualità di questo giorno

La liturgia di oggi è davvero molto bella, forte e provocatoria, perché ci chiede di riflettere su un aspetto della vita che tutti conosciamo molto bene: l’arte del consiglio.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 37, 7-15
Lettura del libro del Siracide

Ogni consigliere esalta il consiglio che dà, ma c’è chi consiglia a proprio vantaggio. Guàrdati da chi vuole darti consiglio e prima infórmati quali siano le sue necessità: egli infatti darà consigli a suo vantaggio; perché non abbia a gettare un laccio su di te e ti dica: «La tua via è buona», ma poi si tenga in disparte per vedere quel che ti succede. Non consigliarti con chi ti guarda di sbieco e nascondi le tue intenzioni a quanti ti invidiano. Non consigliarti con una donna sulla sua rivale e con un pauroso sulla guerra, con un mercante sul commercio e con un compratore sulla vendita, con un invidioso sulla riconoscenza e con uno spietato sulla bontà di cuore, con un pigro su una iniziativa qualsiasi e con un salariato sul raccolto, con uno schiavo pigro su un lavoro importante. Non dipendere da costoro per nessun consiglio. Frequenta invece un uomo giusto, di cui sai che osserva i comandamenti e ha un animo simile al tuo, perché se tu cadi, egli saprà compatirti. Attieniti al consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti è più fedele. Infatti la coscienza di un uomo talvolta suole avvertire meglio di sette sentinelle collocate in alto per spiare. Per tutte queste cose invoca l’Altissimo, perché guidi la tua via secondo verità.

SALMO Sal 72 (73)

Dio è la roccia del mio cuore.

Quando era amareggiato il mio cuore
e i miei reni trafitti dal dolore,
io ero insensato e non capivo,
stavo davanti a te come una bestia. R

Ma io sono sempre con te:
tu mi hai preso per la mano destra.
Mi guiderai secondo i tuoi disegni
e poi mi accoglierai nella gloria. R

Chi avrò per me nel cielo?
Con te non desidero nulla sulla terra.
Vengono meno la mia carne e il mio cuore;
ma Dio è roccia del mio cuore,
mia parte per sempre. R

VANGELO Mc 8, 1-9
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, il Signore Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.

Siracide

Il Siracide è la lettura più provocatoria. Il sapiente ricorda che non è da tutti saper esprimere un consiglio che viene da Dio. Può essere che tutti gli uomini sappiano esprimere qualche consiglio. Non si può dimenticare, però, che il consiglio degli uomini è spesso interessato. Gli uomini dicono quello che vogliono che gli altri dicano. Spesso un cattivo consigliere dice quello che pensa sia gradito alla persona che sta chiedendo consiglio. Ci sono poi uomini senza scrupoli che consigliano quello che porterà vantaggio anche a loro. Ci sono poi categorie di persone con le quali non è prudente, non è saggio consigliarsi. Per questo potete tornare agli esempi del Siracide che sono molto efficaci. La lettura permette però anche un’altra applicazione che non ci fa mettere nel ruolo di chi cerca un consiglio, ma nel ruolo di chi dà un consiglio. Così potremmo anche noi verificare che consiglieri siamo. Anche noi possiamo vedere come consigliamo quando siamo richiesti di un consiglio. Perché anche noi potremmo facilmente cadere nella trama di coloro che consigliano solo cose ovvie, o potremmo dire le cose che riteniamo semplicemente sensate, o potremmo cercare di consigliare senza prendere posizioni, o, peggio, potremmo consigliare per interesse. Il Siracide ci sta dicendo che l’arte del consigliare, per chi ha fede, non nasce solo dal buon senso e da una sincera capacità di esaminare le situazioni. Nasce, piuttosto, dalla preghiera, dal desiderio di rimettersi nel mistero di Dio, dal desiderio di illuminare, con quello che si può intuire, la vita di un’altra persona. Ecco in che cosa consiste l’arte del consiglio.

Vangelo

Molto opportunamente il Vangelo ci faceva rileggere il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che, come tutti ben sappiamo, è un miracolo eucaristico. Un miracolo che riporta Cristo al centro della scena e che, riletto alla luce delle parole del sapiente, ricorda a noi che prima di esprimere un qualsiasi consiglio, dovremmo sostare in preghiera dinanzi a Gesù Eucarestia. Se vogliamo davvero esprimere un consiglio cristiano, questa dovrebbe essere per noi la regola. Così che, confrontando la nostra situazione con Cristo vivo e con la sua parola, possiamo davvero comprendere a quale speranza di grazia è chiamata la vita delle persone che abbiamo accanto e per le quali siamo chiamati ad esprimere un consiglio o a fornire un aiuto.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Se ci è capitato di chiedere qualche consiglio, credo che tutti abbiamo fatto esperienza di speranza. Abbiamo messo speranza nella persona a cui ci siamo rivolti, abbiamo atteso le sue parole con speranza, pensando che esse potessero, in qualche modo, illuminare veramente il nostro cammino. Credo che questo anno giubilare ci stia dicendo di porre attenzione al modo di consigliare che abbiamo. Così come ci sta dicendo di ricorrere a persone della massima fiducia, quando vogliamo avere un consiglio. In sintesi potremmo proprio dire così: l’arte del consigliare alimenta la speranza. Credo che sia bellissimo questo richiamo che ci viene offerto dalla Parola di Dio e penso sia un servizio bello quello che ci viene consegnato. Esercitarci in questa arte del consiglio porta tutti noi ad essere più discepoli della Parola del Signore. Essere partecipi di questa arte del consiglio porta ciascuno di noi ad essere più attento nella celebrazione dell’Eucarestia, il luogo dove Cristo si dona, il Sacramento nel quale Cristo si rende presente per noi e per gli altri. Chiediamo questa grazia, per vivere in questo modo l’arte del consiglio, sia che siamo noi a chiederlo, sia che siamo noi ad offrirlo.

Provocazioni

  • Come esercito l’arte del consiglio?
  • Che richiamo concreto mi offre questa Parola di Dio?
  • Cosa posso dire oggi al Signore perché l’arte del mio consiglio sia sempre parte del mio cammino di fede?
2025-02-07T12:05:05+01:00