Lunedì 12 maggio

Settimana della 4 domenica di Pasqua – Lunedì

La spiritualità della settimana

La Beata Vergine Maria di Fatima, San Mattia, il giovedì a metà della festa e San Luigi Orione, sono le tappe più importanti delle celebrazioni liturgiche di questa settimana che viviamo sempre nello spirito di gioia della Pasqua che abbiamo da poco celebrato.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 9, 26-30
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo. Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.

SALMO Sal 21 (22)

A te la mia lode, Signore, nell’assemblea dei fratelli.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe.
Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre! R

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli. R

A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere. R

Io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!». R

VANGELO Gv 6, 44-51
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Atti

L’importanza degli amici. Credo che la prima lettura di oggi ci faccia riflettere sull’importanza di amici seri, fidati, attenti, premurosi. Lo dice molto bene la storia di San Paolo. Appena giunto a Gerusalemme nessuno si fida di lui. Vorrebbe anche discutere con gli apostoli, ma il suo nome non è ancora accreditato e lì, nella città dove la Chiesa ha avuto il suo inizio ma anche dove la Chiesa è perseguitata, il suo nome fa ancora paura. Ecco l’importanza di un amico, Barnaba, che garantisce per lui, che accredita il suo nome, che spiega a tutti la verità della sua conversione e il suo generoso dedicarsi alla predicazione e all’edificazione. È così che Paolo entra, pian piano, in contatto con tutta la Chiesa. Non solo. Abbiamo anche sentito che, appena inizia la sua predicazione e testimonianza, c’è chi vorrebbe far tacere per sempre la sua voce. Ecco allora altri fratelli, altri uomini che si preoccupano della salvezza di Paolo e che lo allontanano da Gerusalemme, la grande città ma anche la città dei tumulti, degli attentati. Sono amici che consigliano a Paolo di stare più defilato, di mettersi in contatto con altri, di essere più prudente. Sono amici che danno consigli seri e saggi. Paolo si fida di essi e, nel farli propri, c’è tutta la sua sapienza. Senza questi amici, e senza altri amici che emergeranno in altre pagine del racconto di San Luca, Paolo non se la sarebbe cavata e sarebbe certamente morto.

Vangelo

Che cosa ha sostenuto Paolo anche in questi momenti difficili e bui? Cosa ha sostenuto la prima comunità cristiana anche in questi momenti? Che cosa ha garantito forza alla piccola comunità dei credenti, mentre si era nel tempo della repressione? Il Vangelo ci risponde in modo molto chiaro: l’Eucarestia, il Sacramento della presenza del Signore, la sua permanente presenza in mezzo al suo popolo. Sono queste le cose che hanno sostenuto gli uomini che fecero la prima Chiesa. Non ricchezze, non prestigio, non amicizie altolocate, ma solo la presenza del Signore che ha concesso a ciascuno di andare avanti nel modo in cui non avrebbero mai pensato. L’Evangelista, presentandoci questa predicazione del Signore, intende dire che sempre, in ogni tempo, in ogni situazione la Chiesa confida solo nel Signore, confida solo nel suo aiuto, confida solamente in questa forza. Paolo e gli apostoli si sono affidati proprio alla forza dell’Eucarestia per capire cosa fare, per comprendere come regolarsi nelle diverse cose di ogni giorno. Senza dire, poi, che è proprio nella celebrazione dell’Eucarestia che il Signore ci chiama amici e che fa risplendere il suo volto su di noi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Metto la celebrazione eucaristica anche al centro del tempo pasquale?
  • L’Eucarestia mi spinge anche a vivere bene con gli amici che ho nel mio cammino?

Credo che anche noi tutti siamo invitati, oggi, a riflettere su queste due realtà e a capire che esse sono connesse l’una con l’altra. L’amicizia, anche quella umana che sappiamo scambiarci tra persone, per noi cristiani, trova radice in Dio ed è chiamata a rinforzarsi proprio a partire da Dio. L’amicizia non è solo un fatto umano, che parte da sensibilità e affinità che si incontrano. Essa è sempre anche fatto spirituale, realtà che trova la sua forza proprio nella celebrazione di quel Sacramento nel quale scopriamo Cristo amico e dal quale usciamo anche riedificati nella nostra umanità. Oggi chiediamo al Signore di saper vivere bene la celebrazione dell’Eucarestia, mettendo in essa tutti i legami e gli affetti che viviamo e chiedendo al Signore di rendere sempre più forti, belli, intensi ed incisivi i nostri rapporti interpersonali, perché sappiamo essere veramente costruttori di amicizie grandi e, per questo, uomini che donano al mondo segni di speranza.

Esercizio per questo giorno di gioia

Ringrazio il Signore per il dono degli amici.

2025-05-09T21:50:00+02:00