Settimana della 4 domenica di Pasqua – Martedì
La spiritualità di questo giorno
È un giorno speciale in questo mese di maggio, perché la memoria della beata Vergine di Fatima è cara a molti e perché ci aiuta a rileggere il tempo in cui viviamo. Rileggiamo insieme le Scritture per capirne poi la portata spirituale alla luce della rivelazione di Maria.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 11, 19-26
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.
SALMO Sal 86 (87)
Popoli tutti, lodate il Signore, alleluia.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose gloriose, città di Dio! R
Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato.
Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R
VANGELO Gv 6, 60-69
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Atti
La pagina degli Atti ci ha messo in comunione con un fatto storico, certamente, che riguarda quel tempo, non solo però, perché in ogni tempo di persecuzione è avvenuto più o meno quello che si diceva nella lettura. Nella lettura si parlava di come la persecuzione spinse i primi discepoli a cambiare rotta. Quando una strada di predicazione si interrompeva, se ne provava un’altra. Quando si era cacciati da una nazione, i discepoli non provavano paura, ma portavano la fede dovunque andavano. È per questo motivo che anche i pagani hanno potuto sentire la predicazione degli apostoli e convertirsi a Cristo. Destando non poco interesse in tutti e soprattutto nella chiesa di Gerusalemme, che ha saputo capire che nel segno della persecuzione si rendeva possibile una realtà nuova alla quale, fino a quel momento, nessuno aveva ancora pensato: la possibilità di una evangelizzazione del mondo. I discepoli capiscono questo e, nella persecuzione, non si lasciano abbattere, ma sanno guardare oltre, sanno guardare al di là, sanno capire che c’è qualcosa di più, qualcosa di meglio che tutto quello che loro hanno sempre guardato. Se vogliamo la persecuzione sposta gli equilibri e permette che la fede in Cristo sia predicata in tutto il mondo allora conosciuto. Se non ci fosse stata questa evangelizzazione ai pagani, noi ora non saremmo qui.
Vangelo
Non è questa, però, la reazione di tutti, sempre. Lo abbiamo sentito molto bene nel Vangelo. Quando il Signore comincia a dire bene come stanno le cose, quando si incomincia a capire che seguire Gesù è impegnativo, quando si intravede anche lo spettro della contestazione, ecco che molti discepoli fanno ritorno alle loro case, smettono di seguire Gesù. È l’altra faccia della medaglia, sempre possibile da vivere per tutti. Gesù è conscio di questo e chiede a chi gli sta intorno di manifestare il proprio intendimento. Gesù lascia liberi, non si oppone nemmeno a chi lo sta lasciando in quel momento. Al tempo stesso accoglie la risposta di Pietro, ben consapevole che abbandonare il Signore, significhi lasciare l’unica sorgente di verità e di eternità che Dio dona al mondo. È per questo che, nonostante il suo carattere, nonostante le sue intemperanze, nonostante quello che poi accadrà nella sua vita, Pietro pronuncia quelle parole graditissime anche a Cristo Signore: “Solo tu hai parole di vita eterna”. Come dire: lasciare questa sorgente di vita è autodistruggersi. Lasciare questa sorgente di grazia è condannarsi all’infelicità eterna. Meglio rimanere accanto al Signore, nonostante il proprio peccato, piuttosto che rimanere in un luogo sicuro ma senza prospettiva di eternità. Nella difficoltà, nella persecuzione, appunto, è possibile tutto. È possibile rimanere accanto al Signore, costi quel che costi, ma è possibile anche allontanarsi da Lui, perché la libertà dell’uomo è fatta anche di questo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa vedo nel mio modo di agire?
- Qual è il mio atteggiamento nelle difficoltà della fede?
Anche la beata Vergine Maria, se fate caso, apparendo a Fatima, ha parlato di queste realtà. Ha parlato di persecuzione, ha parlato degli errori della Russia, ha parlato della difficoltà degli uomini di seguire il proprio Figlio, ha raccomandato la preghiera, la penitenza, il digiuno per perseverare nell’amicizia con Dio. Ha parlato di martiri che avrebbero dato la vita per Dio, ha parlato di sangue che avrebbe insanguinato la Chiesa e il mondo. Maria ha sottolineato come ci sarebbero state diverse possibilità di reazione alla provocazione che la fede, da sempre, suscita nel mondo. E ha donato un rifugio: il suo cuore Immacolato, il suo cuore sempre unito al cuore di Cristo. È rifugiandosi con la preghiera nel Sacro Cuore di Cristo e in quello Immacolato di Maria che si può ottenere perdono, salvezza, sicurezza, pace. È solo in questo modo che l’uomo può cercare di dare un senso all’incompiuto.
Così anche noi, rispetto alle persecuzioni di oggi, rispetto alle difficoltà del nostro mondo, siamo invitati a credere che solo la presenza del Signore illumina, rinsalda, rappacifica.
Credo che oggi, nel mondo in cui ci troviamo, sempre alle prese con le difficoltà del tempo, possiamo davvero pregare insieme perché il Signore ci doni, grazie alla presenza di Maria e grazie alla sua intercessione, quella pace del cuore alla quale tutti aneliamo e di cui tutti abbiamo necessariamente bisogno.
Esercizio per questo giorno di gioia
Prego una decina del Rosario secondo le intenzioni del Papa.