Domenica 12 giugno

Solennità della Santissima Trinità

Per introdurci

Colui che mi ama sarà amato dal Padre mio e io mi manifesterò a lui”.

  • Come si manifesta il Signore?
  • Come avviene la sua rivelazione d’amore?
  • Cos’è la rivelazione del Dio Trinitario?

Sembra che la questione posta dal Vangelo interessi davvero pochi, pochissimi. Dopo aver animato le discussioni della Chiesa dei primissimi secoli, pare che, oggi, queste questioni non siano più tanto di moda! Eppure a noi tutti è chiesto, non solo oggi ,a in particolare oggi, di domandarci seriamente in che cosa consista la rivelazione di Dio Trinità di amore.

La Parola di questa domenica

LETTURA Gen 18, 1-10a
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto». Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono. Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».

SALMO Sal 104 (105)

Il Signore è fedele alla sua parola.

Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,

figli di Giacobbe, suo eletto. R

È lui il Signore, nostro Dio:

su tutta la terra i suoi giudizi.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,

parola data per mille generazioni,

dell’alleanza stabilita con Abramo

e del suo giuramento a Isacco. R

 

Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,

i suoi eletti con canti di gioia.

Ha dato loro le terre delle nazioni

e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,

perché osservassero i suoi decreti

e custodissero le sue leggi. R

EPISTOLA 1Cor 12, 2-6

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, voi sapete che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!»; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

VANGELO Gv 14, 21-26

✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Genesi

Il primo tratto della nostra lectio divina è sul libro della Genesi. Un racconto sorprendente.

Siamo in un territorio semidesertico, devastato dal caldo. Siamo nell’ora più calda della giornata. Come è tradizione, specie in un tempo in cui i rimedi per difendersi dal caldo non erano poi molti, Abramo si sta riposando. Una sosta, fino a che il caldo non cali un poco e possano essere riprese le attività della giornata. È in questo preciso momento che compaiono questi tre ospiti misteriosi. Abramo avrebbe potuto stare a riposare, avrebbe potuto continuare la sua “pennichella” tranquillo. Invece vediamo i gesti del suo agire: subito si desta, chiama i servi, fa venire Sara. Non si limita a dare a costoro del pane affumicato, che era tenuto sempre di riserva nelle tende dei beduini, ma si affretta perché ci sia un pranzo degno di un ospite illustre. Abramo non si domanda chi siamo i tre misteriosi uomini che ha di fronte a sé. Solo riserva loro il massimo dell’accoglienza, il meglio della sua tribù. È tutto un lavorio fino a che  i tre misteriosi ospiti non siano assistiti al meglio in tutte le loro esigenze. Di più. Non solo Abramo ha rinunciato al suo giusto riposo, non solo ha preparato oltre ogni misura ed aspettativa, ma il racconto conclude dicendoci che “mentre egli stava in piedi, essi mangiarono”. Abramo non siede con l’ospite, ma rimane nella posizione del servitore, rimane desto caso mai manchi qualcosa, gesto che egli era abituato a ricevere da quelli della sua tribù e che, invece, diviene il suo gesto di onore, cortesia, accoglienza. Abramo pensa, in questo modo, di vivere al meglio l’accoglienza che, come anche noi sappiamo, è un dovere per tutti gli ebrei. Non sa, invece, di dare una mano a Dio per lasciarsi riempire dai doni di Dio. Il brano termina infatti con una profezia: “tornerò da te tra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio”. È la promessa di Dio, quella che aveva guidato Abramo fio a quel momento che si adempie. Non più una promessa generica, ma una data precisa. Entro un anno, un figlio. In un gesto di cortesia, in un gesto di accoglienza, in un gesto di pronto servizio nasce l’opera di Dio. In un’opera di amore, si annida l’Amore di Dio. Quell’amore che è eterno, irraggiungibile, incomprensibile perché non può essere circoscritto in un pensiero umano, si annida nei piccoli gesti di accoglienza di un beduini, nelle steppe di Israele di 3000 anni fa. Insegnamento che ci ricorda che ogni gesto di amore dell’uomo nasce come riflesso dell’amore di Dio, anche se inconsapevolmente. Ogni gesti di amore degli uomini diventa, quindi, una traccia della presenza di Dio Trinità di amore nella storia, lungo i secoli, in mezzo agli uomini. La Trinità, più che un concetto, più che un’idea, è l’Amore che è presente anche in mezzo agli uomini. Ogni gesto di disinteressato amore è opera della trinità, traccia della sua presenza. Dio si rivela così. La Trinità si rivela così.

Corinti

C’è una seconda rivelazione di Dio Trinità di amore. San Paolo ce la presentava nella lettera ai Corinti. La rivelazione di Dio Trinità di amore avviene nella fede, per cui “nessuno può dire: Gesù è il signore!, se non sotto l’azione dello Spirito Santo”. La Trinità rivela se stessa mentre sostiene gli atti di fede degli uomini, quegli atti di fede che gli uomini compiono nel nome di Dio. Ogni atto di fede, anche imperfetto, come è l’atto di fede di ogni uomo, è comunque un atto di fede sostenuto dalla potenza dello Spirito di Dio, perché non è possibile che ci sia una to di fede se non sotto l’azione potente di Dio- Trinità. Adesso, in questo momento, mentre stiamo compiendo uan celebrazione e, quindi, con la solennità del giorno, ma poi anche in altri momenti, anche in preghiere più private, meno solenni, meno formali, è presente Dio. Dio si rivela così, nei gesti che ci portano a riconoscerlo presente in mezzo a noi, nelle preghiere che noi possiamo dire rivolgendoci al nome di Dio, perché il suo amore Trinitario sia anche in noi.

Vangelo

Infine il Vangelo insiste su uan rivelazione più personale, più intima nel cuore di ogni uomo. “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio, io lo amerò e mi manifesterò a lui. Se uno mi ama e osserverà la mia parola noi verremo a Lui e prenderemo dimora presso di Lui”. C’è, dunque, una rivelazione intima, personale, potremmo dire del cuore. Consce questa rivelazione di Dio solo chi ama la sua parola solo chi la osserva, solo chi vive il comandamento come risposta di amore al Dio di amore. Ogni atto di fede, ogni gesto di fede è risposta di un amore imperfetto, quello degli uomini, all’amore perfetto di Dio che si rivela pienamente in Gesù Cristo. È questa rivelazione privata quella che meglio consociamo. Quando siamo in preghiera e gustiamo la presenza di Dio, noi sperimentiamo già qualcosa dell’amore trinitario di Dio. Qualcosa che non è ancora perfetto, non è ancora perenne ma ci rimanda a ciò che sarà, a ciò che avverrà dentro di noi quando noi tutti saremo presenti nel mistero di Dio, nel mistero della sua Trinità di amore.

Per noi

Dunque sono tre e diversi i modi con cui Dio si rivela come Trinità di amore:

  • Dio si rivela Trinità di amore nei gesti spontanei di accoglienza, amore, vicinanza, benevolenza, fraternità che gli uomini sanno vivere;
  • Dio si rivela Trinità di amore nelle preghiere che gli uomini imparano a dire e con le quali professano il santo nome di Dio;
  • Dio si rivela trinità di amore negli itinerari di fede personali, privati, nascosti, eppure così necessari ed anzi indispensabili perché cresca nell’uomo l’amore di Dio.

Come ci ha insegnato Benedetto XVI: “è dunque solo l’amore che ci rende felici, perché impariamo a vivere in relazione, viviamo per amare e per essere amati e per costituire una unità” che è poi una traduzione moderna dell’insegnamento prezioso di Sant’Agostino: “contempli la Trinità se vedi la carità”.

Cosa significa tutto questo per noi?

  1. Anzitutto vi invito a valorizzare la preghiera alla Trinità. Noi ne abbiamo moltissime che compiamo, a volte, anche inconsapevolmente. Per esempio il segno della Santa Croce, con il quale noi apriamo ogni momento di preghiera, è già una professione id fede in Dio Trinità di amore. In secondo luogo, le preghiere della celebrazione Eucaristica che stiamo compiendo in questo momento sono tutte Trinitarie, si rivolgono al Padre, chiedendo la forza della mediazione di Cristo, implorando la potenza dello Spirito Santo. Sono, quinti, tutte preghiere trinitarie. Il primo invito è, quindi, quello di prendere una consapevolezza sempre maggiore dell potenza della Trinità che è presente in queste nostre forme id preghiera comuni.
  2. In secondo luogo vorrei che imparassimo da Abramo che mettersi alla presenza del Dio Trinitario chiede solamente che noi impariamo, non solo a vivere “con” gli altri, ma “per” gli altri, appunto come Abramo che non solo si spende nelle opere di accoglienza tipiche del suo tempo e della sua fede, ma rimane in atteggiamento di servizio perenne. Chi fa così vive un amore intenso, profondo, unico per Dio che è Trinità di Amore. Come in Dio ciascuna persona vive per l’altra, così tra gli uomini, chi impara a vivere per gli altri, impara cosa significhi vivere immersi nell’amore Trinitario e circondati dai suoi benefici. Come Abramo, chi compie opere di questo genere, attira su di sé, anche inconsapevolmente, le benedizioni di Dio, Trinità di amore.
  3. Infine sottolineo ancora che ogni forma id unione che si promuove tra gli uomini è, per noi credenti, riflesso, segno, rimando all’unità della Santissima Trinità. Ogni segno di amore, unione, concordia delle nostre famiglie, ogni segno di unione nelle nostre città e nelle diverse espressioni della comunità civile, ogni segno ecclesiale che va in questa direzione, è segno dell’amore di Dio Trinitario. Ecco perché abbiamo tutti necessariamente bisogno di sottolineare con maggior attenzione questi segni, che sono, per noi tutti, occasione di crescita nell’amore trinitario.

Come si capisce, la riflessione sulla trinità è tutt’altro che uan riflessione astratta, priva di risvolti pratici, incorporea, inconsistente. Ricordiamo anche noi: tu vedi la Trinità ogni volta che vedi l’unità, la relazione, l’essere per l’altro, la dedizione, il servizio. Tu vedi la Trinità ogni volta che vedi un gesto di amore, di interesse, di dedizione. Tu vedi la trinità ogni volta che ami. Amiamo e vedremo la Trinità.

2022-07-02T09:18:21+02:00