Martedì 12 agosto

Settimana della  9 domenica dopo Pentecoste – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

Viviamo questa giornata come tempo utile per prepararci, spiritualmente, alla festa dell’Assunta.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Sam 6, 1-15
Lettura del secondo libro di Samuele

In quei giorni. Davide reclutò di nuovo tutti gli uomini scelti d’Israele, in numero di trentamila. Poi si alzò e partì con tutta la sua gente da Baalà di Giuda, per far salire di là l’arca di Dio, sulla quale si proclama il nome del Signore degli eserciti, che siede sui cherubini. Posero l’arca di Dio sopra un carro nuovo e la tolsero dalla casa di Abinadàb che era sul colle; Uzzà e Achio, figli di Abinadàb, conducevano il carro nuovo. Mentre conducevano il carro con l’arca di Dio dalla casa di Abinadàb, che stava sul colle, Achio precedeva l’arca. Davide e tutta la casa d’Israele danzavano davanti al Signore con tutte le forze, con canti e con cetre, arpe, tamburelli, sistri e cimbali. Giunti all’aia di Nacon, Uzzà stese la mano verso l’arca di Dio e la sostenne, perché i buoi vacillavano. L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua negligenza ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio. Davide si rattristò per il fatto che il Signore aveva aperto una breccia contro Uzzà; quel luogo fu chiamato Peres-Uzzà fino ad oggi. Davide in quel giorno ebbe timore del Signore e disse: «Come potrà venire da me l’arca del Signore?». Davide non volle trasferire l’arca del Signore presso di sé nella Città di Davide, ma la fece dirottare in casa di Obed-Edom di Gat. L’arca del Signore rimase tre mesi nella casa di Obed-Edom di Gae il Signore benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa. Ma poi fu detto al re Davide: «Il Signore ha benedetto la casa di Obed-Edom e quanto gli appartiene, a causa dell’arca di Dio». Allora Davide andò e fece salire l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom alla Città di Davide, con gioia. Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un giovenco e un ariete grasso. Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore con grida e al suono del corno.

SALMO Sal 131 (132)

Il Signore ha scelto Sion per sua dimora.

Ricòrdati, Signore, di Davide,
di tutte le sue fatiche,
quando giurò al Signore,
al Potente di Giacobbe fece voto: R

«Non entrerò nella tenda in cui abito,
non mi stenderò sul letto del mio riposo,
finché non avrò trovato un luogo per il Signore,
una dimora per il Potente di Giacobbe». R

Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli. R

VANGELO Lc 11, 5-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono».

Vangelo

Il tema della preghiera insistente è variamente trattato nel Vangelo. È un tema molto forte, perché Gesù raccomanda sempre, con insistenza, che la preghiera dei credenti sia una preghiera insistente. Insistente, cioè capace di presentare a Dio con forza, con continuità, con rinnovato slancio quelle richieste che più da vicino nutrono la nostra fede e sono il centro del nostro interesse. Per farsi capire meglio, il Signore ha raccontato anche questa piccola parabola, nella quale ha ricordato che molto spesso gli uomini fanno favori ad altri uomini quando le richieste diventano insistenti e, quasi, implacabili. Quando questo avviene, quando ci sono richieste di questo genere, è più facile che gli uomini si lascino convincere a fare quello che è loro richiesto. Gesù utilizza anche questo paragone per dire che, come avviene tra gli uomini, così è anche nelle cose spirituali. Una preghiera particolarmente forte, una preghiera particolarmente insistente, produce sempre l’effetto sperato, ovvero che Dio ci ascolti. Se volete questo insegnamento si aggancia perfettamente a quello di ieri e ci permette di ricordare che il Signore non ci ha mai chiesto altro che questo: la costanza nella preghiera. La preghiera può avvenire in molti modi e in molte forme, può coinvolgere in modi molto diversi gli uomini. Tutto va bene e tutto è e deve essere inserito nelle reali condizioni di vita di un uomo. L’importante, però, è che in qualsiasi modo avvenga, la preghiera sia fatta con costanza.

Samuele

A volte la preghiera può anche essere un poco scaramantica. È quello che accadde a Davide, che aveva paura di un oggetto sacro come era l’arca dell’alleanza. Davide ha avuto paura di questo tabernacolo ambulante, capace di essere segno di benedizione ma capace di essere anche segno sacro che incute terrore. Solamente quando Davide ha visto i benefici che essa portava nei luoghi dove era custodita, si è lasciato convincere a prendere con sé questo segno sacro e a onorarlo come segno di benedizione per tutto Israele. Certo è che, da quando Davide comprese questa verità, egli rimase a lungo in preghiera dinanzi all’arca, mettendo anche le basi per il famoso tempio di Gerusalemme, luogo dove per secoli essa venne poi custodita. Davide anche oggi ci insegna l’importanza di un luogo e di qualche segno che rendono possibile la costanza nella preghiera, l’insistenza nella preghiera, la fecondità dell’orazione.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Crediamo all’insistenza nella preghiera?
  • Quale luogo di preghiera ci permette di vivere meglio la costanza nell’orazione?

Non credo che sia la prima volta che ci facciamo domande di questo genere. Forse, poi, l’estate è il tempo meno indicato per viverle perché, in fondo, il tempo estivo, salvo qualche visita a qualche santuario o salvo qualche piccolo ritiro o pellegrinaggio, non è il tempo migliore per la preghiera. Anzi, forse il caldo ci giustifica dall’astenerci anche da qualche forma di orazione più intensa. Ecco il perché dell’importanza di questa Parola di Dio che rileggiamo proprio nel cuore dell’estate. Mentre ci stiamo preparando a vivere la festa dell’Assunta, la Parola di Dio ci ricorda che è la preghiera il cuore di ogni esistenza. Senza la preghiera, cioè senza lo spirito della fede, non hanno nemmeno senso le grandi feste che celebriamo. Esse diventano dei grandi riti civili. È questo il pericolo che corriamo nel nostro tempo e maggiormente in questa occasione. La grande festa dell’Assunta ha lasciato il posto ai riti civili delle vacanze, riempite in modo molto differente a seconda del luogo dove ci troviamo. Così accade che, in questi giorni, più che cercare una comunione con Dio, noi cerchiamo la spensieratezza dei cuori, la spensieratezza della vita, cercando di essere coinvolti in tutte le occasioni di divertimento che possiamo avere come svago. Ben venga che la Parola di Dio ci richiami ad altro! Ben venga che la Parola di Dio ci aiuti a capire che senza preghiera rischiamo di perdere il senso, il fulcro della vita che è la benedizione di Dio, in vista dell’incontro con Lui. Chiediamo al Signore, in questo giorno, di essere molto attenti a ciò che Egli ci rivela. Chiediamo di essere molto attenti alla preghiera. Chiediamo di vivere una preghiera insistente per non perdere l’occasione di dare un senso, una direzione, un punto di riferimento sicuro ai nostri giorni. Credo che questa grazia spirituale potrà sostenere questo giorno, ma anche metterci già in quella direzione di comunione che l’Assunta ci richiama, se vogliamo dare senso e speranza ai nostri giorni.

2025-08-09T14:05:48+02:00