Settimana della domenica che precede il martirio di San Giovanni Battista
La spiritualità di questo giorno
È la seconda festa mariana che celebriamo in questi giorni. Credo che sia bello avere avuto una prima festa ufficiale e questa festa di devozione. Lasciamo che anche oggi la Parola ci ispiri e ci aiuti.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 12, 1-12
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Queste sono le leggi e le norme che avrete cura di mettere in pratica nella terra che il Signore, Dio dei tuoi padri, ti dà perché tu la possegga finché vivrete nel paese. Distruggerete completamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per scacciare servono i loro dèi: sugli alti monti, sui colli e sotto ogni albero verde. Demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco le statue dei loro dèi e cancellerete il loro nome da quei luoghi. Non farete così con il Signore, vostro Dio, ma lo cercherete nella sua dimora, nel luogo che il Signore, vostro Dio, avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per stabilirvi il suo nome: là andrete. Là presenterete i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato, le vostre offerte votive e le vostre offerte spontanee e i primogeniti del vostro bestiame grosso e minuto; mangerete davanti al Signore, vostro Dio, e gioirete voi e le vostre famiglie per ogni opera riuscita delle vostre mani e di cui il Signore, vostro Dio, vi avrà benedetti. Non farete come facciamo oggi qui, dove ognuno fa quanto gli sembra bene, perché ancora non siete giunti al luogo del riposo e nel possesso che il Signore, vostro Dio, sta per darvi. Ma quando avrete attraversato il Giordano e abiterete nella terra che il Signore, vostro Dio, vi dà in eredità, ed egli vi avrà messo al sicuro da tutti i vostri nemici che vi circondano e abiterete tranquilli, allora porterete al luogo che il Signore, vostro Dio, avrà scelto per fissarvi la sede del suo nome quanto vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifici, le vostre decime, quello che le vostre mani avranno prelevato e tutte le offerte scelte che avrete promesso come voto al Signore. Gioirete davanti al Signore, vostro Dio, voi, i vostri figli, le vostre figlie, i vostri schiavi, le vostre schiave e il levita che abiterà le vostre città, perché non ha né parte né eredità in mezzo a voi».
SALMO Sal 95 (96)
Popoli tutti, date gloria al Signore!
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. R
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R
EPISTOLA Rm 9, 25 – 10, 4
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, esattamente come dice Osea: «Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo e mia amata quella che non era l’amata». E avverrà che, nel luogo stesso dove fu detto loro: «Voi non siete mio popolo», là saranno chiamati figli del Dio vivente. E quanto a Israele, Isaia esclama: «Se anche il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare, solo il resto sarà salvato; perché con pienezza e rapidità il Signore compirà la sua parola sulla terra». E come predisse Isaia: «Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra». Che diremo dunque? Che i pagani, i quali non cercavano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia, la giustizia però che deriva dalla fede; mentre Israele, il quale cercava una Legge che gli desse la giustizia, non raggiunse lo scopo della Legge. E perché mai? Perché agiva non mediante la fede, ma mediante le opere. Hanno urtato contro la pietra d’inciampo, come sta scritto: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo e un sasso che fa cadere; ma chi crede in lui non sarà deluso». Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera salgono a Dio per la loro salvezza. Infatti rendo loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza. Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. Ora, il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede.
VANGELO Lc 18, 31-34
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé i Dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà». Ma quelli non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto.
Vangelo
La parola fondamentale è quella del Vangelo, nel quale abbiamo letto quello che sembra essere poco più che un inciso ma che è di fondamentale importanza: “La vergine si chiamava Maria”. Sembra un dato di scarso interesse, sembra un dato che è messo lì in una narrazione ben più ampia e importante. Eppure è un dato fondamentale. Sapere che la Vergine si chiamava Maria ci dice molte cose.
Il nome di una persona dice la sua identità. Dunque il Vangelo, ricordandoci solo il nome della Vergine, ci dice che Dio è andato in cerca di lei, ha voluto lei, ha chiesto a lei, ha pensato a lei fin dall’eternità. È il mistero della sua identità e della sua missione, come vediamo in ogni festa mariana nella quale celebriamo un tratto singolare della sua stessa identità.
Il nome di una persona dice la sua missione. A livello biblico è attestato più e più volte. Il nome di una persona racchiude il mistero del suo compito dinanzi a Dio, dice la verità della sua presenza, in un dato punto della storia della salvezza. Maria, il cui nome significa “stella del mare”, dice la sua centralità all’interno del piano di Dio e della stessa storia della salvezza. Noi, dunque, ogni volta che celebriamo un tratto del mistero di Maria, vogliamo guardare a colei che è la stella di tutto il mondo, colei che è il principio di quella umanità rinnovata che Dio viene a creare con la nascita del Figlio suo e con la redenzione che Egli ha attuato.
Il nome di una persona dice la sua partecipazione alla storia della salvezza. Per ogni personaggio biblico è messo anche bene in luce il suo essere in relazione con l’intera storia della salvezza. Maria, come dicevo, è al centro, al cuore della storia della salvezza. Lei che viene per portare Gesù nel mondo, lei che viene per essere la sintesi di tutte quelle donne che avevano partecipato alla storia di Israele e l’avevano resa grande. Lei che viene per dare a tutti il Verbo che si fa carne. Lei che viene per onorare la presenza di Dio e il suo santissimo nome e per dare speranza a tutta l’umanità oppressa dal peccato. Maria, che ha partecipato in modo così singolare alla storia della salvezza, dona a tutti noi di trovare il nostro posto all’interno di essa, perché anche noi, fatti figli nel Figlio suo, partecipiamo alla medesima volontà di salvezza di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Abbiamo già provato a leggere insieme quel testo straordinario che è l’inno del Manzoni per questo giorno. Con il linguaggio della poesia, egli ci ricorda che il nome della Vergine è centrale per la nostra stessa esperienza di fede. Noi invochiamo la Vergine per i nostri bisogni, perché chiediamo a lei di intercedere per noi nelle cose più disparate o disperate della vita.
Noi chiediamo alla Vergine di portare a Dio il nostro ringraziamento, quando vogliamo mettere nelle sue mani una preghiera che intende esprimere a Dio il nostro piccolo grazie per quello che ci è capitato. Noi possiamo anche mettere nelle mani della Vergine il nostro dolore e quante sono le persone che ancora si commuovono davanti ad una statua della Vergine Santa, in una qualsiasi chiesa o in un santuario importante. Il nome di Maria è davvero un nome singolare, che ci dice tante cose sul suo mistero, ma è anche un nome di affetto, di devozione che noi impariamo fin dalla più tenera età e al quale ricorriamo per qualsivoglia problema della vita. Ecco perché il nome di Maria diventa determinante per la nostra fede.
Da qui capiamo anche un’altra grandissima realtà circa l’identità del cristiano, ovvero la nostra stessa identità. Chi siamo noi tutti? Siamo uomini che hanno Maria per Madre, siamo credenti che vogliono guardare a Maria come colei che sorride sulle nostre vite, siamo uomini che possono contare sul suo aiuto e sulla sua vicinanza. Noi tutti siamo uomini, donne, che crescono in questa dimensione di fede.
Oggi possiamo dire a Maria quello che abbiamo nel cuore. Forse siamo venuti con un ringraziamento, forse abbiamo nel cuore qualche domanda, qualche richiesta, forse siamo venuti solo a depositare un dolore. Per qualsiasi motivo siamo davanti alla Vergine Santa non temiamo. Ella ci ascolterà e ci aiuterà.
Chi siamo dunque noi, popolo devoto?
Siamo coloro che sanno invocare il nome di Maria perché sappiamo trovare in esso una sicurezza per tutti i nostri giorni.