Martedì 12 dicembre

Settimana della 5 domenica di Avvento – martedì

La spiritualità di questa settimana

Vi ricordo che siamo nella settimana nella quale siamo invitati a riscoprire come essere segno profetico per tutti.

La Parola di questo giorno

EZECHIELE 37, 1-14
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Ezechiele disse: «La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare accanto a esse da ogni parte. Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: “Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?”. Io risposi: “Signore Dio, tu lo sai”. Egli mi replicò: “profetizza su queste ossa e annuncia loro: ‘Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore’”. Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: “profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia allo spirito: ‘Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano’”. Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: “Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: ‘Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti’. Perciò profetizza e annuncia loro: ‘Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò’ ”. Oracolo del Signore Dio».

SALMO Sal 88 (89)

Canterò in eterno l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R 

PROFETI Os 11, 1-4
Lettura del profeta Osea

Così dice il Signore Dio: «Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare».

VANGELO Mt 22, 15-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque dal Signore Gesù i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare? ». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero meravigliati, lo lasciarono e se ne andarono.

Ezechiele

La visione del profeta Ezechiele che accompagna questa giornata di Avvento è probabilmente la più bella ed anche la più dolce di tutte quelle che abbiamo letto. È una visione stupenda che riguarda la vita eterna. La visione delle ossa che risorgono, che si riuniscono, sulle quali ritornano i nervi, i muscoli, la pelle, cioè tornano ad essere corpo, e nei quali Dio infonde il suo Spirito di vita, ci sta parlando della risurrezione finale. Noi siamo chiamati a questo. È quella speranza che avevano già intuito i profeti e che Dio mette definitivamente nel cuore dell’uomo grazie alla parola del Signore e grazie alla sua venuta tra noi. Così il profeta ci sta dicendo che il credente diventa segno profetico per il mondo in cui vive perché proclama, con le parole ma soprattutto con la vita, con il suo comportamento, che la vita non è destinata alla tomba, che tutto non è destinato a finire nel nulla, ma tutto è in ordine alla risurrezione. È una testimonianza difficile. Vivere questa verità, proclamare al mondo questa verità, è, però, essere davvero segno di profezia per il proprio tempo, per il proprio mondo, per l’umanità. Il credente deve avere la consapevolezza di tutto questo.

Osea

Le parole del profeta Osea sono immediatamente comprensibili perché utilizzano un’immagine della vita comune. Chissà quante volte abbiamo visto un giovane papà che, con tenerezza e amore, tiene per mano il suo bimbo e gli insegna a mettere un piede dopo l’altro, a superare il segno di fragilità che lo porta a vacillare sulle sue gambine e infonde coraggio perché il bambino impari a camminare e si rialzi dopo le sue cadute senza spaventarsi, senza temere, ma fidandosi di quelle braccia forti che gli vengono tese. Questa immagine è l’immagine di Dio Padre, che tende a noi le sue braccia perché impariamo a camminare e ad essere, nel mondo, segno profetico della sua presenza. Potremmo anche dire che il compito di quest’Avvento potrebbe essere questo: riscoprire il senso della nostra identità di uomini e donne di fede, per dire a tutti chi siamo, chi attendiamo, verso cosa si dirige la nostra vita. Parlare di queste cose è difficilissimo. È per questo che esse sono segno profetico per il mondo in cui abitiamo.

Vangelo

Il Vangelo, che vi ho già commentato più volte, tiene insieme le due Scritture. Sappiamo che quando Gesù ci dice di “dare a Dio quello che è di Dio”, intende riferirsi alla nostra anima. Anima che deve sentirsi chiamata alla risurrezione beata. Anima che deve percepire la vita come cammino di progressiva testimonianza della fede. Il Signore, con forza, ci sta richiamando a questa verità e ci sta dicendo che è compito della nostra vita cercare di essere uomini, donne, che sanno dare la propria anima a Dio. Potremmo chiederci: perché abbiamo messo impegno in questo Avvento? Perché cerchiamo di rileggere ogni giorno, con profondità la Parola di Dio? Perché cerchiamo di essere segno profetico per il mondo di oggi? Perché sentiamo di essere chiamati alla risurrezione, perché sentiamo di essere gente che si sente sostenuta da Dio nel proprio cammino, perché avvertiamo come responsabilità il detto del Signore.

Vedete allora che questa settimana ci sta aiutando a capire che siamo davvero chiamati ad essere originali! I cristiani sono originali. Non si fermano davanti ad un mondo che nega la risurrezione, non si fermano davanti alla critica di chi dice che Dio ha abbandonato il nostro tempo! Non si fermano alle cose da fare, anche se sono scomode, ma in tutto annunciano la presenza di Dio, sostegno del suo popolo, aiuto nel cammino, fino alla vita eterna.

Marana Thà, Vieni Signore Gesù!

Così anche noi possiamo dire:

Marana Tha, vieni Signore Gesù nelle nostre vite e ricordaci che tutti siamo chiamati a quella vita eterna che tu vieni a rivelare e per la quale ci dici di darci da fare.

Marana Tha, vieni Signore Gesù, facci sentire la tua presenza, aiutaci a sentire la forza delle tue braccia tese che ci stanno chiamando a fare esperienza di te, nel mondo in cui ci troviamo, nella Chiesa di cui tutti siamo figli.

Marana Tha, vieni Signore Gesù e ricordaci che anche questi giorni di attesa sono un modo per “dare a Dio quello che è di Dio”, cioè la nostra anima, compito che non dobbiamo mai dimenticare di avere.

Marana Tha, vieni Signore Gesù!

Provocazioni dalla Parola

  • Questi giorni di Avvento sono un tempo nel quale sentire con più forza che siamo chiamati alla vita eterna?
  • Avvertiamo, anche dalla Parola di Dio che riceviamo, che il Signore ci insegna a camminare nella fede con pazienza e amore?
  • Stiamo cercando di fare di queste giornate di attesa un modo per “dare a Dio quello che è di Dio”?
2023-12-06T08:28:57+01:00